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Ciechi, museo tecnologie: un percorso di autonomia e la storia di un’imprenditoria coraggiosa

Inaugura a Piombino Dese (Padova) la mostra con 40 dispositivi elettronici che hanno reso possibile, negli ultimi cento anni, la vita indipendente e l’accesso alla cultura per ciechi e ipovedenti. Da marzo e per sei mesi nella nuova sede della Lega del filo d’oro

13 dicembre 2017

ROMA – Si inaugura oggi, Giornata nazionale del cieco, presso Villa Fantin a Piombino Dese (Padova) con il patrocinio del Comune, il Museo delle tecnologie compensative per la vita indipendente dei ciechi e degli ipovedenti: una raccolta degli strumenti che hanno segnato l’evoluzione tecnologica dell’ultimo secolo nel settore. Tra le tecnologie esposte, le prime macchine da scrivere (DattiloBraille), l’Optacon, uno strumento che permette di riprodurre tattilmente la scrittura, una macchina di lettura automatica realizzata a Boston per l’artista Stevie Wonder, i primi video-ingranditori californiani, e la produzione di un computer Braille realizzato agli inizi degli anni ’80 dai ricercatori dell’Olivetti. Una quarantina di dispositivi in tutto, accompagnati da un totem con filmati d’epoca che ne illustrano il funzionamento. La mostra, itinerante, sarà aperta fino al 7 gennaio negli orari della biblioteca comunale di Villa Fantin (le visite guidate possono esser prenotate al numero 049 5730282) e a marzo partirà alla volta di Osimo (Ancona) dove resterà per sei mesi all’interno della nuova sede della Lega del filo d’oro. Sarà possibile anche prenotarla, da parte di associazioni e enti di diversi territori italiani, facendone richiesta a segreteria@luciaguderzo.it.
 
“Il Museo raccoglie due aspetti e si pone due finalità – ci spiega Davide Cervellin, presidente della Fondazione Lucia Guderzo Onlus che lo promuove -: far capire come la risposta ai problemi delle persone disabili ha creato imprenditoria e migliaia di posti di lavoro, è stata quindi occasione di crescita economica; inoltre, mostrare come l’inclusione è possibile grazie a strumenti e dispositivi che migliorano la qualità di vita”. Tra gli strumenti che a Piombino Dese si potranno scoprire fino al 7 gennaio e che saranno visitati da molte scolaresche del territorio, c’è “la prima macchina di lettura automatica con scanner vocale, realizzata con Xerox a inizio degli anni Ottanta; prima, dagli anni Sessanta, un altro sistema restituiva, grazie a una telecamera, la forma della lettera in Braille”. L’esposizione propone, oltre a due DattiloBraille degli anni Cinquanta, esclusivamente dispositivi elettronici, tra cui un video ingranditore Voyager (degli anni Settanta) e “l’unico personal computer realizzato in Italia da Olivetti, l’Egg, oltre al video ingranditore Idea prodotto dalla Seleco di Pordenone”: questi ultimi non solo gli unici esempi di tecnologia italiana, poiché al Museo si possono osservare anche i display Braille per pc costruiti da una ditta di Como alla fine degli anni Ottanta.
 
Insomma, un viaggio attraverso lo sviluppo della tecnologia ma anche un percorso per conoscere dove e con quali caratteristiche si è fatta impresa nel settore: “Fino alla metà degli anni Novanta tutto era nelle mani degli Stati Uniti e della Germania – aggiunge Cervellin -, fino a quando la produzione si è spostata in Oriente”.
 
E’ anche “significativa l’apertura del museo in collaborazione con l’amministrazione comunale di Piombino Dese, poiché sul suo territorio opera la principale società che da trent’anni lavora in questo settore”, la Tyiflosystem. E’ proprio la fondatrice di questa società, già direttrice del Centro Efesto operante anch’esso in tecnologie e disabilità, “la persona che si vuol onorare con l’esposizione di Villa Fantin - come spiega Davide Cervellin -: a Lucia Guderzo è infatti intitolata la Fondazione onlus che non solo organizza la mostra ma promuove attività di supporto a bambini ciechi con campi scuola improntati alla manualità, alla cura personale e al “diventare bravi nell’uso di strumenti di lettura e scrittura”. Il prossimo campo si terrà a breve a Malosco, in Trentino. “Siamo editori di tre riviste stampate in Braille – ricorda ancora il presidente della Fondazione Guderzo - una delle quali, Social Braille, si occupa in particolare di tecnoologia. Organizziamo inoltre cene al buio e degustazioni i collaborazione con i produttori del territorio. La Fondazione si propone anche di valorizzare i talenti attraverso tutte le espressioni d’arte, organizzando mostre, lezioni di scultura e di musica e creando contatti con artisti affermati. (ep)

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