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Ausili, Confindustria Dispositivi medici: la nuova Commissione Lea riveda le modalità e le tempistiche

Secondo la sezione Dispositivi medici di Confindustria, gli attuali iter di fornitura non garantiscono tempistiche adeguate né personalizzazione. “Tre milioni di persone disabili gravi alle prese con procedure inadeguate. Urgente rivedere il Nomenclatore”

3 agosto 2020

ROMA – Tre milioni di cittadini con gravi e complesse disabilità devono faticare e attendere tempi spesso molto lunghi per ottenere ausili fondamentali per il loro percorso di riabilitazione: è quanto denuncia Confindustria Dispositivi medici, rivolgendo il proprio appello alla nuova Commissione Lea appena insediata presso il ministero della Salute. “Gli ausili complessi, ad alto costo e ad alto contenuto tecnologico, rappresentano una parte integrante e sostanziale del programma di cura e riabilitazione per molti disabili gravi – ricorda Alessandro Berti, presidente dell’associazione Ausili di Confindustria dispositivi medici - Parliamo di dispositivi che vanno dai più semplici, come i bastoni canadesi, ai più sofisticati come gli esoscheletri. Fanno parte della categoria anche le carrozzine manuali, quelle elettriche dotate di dispositivi per la comunicazione di chi le utilizza e tutti gli altri ausili che permettono di migliorare lo stile di vita e l’inclusione dei pazienti”, aggiunge.
 
Oggi, infatti, nonostante i tentativi di fare ordine, gli ausili per disabilità gravi e complesse, innovativi per il paziente, sono stati spostati dall’attuale Nomenclatore (DPCM del 12 gennaio 2017) negli elenchi di ausili di serie e sono quindi oggetto di acquisizione tramite gara d’appalto. “Questa modalità di erogazione – ha dichiarato Alessandro Berti - impedisce di fatto una individuazione ad personam dell’ausilio effettuato sulle reali necessità del paziente. Processo che richiede un’attenta analisi, prove e valutazioni che è impossibile regolamentare con una gara di appalto standard”. Per questo, Confindustria dispositivi medici chiede alla Commissione Lea un adeguamento orientato alle reali esigenze del disabile e alle opportunità del mercato: nello specifico, lo spostamento nel Nomenclatore di alcuni dispositivi per i bisogni complessi, che oggi sono negli elenchi dei prodotti considerati di serie. E nel caso di ausili per cui questo spostamento non fosse possibile, è stata evidenziata la necessità di tracciare un percorso prescrittivo individualizzato e un appropriato percorso valutativo volto a garantire un'efficace risposta alle singole esigenze dei disabili.
 
“Ci auguriamo che la nuova Commissione Lea, eletta nei giorni scorsi ascolti le nostre proposte. Regolamentare in modo corretto la loro erogazione rivedendo l’attuale Nomenclatore - conclude Berti - consentirebbe a tutti i disabili la fornitura di ausili adeguati alle proprie esigenze senza lasciarli in situazioni di fragilità per poter svolgere una vita il più possibile normale, di muoversi, di avere relazioni. Il mancato inserimento di questa tipologia di dispositivi medici nell’elenco degli ausili su misura comporta sfasature gravi e differenziazioni di approvvigionamento tra le diverse regioni, impedendo di fatto l’accesso a strumenti indispensabili a milioni di disabili”.

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