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Il Rizzoli di Bologna esporta in Sicilia una protesi caviglia in 3D

Eseguito un primo intervento a Bagheria con tecnica unica al mondo. La tecnica innovativa già applicata pochi mesi fa a Bologna consiste nel personalizzare l'intera 'sostituzione’ della caviglia

18 giugno 2020

BOLOGNA - Dopo la prima sperimentazione fatta a inizio anno, l'Istituto ortopedico Rizzoli di Bologna ha esportato anche nella sua sede in Sicilia la tecnica innovativa messa a punto per la ricostruzione della caviglia con protesi stampata in 3D. L'intervento, eseguito su un paziente siciliano di 44 anni, che è tornato così a camminare correttamente, è stato eseguito nella sede di Bagheria del Rizzoli da Cesare Faldini, direttore della Clinica ortopedica 1, in collaborazione con l'equipe di Giovanni Pignatti, direttore del dipartimento Rizzoli-Sicilia. Si tratta di una tecnica innovativa applicata per la prima volta pochi mesi fa a Bologna, che consiste nel personalizzare l'intera 'sostituzione’ della caviglia. Partendo dall'anatomia di ogni singolo paziente, viene costruito un impianto su misura in stampa 3D, in collaborazione tra chirurghi ortopedici e ingegneri.
 
"Sono interventi all'avanguardia- spiega Faldini- perché consentono di restituire il movimento articolare a pazienti che finora venivano considerati inoperabili. Quando abbiamo verificato la situazione clinica di questo paziente, da nove anni alle prese con dolore e grave limitazione del movimento, la procedura personalizzata ci si è presentata come la sola soluzione in grado di dare risultati significativi e abbiamo quindi deciso di eseguirla per la prima volta in Sicilia".
 
Qualche settimana prima dell'intervento chirurgico il paziente ha eseguito una tac alla caviglia, da cui è stato ricavato il modello tridimensionale della gamba e del piede. Chirurghi e biomedici hanno quindi simulato l'intervento al computer, lavorando su forma e dimensione di ogni componente della protesi per venire incontro alle caratteristiche anatomiche specifiche del paziente, fino a trovare la combinazione ottimale tra le ossa della caviglia e l'innesto. Una volta stabilite geometria e posizione ideali, la protesi vera e propria per l'impianto finale è stata stampata in una lega di cromo-cobalto-molibdeno. L'operazione chirurgica è stata inoltre resa meno invasiva con l'utilizzo di guide personalizzate, costruite sempre in stampa 3D e progettate sull'osso virtuale del paziente, che hanno permesso di rimuovere solo la parte esatta di cartilagine e osso accessori, risparmiando il tessuto necessario per ospitare la protesi.
 
Anche la fase di riabilitazione dopo l'intervento si è svolta nella sede di Bagheria. "Uno dei punti di forza del dipartimento Rizzoli-Sicilia è il collegamento costante con la casa madre a Bologna- sostiene Pignatti- la specializzazione della nostra equipe consente di offrire ogni giorno prestazioni di alta qualità per ogni tipo di problema ortopedico, nonchè di gestire anche i casi più complessi collaborando di volta in volta con le strutture super-specialistiche dell'Istituto e con il suo centro di ricerca, unico in Italia e conosciuto in tutto il mondo, che ci portano ad avere a disposizione per i nostri pazienti direttamente in Sicilia l'ortopedia d'avanguardia". La costola siciliana del Rizzoli, nata nel 2011 grazie a un accordo tra le due Regioni, esegue in media 1.500 interventi chirurgici all'anno e oltre 15.000 visite ambulatoriali.

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