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Emilia-Romagna, ancora 87 mila prestazioni sanitarie mancate: fenomeno comunque in calo

Dopo quasi tre anni dall'introduzione della sanzione, sono (ancora) poco meno di 90.000 le mancate prestazioni sanitarie in Emilia-Romagna, prenotate ma non disdette dai cittadini. Il fenomeno ha avuto comunque un crollo drastico

16 maggio 2018

BOLOGNA - Dopo quasi tre anni dall'introduzione della sanzione, sono (ancora) poco meno di 90.000 le mancate prestazioni sanitarie in Emilia-Romagna, prenotate ma non disdette dai cittadini. Il fenomeno ha avuto comunque un crollo drastico: si e' passati infatti dal 7% di mancate prestazioni nel 2015 all'1% dell'anno scorso. La Giunta Bonaccini ha voluto inserire tre anni fa, nel piano di riduzione delle liste d'attesa, anche l'obbligo di pagare comunque il ticket per chi non si presenta a visite ed esami senza disdire per tempo. Sui circa 10 milioni di prenotazioni, dunque, le mancate prestazioni sono risultate nel 2017 pari all'1% (circa 87.000), contro il 7% riscontrato nel 2015. Il punto e' stato fatto oggi in commissione Sanità della Regione, analizzando la clausola valutativa prevista nella norma.
 
Allo stesso modo, e' stato fatto il quadro della situazione sulle farmacie, dopo che le nuove regole adottate dalla Regione nel 2016. Ad oggi sono in totale 1.422: 11 le nuove sedi, di cui sette urbane e quattro rurali. È stato inoltre prorogato di un anno il termine concesso ai Comuni per aprire le farmacie su cui hanno diritto di prelazione, fino all'approvazione nel 2020 della graduatoria del concorso ordinario che sarà indetto nel 2019 (la procedura verrà attivata ogni quattro anni). Per quanto riguarda le farmacie nei luoghi ad alto transito, invece, sono 71 le sedi aggiuntive che possono essere istituite: nel 2017 tre sono state le richieste, ma ne e' stata assegnata solo una a Forlì. Infine, per il sostegno alle farmacie rurali, il budget per il triennio 2017-2019 e' di 400.000 euro. Nell'anno 2017 il contributo e' stato concesso a 21 farmacie rurali, di cui 15 in montagna. È stato anche alzato da 250.000 a 450.000 euro il volume d'affari dichiarato per l'accesso ai contributi.

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