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Pluriminorati - Indennità di accompagnamento per invalidità civile e pensione per cecità parziale

Per valutare la possibilità o meno del cumulo nel concorso tra invalidità civile e cecità parziale, occorre sottolineare la netta distinzione fra le pensioni e le indennità di accompagnamento.

6 ottobre 2021

Pluriminorati - Specifica sulla cumulabilità fra indennità di accompagnamento agli invalidi civili e pensione per cecità parziale

Per valutare la possibilità o meno del cumulo nel concorso tra invalidità civile e cecità parziale, occorre sottolineare la netta distinzione fra le pensioni e le indennità di accompagnamento.

Le pensioni rappresentano un intervento economico commisurato all'esistenza del presupposto sanitario di una determinata minorazione.
Le indennità di accompagnamento costituiscono un concorso monetario per affrontare le conseguenze esistenziali della minorazione medesima.
Per i ciechi questa distinzione non sembrerebbe avere importanza, in quanto la pensione e l'indennità di accompagnamento ai ciechi poggiano sul medesimo presupposto sanitario della acuità visiva.

Per gli invalidi civili, invece, è più evidente: la pensione è collegata al presupposto sanitario che determina il grado di inabilità, mentre l'indennità di accompagnamento risulta connessa all'inidoneità a svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita.

Tale diverso parametro comporta una notevole varietà di situazioni per i pluriminorati caratterizzati da concorso fra cecità parziale ed invalidità civile.
In questi casi, quando la cecità parziale sia determinante ai fini del raggiungimento dell'inidoneità a svolgere autonomamente gli atti quotidiani della vita, spetterà l'indennità di accompagnamento degli invalidi civili.

Con essa, peraltro, potranno coesistere una o più pensioni, dovendosi far riferimento ai soli presupposti sanitari che danno titolo alla singola provvidenza.

In particolare quindi il cieco parziale la cui minorazione è stata riconosciuta determinante per l'inidoneità a compiere gli atti quotidiani della vita, avrà diritto alla pensione come ventesimista (per il solo fatto dell'esistenza di detto presupposto sanitario), nonché all'indennità di accompagnamento come invalido civile, per le conseguenze che la minorazione visiva, unita ad altre concause, determina sul piano dell'autonomia personale.

 

di Gabriela Maucci

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