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“Hannes”, la mano robotica bella e capace. “Sono tornato a pensare con due mani”

La testimonianza di Marco Zambelli, 64 anni, che oggi indossa la mano poliarticolata nata dalla sinergia tra IIT di Genova e Inail. “Per me prima la protesi era solo un fatto estetico, oggi invece sento di avere di nuovo due mani”. Non gli accadeva da 50 anni

11 maggio 2018

ROMA – Marco Zambelli ha 64 anni e oggi è tornato a “pensare con due mani”: lo dice con orgoglio e gratitudine, mentre mostra la sua mano protesica “Hennes”, sviluppata dal Rehab Technologies Lab, il laboratorio congiunto nato nel dicembre 2013 dalla collaborazione tra il Centro protesi Inail e i ricercatori dell'Istituto italiano di Tecnologia (IIT) di Genova. 'Hannes' è stata presentata oggi a Roma nel corso di una conferenza stampa. “Riesco a fare praticamente tutto, ci assicura Zambelli – Guardate come riesco ad afferrare questa palla”, ci dice, mentre sul terrazzo del Parlamentino dell'Inail, sede della presentazione, stringe una sfera metallica sulla ringhiera di recinzione. Bisogna guardarla molto attentamente, per accorgersi che non si tratta in una mano in carne e ossa: la forma perfetta, il colore anche, perfino le unghie e le dita che potrebbero tranquillamente essere vere. Ma oggi, per Zambelli, la protesi non è più soltanto un fatto estetico.
 
“Prima era così – ci racconta – Ho indossato subito la protesi, dopo che un incidente sul lavoro mi ha portato via la mano destra, quando avevo 15 anni. Lavoravo nel settore metalmeccanico e la sega circolare ha afferrato la manica del mio grembuile. Subito dopo l'intervento, il centro Inail di Budrio mi ha formito la prima protesi: era solo un fatto estetico per me, quella mano era un corpo estraneo, non mi serviva a niente. Imparai a fare tutto con la sinistra”.bFinché nel 2015 Zambelli, che frequentava assiduamente Inail e il centro protesi di Budrio, ricevette la proposta che gli avrebbe cambiato la vita: “mi fu chiesto di partecipare a un progetto per la realizzazione e la sperimentazione di una mano poliarticolata a basso costo che – mi fu detto – si voleva mettere poi a disposizione di tutti. Accettai e iniziammo questo percorso, fatto di visite, esami, prove e prototipi”.
 
Oggi Zambelli è tornato a “pensare con due mani. Prima avevo delegato tutto alla mano sinistra, ora ho di nuovo spostato la maggior parte dei movimenti sulla destra. Riesco a fare praticamente tutto: ormai sono in pensione, ma in casa mi do da fare. Con tutte e due le mani”. (cl)

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