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Braille in cabina elettorale. “Sarebbe utile, ma non per tutti. Serve anche voto elettronico”

Per il presidente dell'Uici Mario Barbuto, è percorribile l'ipotesi di un impiego del Braille per rendere “autonomo” il voto di chi non vede. Zanella (Blidsight Project): “Voto ancora complicato per elettori ciechi. Una soluzione va trovata: Braille va bene, ma non per tutti”

21 febbraio 2018

ROMA - Il voto in Braille è possibile e certamente utile a molti, ma non risolutivo per tutti. Affinché gli elettori ciechi possano emanciparsi dal voto assistito, oggi unica modalità a loro disposizine, occorre introdurre anche altra prassi, come il voto "elettronico". Uici e Blindsight Project ritengono, in ogni caso, che il problema di debba affrontare e anche in fretta.

Barbuto (Uici): “Sarebbe utile materiale elettorale in Braille”. Riferisce il presidente nazionale dell'Uici, Mario Barbuto, che “di norma e in via ufficiale, non viene prodotto materiale elettorale in Braille. Sarebbe invece auspicabile che le forze politiche in competizione vi provvedessero”. Per quanto riguarda le schede per il voto, “le difficoltà di stamparle in Braille in sarebbero molto grandi. Forse sarebbe più opportuno studiare la realizzazione di un facsimile di scheda, dotato di finestrelle entro le quali apporre il segno del voto: un cartoncino rigido da sovrapporre alla scheda elettorale, in modo che a ogni simbolo corrisponda la finestrella entro la quale tracciare il segno. In quel caso, accanto a ogni finestrella potrebbero essere riportati brevi codici Braille da abbinare a una separata legenda, sempre in Braille, dove trovare per ogni codice la dicitura completa ed esplosa. Su questo, come Uici, abbiamo sollecitato ultimamente l'impegno delle forze politiche”.

Bartolucci (Uici): “Braille sì, ma anche voto elettronico”. Secondo Luisa Bertolucci, impegnata all'interno dell'Uici e nel Centro nazionale per il libro parlato, il voto in Braille potrebbe essere utile, ma non basta. “Io penso che sarebbe grande segno di civiltà e crescita per tutti riuscire a passare ad una modalità di voto elettronico. Direi che questa è la strada percorribile, quella che davvero ci renderebbe eguali agli altri”.

Zanella (Blindsight Project). “Chiediamo ogni volta che il voto sia davvero accessibile”. Anche per Simona Zanella, di Blindsight Project, la scheda elettorale in Braille sarebbe solo una delle possibili soluzione. E comunque “una soluzione va trovata e la chiediamo ogni volta, perché oggi l'unica possibilità per gli elettori non vedenti è il voto assistito, con tutte le sue criticità: primo, non poter controllare che la propria volontà sia rispettata; secondo, trovare un accompagnatore disponibile. Il Braille potrebbe essere una soluzione per alcuni, ma non è conosciuto da tutti i ciechi. Una soluzione potrebbe essere il voto elettronico. Certo, una via deve essere trovata, per superare il meccanismo di delega che oggi è l'unica possibilità. E che a noi non piace”. (cl)


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