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Tokyo 2020, l’Inail: “La ricerca protesica al servizio degli atleti paralimpici”

Il presidente dell’Inail Bettoni manifesta l’orgoglio dell’Istituto per i risultati ottenuti ai Giochi paralimpici e sottolinea il ruolo del Centro protesi di Vigorso di Budrio nella ricerca tecnologica: le tre azzurre sul podio nella gara dei 100 metri T63 hanno tutte gareggiato con protesi realizzate nella struttura di eccellenza di Inail

6 settembre 2021

ROMA - All’indomani della chiusura della XVI edizione dei Giochi Paralimpici, il Presidente dell’Inail Franco Bettoni si congratula con gli Azzurri che ci hanno resi fieri del nostro Paese e regalato emozioni fortissime. “Mi sento orgoglioso di rappresentare oggi l’Istituto che ha contribuito alla nascita del movimento paralimpico grazie all’intuizione del medico dell’Inail, Antonio Maglio, che già negli anni cinquanta aveva capito il valore del connubio vincente sport/riabilitazione”, dichiara il Presidente Bettoni.
Da quel lontano 1960 è stata fatta tanta strada e lo sport paralimpico ha contribuito a modificare la percezione sociale della disabilità, una vera rivoluzione culturale. 
 
Ricerca, tecnologia, medicina e sport sono elementi strettamente connessi in grado di aiutare concretamente le persone con disabilità a superare le numerose difficoltà della vita di tutti i giorni.
L’ultimo grande regalo è stato il podio dei 100 mt interamente italiano. Le tre atlete vincitrici hanno indossato protesi progettate dal Centro protesi Inail di Vigorso di Budrio, struttura di eccellenza internazionale, che quest’anno celebra i 60 anni di attività e dove ogni anno vengono realizzate circa 10.000 prestazioni protesiche a favore di invalidi del lavoro, invalidi civili e persone con disabilità provenienti anche dall’estero. 
 
“Le paralimpiadi di Tokyo - commenta Bettoni - hanno mostrato al mondo intero che dietro ogni forma di disabilità si nascondono forza, determinazione, talento, tenacia e passione, caratteristiche che accomunano tutti gli sportivi, olimpici e paralimpici che, grazie all’aiuto concreto della ricerca protesica e della tecnologia, sono sempre più vicini”. 
 
Le tecnologie sviluppate per lo sport, così come avviene nel settore delle competizioni automobilistiche, permettono di realizzare protesi per la vita quotidiana più confortevoli, con materiali leggeri, resistenti e performanti. “L’Inail sostiene con determinazione la ricerca portata avanti nel Centro di Budrio - conclude il Presidente - affinché i progressi ottenuti nel campo della tecnologia delle protesi sportive continuino ad essere trasferiti a quelle di uso quotidiano, contribuendo così all’effettivo miglioramento della vita delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Così come continueremo a realizzare iniziative, in sinergia con il Comitato Italiano Paralimpico, per favorire l’orientamento allo sport e la diffusione della pratica sportiva tra gli infortunati”. 

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