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Ausili. In Italia? Per l'inventore di Facemouse "c'è un ritardo di almeno 20 anni"

Parla Simone Soria, affetto da tetraplesi spastica grave dalla nascita, il primo a laurearsi in ingegneria informatica: "La classe politica ignora i drammi dei disabili motori"

3 aprile 2007

CASOLI (CH) - Simone Soria è un disabile affetto da tetraplesi spastica grave dalla nascita. Non senza difficoltà è riuscito ad avere una vita sociale e scolastica alla pari dei suoi compagni. E’ stato il primo disabile con handicap motorio "gravissimo’’ a laurearsi nel 2004 in Ingegneria informatica, tra l’altro in corso e con lode. Durante la tesi di laurea ha ideato ed iniziato a sviluppare l’ausilio informatico per disabili chiamato “FaceMouse”. Si tratta di un software che permette di utilizzare il computer, scrivere e comunicare senza utilizzare mani: è sufficiente muoversi davanti ad una webcam, piccola telecamera collegata al computer. Soria ha messo al servizio degli altri il suo genio e le sue conoscenze e capacità. Con questo spirito ha fondato l’A.i.d.a. (Ausili ed informatica per disabili e anziani), che progetta e sviluppa tecnologie nuove per disabili anche gravi. L’ingegnere Soria oggi visita diversabili in Italia e all’estero per far provare loro gli ausili che ha creato, primo fra tutti “FaceMouse”.

Simone, a cosa servono le nuove tecnologie della comunicazione?
Le nuove tecnologie devono essere un aiuto alla persona, qualunque persona, disabile e non. E’ chiaro che per un individuo con un handicap motorio che non usa le mani può essere davvero un mezzo per integrarsi con la società. Credo che il computer sia uno dei pochi strumenti che permetta al disabile di comunicare, studiare, lavorare e sentirsi quindi un po’ autonoma.

L’Italia è un paese che molto spesso paga pegno sulle innovazioni tecnologiche, tu cosa ne pensi?
La nostra società l’A.i.d.a. è l’unica in Italia a sviluppare ausili innovativi anche per i disabili gravi. Le altre aziende italiane vendono soprattutto degli ausili importati dall’estero: Nord Europa e America. Stiamo lavorando per promuovere “FaceMouse”, l’ausilio è in commercio da un anno e mezzo, abbiamo bisogno di farci conoscere, il problema più grande, in generale, è quello di sapere che una cosa esiste.

Se avessi qui un esponete politico locale o nazionale cosa vorresti dirgli?
Occorrerebbero maggiori fondi per le famiglie. Il nostro ausilio non costa molto, 1600 euro, però alcune famiglie hanno difficoltà anche a pagarne 100, l’ausilio dovrebbe essere un diritto come lo è l’istruzione. Il Ministero dell’Istruzione dovrebbe informare dell’esistenza di questo strumento, già questo sarebbe un vantaggio a livello culturale. Mi spiego meglio: gli studenti hanno un quaderno e un libro, i disabili hanno il diritto di avere il quaderno qualunque esso sia.

Le nuove tecnologie cambiano velocemente, cosa ti aspetti da qui a dieci anni?
Quando ho iniziato ad usare il pc avevo sei anni, quando ho iniziato a lavorare per i disabili avevo 25 anni. Le persone con handicap motori che vedevo allora e oggi hanno gli stessi problemi. C’è stato un blocco degli ausili almeno di venti anni. Solo da poco si è mosso qualcosa, ma non è detto che ci sia un aumento della tecnologia di massa anche perché i disabili hanno diverse esigenze. La situazione è che l’80% delle persone non conosce quali siano i problemi dei portatori d’handicap motori e anche la classe politica ne ignora i drammi. Forse sarebbe utile organizzare per loro un convegno. (Luca Cupaiolo)

(3 aprile 2007)

di e.proietti

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