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Nuoto: 39 medaglie ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020. Nessuno sport ha fatto meglio

Stefano Raimondi: “Le mie sette meraviglie sono frutto di tanto lavoro, dedizione e sacrifici”. Monica Boggioni: “La Paralimpiade è una celebrazione dello sport allo stato puro che ti stimola a porti nuovi obiettivi”

14 settembre 2021

È la disciplina italiana che ha conquistato più medaglie ai Giochi Paralimpici di Tokyo 2020: da lei ci si aspettava tanto ma si sa che confermare le attese della vigilia, in ambito sportivo, è il compito più arduo. Alla fine, il nuoto paralimpico non solo non ha disatteso le aspettative ma ha scritto una delle pagine più memorabili per l’intero sport italiano, portando a casa 39 medaglie, tante quante furono quelle conquistate a Rio nel 2016 da tutto il team azzurro, triplicando il risultato ottenuto in Brasile.  
Di questi Giochi si ricorderanno le grandi imprese di Stefano Raimondi (sette medaglie per lui, nessun atleta ha vinto di più), Giulia Terzi, Francesco Bocciardo, Arjola Trimi, Francesco Bettella, Simone Barlaam, Alberto Amodeo, Alessia Berra, Vittoria Bianco, Monica Boggioni, Federico Bicelli, Alessia Scortechini, Federico Morlacchi, Arianna Talamona, Simone Ciulli, Giulia Ghiretti, Carlotta Gilli, Antonio Fantin, Riccardo Menciotti, Xenia Palazzo.  
Stefano Raimondi, dicevamo, è l’atleta azzurro più medagliato dell’intera spedizione italiana: “Le mie sette meraviglie sono frutto di tanto lavoro, dedizione e sacrifici – racconta – ho iniziato a nuotare a cinque anni e sin da allora ho avuto il sogno di mettermi al collo una medaglia olimpica.  
Tutto sembrava svanito quella sera del 19 agosto ma una volta rituffatomi ho capito che avrei inseguito ancora quel sogno con tutto me stesso e infatti eccomi qui”.  
La pavese Monica Boggioni è tornata a casa con in tasca tre bronzi: nei 100 stile libero e nei 200 stile libero S5 e nei 200 misti di categoria SM5.  
Questo il racconto dei suoi ultimi straordinari trenta giorni: “Un mese fa atterravo in Giappone e ora, al mio ritorno a casa, ripenso a tutto quello che c’è stato in questo periodo. Essere riuscita a vivere il sogno della prima Paralimpiade mi ha permesso di capire chi mi diceva che i Giochi sarebbero stati qualcosa di completamente diverso da tutti gli eventi vissuti prima.  
E’ vero, la magia di questo evento sta proprio nelle emozioni che ci regala, così intense da non riuscire a spiegarle a parole, emozioni che devono essere vissute fino in fondo, con cuore, testa e anima”.  
“La Paralimpiade è una celebrazione dello sport allo stato puro che ti stimola a porti nuovi obiettivi, ti offre la consapevolezza per capire che i risultati raggiunti, sia quelli più positivi che quelli che non ti hanno soddisfatto fino in fondo, sono solo il punto di inizio per costruire nuove sfide”. 

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