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Giochi Paralimpici Tokyo 2020: definita la Delegazione Italiana

Saranno 113 gli azzurri in gara in 16 discipline. Il presidente del Cip Pancalli: “Le ambizioni sul terreno di competizione sono quelle che da sempre rappresentano i valori del paralimpismo italiano”

16 luglio 2021

ROMA - La Giunta Nazionale del Cip ha dato il via libera ai nomi che compongono la Delegazione Italiana che parteciperà alla XVI edizione Giochi Paralimpici estivi, che si terranno a Tokyo dal 24 agosto al 5 settembre 2021. L’Italia si presenta con il più alto numero di atleti da quando partecipa a una Paralimpiade: 113 azzurri impegnati in 16 discipline: atletica leggera, badminton, canoa, canottaggio, ciclismo, equitazione, judo, nuoto, scherma, sitting volley, tennistavolo, sollevamento pesi, taekwondo, tiro a segno, tiro con l’arco, triathlon. Una lista che nei prossimi giorni potrebbe variare di qualche unità, poichè alcuni pass potrebbero essere ancora assegnati dalle commissioni composte dall’International Paralympic Committee e dalle Federazioni internazionali.

Una Delegazione guidata dal capo missione Juri Stara, Segretario generale del Comitato Italiano Paralimpico, e capitanata dai due portabandiera Beatrice Vio (scherma) e Federico Morlacchi (nuoto) con una equilibrata rappresentanza di genere. Sono infatti 61 le atlete qualificate e 52 gli atleti qualificati ai Giochi. “Saremo presenti in 16 delle 22 discipline del programma – dichiara il Presidente del Cip Luca Pancalli - la grande novità riguarda il sitting volley ma oltre al sitting esordiamo in altre due discipline: taekwondo e badminton”. Una trasferta impegnativa sotto tutti i punti di vista: “Siamo convinti che le federazioni abbiano svolto uno straordinario lavoro di accompagnamento a questa spedizione in un momento di grandi sacrifici a livello planetario. Sotto il profilo logistico è una Paralimpiade difficilissima ma tutti stanno dando il massimo”.

“Le ambizioni sul terreno di competizione sono quelle che da sempre rappresentano i valori del paralimpismo italiano. Quindi puntiamo su discipline come atletica, scherma, nuoto, ciclismo, e qui non posso non pensare ad Alex, ma anche tiro con l’arco. Poi naturalmente ci sono tutte le altre discipline nelle quali potremmo ottenere risultati importanti, come nel tennistavolo, nel tiro a segno, nel triathlon o nella pesistica, dove portiamo un solo atleta ma di straordinario talento. Non posso, inoltre, negare che una delle gioie più grandi sarebbe una medaglia del sitting volley. Non facile ma nulla è impossibile per chi arriva a esibirsi su un palcoscenico prestigioso come quello di una Paralimpiade. Insomma, ovunque ci sia un qualificato possiamo dire la nostra”.

Difficile fare un pronostico sulle medaglie e non solo per motivi scaramantici: “Credo fermamente che una efficiente politica sportiva non si misuri solo con le medaglie ma soprattutto per i valori e i contenuti che il nostro movimento è in grado da sempre di esprimere. Ovviamente, l’auspicio è quello di fare qualcosina in più rispetto a Rio 2016”.(A cura del Cip)

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