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La mano protesica “Hannes” di Inail e IIT premiata con il Compasso d’Oro 2020

Il prestigioso riconoscimento dell’Associazione per il disegno industriale consegnato a Milano ai designer che hanno sviluppato il concept originale e all’avanguardia del dispositivo, nato dalla collaborazione tra il Centro Protesi di Vigorso di Budrio e l’Istituto italiano di tecnologia di Genova

11 settembre 2020

MILANO - Nel corso di una cerimonia che si è svolta l’altro giorno presso l’ADI Design Museum di Milano, i designer di ddpstudio, che hanno sviluppato il concept originale e all’avanguardia di “Hannes”, la mano protesica di derivazione robotica frutto della collaborazione tra i ricercatori del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio e dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova, hanno ricevuto il premio Compasso d’Oro 2020, nella sezione ricerca per l’impresa.
 
Il suo nome è un omaggio al professor Johannes Schmidl. Il prestigioso riconoscimento, assegnato dall’Associazione per il disegno industriale per valorizzare il design italiano, è l’ultima tappa di un percorso iniziato due anni fa, quando “Hannes” ha conseguito il Premio per l’innovazione ADI Design Index 2018 “per il suo concept originale, fortemente  innovativo”. Nella stessa occasione era stata assegnata anche una targa, “per la qualità del lavoro svolto, che  rappresenta un valore per il design e per il nostro Paese”, al Rehab Technologies Inail-IIT Lab, il laboratorio congiunto di ricerca e sviluppo creato alla fine del 2013, con l’obiettivo di realizzare tecnologie avanzate “made in Italy”. Qui è nata la mano protesica premiata oggi, il cui nome è un omaggio al professor Johannes Schmidl, già direttore tecnico del Centro Protesi Inail di Vigorso di Budrio, a cui si deve l’avvio dell’attività di ricerca protesica e la prima protesi mioelettrica “Inail-Ceca” del 1965.
 
Gruppioni: “È unica nel suo genere per versatilità e naturalezza nel movimento”. Come sottolineato da Emanuele Gruppioni, direttore tecnico dell’Area Ricerca del Centro Protesi Inail, “Hannes è stata progettata affinché conformazione, peso e qualità dei movimenti siano quanto più possibile equiparabili a quelli della mano umana, per far sì che le persone amputate percepiscano la protesi come una parte di sé e non come un elemento estraneo”. A controllarla, precisa Gruppioni, è “l’intelligenza artificiale applicata ai segnali di contrazione dei muscoli residui dell’arto amputato rilevati mediante sensori di superficie”, che la rende “unica nel suo genere per versatilità e naturalezza nel movimento, elementi che la caratterizzano insieme alla semplicità d’uso”.
 
De Michieli: “Può adattare la presa alla forma degli oggetti afferrati e alle sollecitazioni esterne”. “La peculiarità della mano poliarticolata – aggiunge Lorenzo De Michieli, responsabile del Rehab Technologies Inail-IIT Lab – risiede nella sua parte meccanica e, in particolare, in un sistema che le consente il continuo adattamento della presa alla forma degli oggetti afferrati e alle sollecitazioni esterne”. Le dita del dispositivo, infatti, “sono tutte attive e assumono una postura naturale, sia a riposo sia in movimento, e il pollice, che è orientabile in tre posizioni, permette diverse tipologie di presa necessarie nella vita di tutti i giorni”.
 
I designer di ddpstudio: “L’obiettivo è stato avvicinare la robotica all'uomo”. “Il design di Hannes – raccontano i tre fondatori di ddpstudio, Lorenzo de Bartolomeis, Gabriele Diamanti e Filippo Poli – nasce da uno studio approfondito delle proporzioni, delle posture e dell’ergonomia, attraverso un lavoro di ibridazione di varie discipline: dall'arte rinascimentale agli studi antropometrici, dal confronto con gli ingegneri biomedici a quello con i produttori di manichini per l’haute couture. “Vogliamo che le persone desiderino utilizzare Hannes per la sua bellezza – aggiungono – oltre che per l’alto grado di innovazione. Il design, senza nascondere la sua natura tecnologica, ha forme e proporzioni tali da creare una perfetta armonia con il corpo. L’obiettivo è stato quello di avvicinare la robotica all'uomo, per migliorare la vita di chi la usa quotidianamente”.
 
I ricercatori del Rehab Technologies Lab già al lavoro su altri progetti. Il design e le caratteristiche high-tech costituiscono i fattori di successo che hanno portato al conseguimento del riconoscimento per il dispositivo sviluppato dal Rehab Technologies Inail-IIT Lab, i cui ricercatori stanno già lavorando su altri progetti ad alto tasso tecnologico, capaci di posizionarsi sul mercato nazionale e internazionale a costi competitivi, favorendo l’accessibilità per i pazienti e garantendo, allo stesso tempo, un basso impatto economico per i servizi sanitari nazionali.
 
Gli oggetti premiati selezionati da una giuria internazionale. Gli oggetti premiati dall’Associazione per il disegno industriale vengono scelti grazie all’attività di preselezione dell’Osservatorio permanente del Design, composto da critici, storici, designer e giornalisti. Dal 1998 gli oggetti che superano questa prima selezione vengono segnalati con l’ADI Design Index, che li include nell’annuario omonimo. Ogni tre anni, inoltre, una giuria internazionale seleziona tra gli oggetti segnalati negli annuari del triennio precedente quelli a cui assegnare il premio Compasso d’oro. A partire da quest’anno, tutti gli oggetti premiati, a partire dalla prima edizione del 1954, saranno esposti all’ADI Design Museum. (Inail.it)

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