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Tokyo 2020: gli atleti marchigiani verso Olimpiadi e Paralimpiadi

Assunta Legnante: “Vado a Tokyo sapendo che devo difendere il mio titolo e puntare al triplete”. Il Presidente del CIP Marche Savoiardi: “Sarà una Olimpiade e Paralimpiade differente dalle altre ma lo spirito sarà lo stesso”

21 luglio 2021

ROMA - La carica degli atleti marchigiani a Tokyo: a poche ore dall’inizio dei Giochi Olimpici e a poco più di un mese dalle prime gare valide per la XVI Paralimpiade estiva, 31 atleti provenienti dalle Marche si preparano a vivere l’evento più importante nella carriera di uno sportivo.
E se alle Olimpiadi gareggeranno atleti del calibro di Gianmarco Tamberi nel salto in alto, di Ilaria Cacciamani nel softball, di Stefano Cerioni come tecnico della scherma, della schermitrice Alice Volpi, delle ginnaste Martina Centofanti e Milena Baldassarri, di Samuele Papi, team manager volley maschile, di Davide Mazzanti, coach di volley femminile, dei cestisti Achille Polonara e Alessandro Pajola, di Tommaso Marini del Club Scherma Jesi, alle Paralimpiadi l’Italia può schierare campionesse come Assunta Legnante, napoletana di nascita ma residente da anni nelle Marche, vincitrice dell’oro nel peso di categoria F11 ai Giochi di Londra 2012 e Rio 2016, del veterano della Nazionale Italiana di paraciclismo Giorgio Farroni, alla sua sesta Paralimpade (nelle precedenti edizioni ha conquistato un argento a Londra 2012 e un bronzo a Pechino nel 2008), ma anche dell’esordiente Ndiaga Dieng, classe 1999, doppio oro agli INAS Global Games di Brisbane negli 800 e 1500 e due volte bronzo ai recenti Campionati Europei di Bydgoszcz, nella 4x400 e nei 1500.
 
“Vengo da un bruttissimo infortunio che per fortuna ho superato – dichiara Assunta Legnante - la settimana scorsa, infatti, ho disputato la prima gara e mi sono ripresa la prima posizione nel ranking mondiale sia nel peso che nel disco. Io non mi posso nascondere – ammette - vado a Tokyo sapendo che devo difendere il mio titolo e puntare al triplete: l’intenzione è quella ma come si dice vincere è facile confermarsi è difficile. Nel disco sarò un outsider – prosegue - faccio buone misure ma soltanto da un paio d’anni: è del 2019 a Dubai, infatti, la mia prima vittoria a un Mondiale. Certo, era un Mondiale e non una Paralimpiade ma le atlete sono quelle”.
 
Tanta l’attesa anche nelle parole del Presidente del CIP Marche Luca Savoiardi: “Sarà una Olimpiade e Paralimpiade differente dalle altre ma lo spirito sarà lo stesso. Gli atleti marchigiani, olimpici e paralimpici, affronteranno questo appuntamento con gioia e spero faranno tesoro di questa esperienza, perché non capita tutti i giorni di prender parte a un evento del genere. Agli atleti voglio dire: partecipate per vincere, poi se questo non succede va bene uguale”. (a cura del Cip)

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