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Ausili e protesi, a che punto siamo? Il Tar Lazio lo chiede al ministero della Salute

Con ordinanza pubblica, i giudici hanno disposto che il dicastero depositi, entro il prossimo 30 novembre, una “dettagliata relazione” in merito all'adeguatezza del Nomenclatore tariffario vigente. Associazione Coscioni: “Istruttoria essenziale per garantire alle persone con disabilità grave ausili indispensabili per soddisfare le proprie primarie esigenze”

28 luglio 2021

ROMA - Il ministero della Salute ha poco più di quattro mesi di tempo per verificare l'adeguatezza del Nomenclatore tariffario protesi e ausili e depositare una “dettaglia relazione” in merito all'attuazione di quanto previsto dalla legge 96/2017. Questa chiedeva appunto, all'articolo 30-bis comma 2, che l'amministrazione verificasse, entro 16 mesi dall'entrata in vigore della norma, l’idoneità degli ausili tecnici personalizzati acquistabili attraverso le procedure di gara a soddisfare le specifiche necessità delle persone affette da disabilità grave, provvedendo in caso negativo, ad escluderli dall’elenco dei dispositivi acquistabili attraverso appalto pubblico, per consentirne l’acquisto a tariffa mediante libera scelta dell’erogatore della prestazione protesica più adeguata. Ora, il ministero è stato richiamato al suo compito dal tribunale laziale.

Lo riferisce l'associazione Luca Coscioni, che aveva proposto, a maggio, una classaction pubblica, insieme a quattro persone con disabilità, proprio sul tema degli ausili, grazie agli avvocati Dario Capotorto e Chiara Geremia, che oggi si dicono “soddisfatti perché, a meno di due mesi dall’attivazione della class Action, il Tar capitolino ha avviato un’istruttoria che sarà essenziale per accertare la sussistenza delle denunciate inadempienze dell’amministrazione e attivare l’auspicato percorso virtuoso volto a garantire alle persone con disabilità grave ad ottenere ausili idonei ed indispensabili a soddisfare le proprie primarie esigenze”.

Le ragioni e lo scopo della classaction sono così sintetizzati da Filomena Gallo, avvocato e segretario dell’associazione Luca Coscioni: “Oggi in Italia le persone con disabilità che hanno bisogno di ausili o protesi più o meno complessi, ma tutti prescritti in base alle singole esigenze, sono costrette ad affrontare un percorso ad ostacoli. È dal 2017 che in ogni forma possibile abbiamo chiesto al ministero della Salute di attuare normative per rimuovere immediatamente ogni ostacolo che impedisca a chi ne ha bisogno di ricevere i giusti dispositivi in base alle proprio esigenze, ma ad oggi nessuna risposta. Ogni giorno sono tantissime le richieste di aiuto che su questo tema arrivano all’associazione Luca Coscioni. Se ci fosse una volontà politica – osserva - ci sarebbero interventi immediati anche in attuazione di norme già in vigore nel nostro ordinamento e le persone con disabilità avrebbero pieno rispetto del loro diritto alla cura, all’assistenza e alla vita indipendente. Valuteremo come procedere caso per caso. Siamo ora soddisfatti del provvedimento del Tar Lazio e attendiamo l’appuntamento a fine novembre, dunque, per verificare le giustificazioni del ministero al proprio comportamento omissivo”.

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