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In Protesi e Ausili


Il montascale non ci sta? La soluzione è la riconducibilità.

L’unico montascale che la Asl può fornire direttamente, per dimensioni e caratteristiche, non è installabile all’interno condominio perché troppo ingombrante. Il costo per l’acquisto di un diverso montascale, che rispetti le nostre necessità, e soprattutto le dimensioni della sedia a ruote, di chi è a carico?

21 dicembre 2020

Il decreto n. 236 del 14 giugno 1989 del ministro dei Lavori pubblici ha stabilito una larghezza minima delle scale sotto la quale non è possibile inserire un montascale di tipo fisso, in quanto questo impianto andrebbe a ridurre lo spazio e quindi la fruibilità delle scale in ogni situazione, compresi eventuali casi di emergenza.
Proprio per questo motivo è consigliato l’utilizzo di montascale mobili, che non tengono impegnato il vano scale e quindi permettono sempre le condizioni di massima sicurezza.

Le rampe di scale che costituiscono parte comune o sono di uso pubblico devono avere una larghezza minima di 120 centimetri, nonché possedere una pendenza limitata e costante per l’intero sviluppo della scala. Le rampe di scale che non costituiscono parte comune o non sono di uso pubblico devono invece avere una larghezza minima di 80 centimetri.

Per i montascale manuali non sono necessari permessi particolari. Nel caso si dimostri, attraverso una dichiarazione dello specialista fisiatra della Asl, che il montascale a cingoli fornito gratuitamente dalla stessa non è adatto al tipo di carrozzina prescritta e non è congruo per dimensioni all’utilizzo nel condominio di residenza, l’ufficio Ausili e protesi della Asl applicherà il principio di riconducibilità dell’ausilio a un altro simile, corrispondendo all’utente la stessa somma di denaro che avrebbe garantito al fornitore, per il servoscala presente nel Nomenclatore tariffario. L’eventuale eccedenza di spesa sarà a totale carico dell’utente.

Se invece unservoscala può essere installato nelle scale di un condominio, è necessaria la preventiva comunicazione all’assemblea condominiale. In tal caso, per legge, il costo sarà sostenuto dai condomini, che in assemblea deliberano per la partecipazione alla spesa e potranno quindi utilizzarlo.

I condomini, che non hanno inizialmente aderito alla spesa, potranno successivamente pagare la propria quota per usufruire dell’impianto. In ogni caso, se il condominio rifiuta di accettare l’eliminazione della barriera architettonica, la persona con disabilità, direttamente o tramite il proprio tutore, trascorsi tre mesi dalla richiesta e preso atto del diniego assembleare, può procedere comunque all’installazione del servoscala a proprie spese.


 
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di Cristina Lattanzi

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