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Tokyo 2020: rinvio dei Giochi Olimpici e Paralimpici. Le reazioni del mondo paralimpico

Sara Morganti, campionessa di equitazione: “Una scelta assolutamente necessaria: la salute è al primo posto e in un momento come questo non era possibile pensare di organizzare i Giochi”. Oxana Corso, paralimpica di atletica: “Scelta sofferta ma necessaria per tutelare soprattutto la salute di noi atleti”

27 marzo 2020

ROMA - Delusione, speranze, progetti, nuovi obiettivi e traguardi: a seguito della decisione presa da CIO e IPC di spostare di un anno Olimpiadi e Paralimpiadi di Tokyo 2020, continua il dibattito all’interno del mondo paralimpico sul tema del rinvio dei Giochi. “Dopo la notizia che annunciava il rinvio dei Giochi ho sentito un nodo alla gola e provato tanta delusione – dichiara Alessandra Vitale, pilastro della Nazionale Italiana Femminile di sitting volley – ma poi la ragione ha prevalso e il cielo sulla mia testa è tornato nuovamente sereno. “Noi non molleremo proprio adesso – assicura l’azzurra – continueremo a lavorare sodo per affrontare con grinta ancora maggiore una delle competizioni più importanti dello sport. Quindi avanti così – conclude la Vitale – che Tokyo 2020 ci aspetta ancora”.
 
“Purtroppo il dispiacere per questo rinvio c’è, inutile negarlo – confessa Luca Mazzone, due ori e un argento nel ciclismo ai Giochi di Rio del 2016 – ma posso garantire che questo periodo sarà per me ossigeno per ricaricare testa e gambe, e presentarmi all’appuntamento di Tokyo con le migliori aspettative. Oggi l’avversario da battere è il coronavirus – sottolinea – e si batte stando a casa e rispettando le regole”.
 
“Dispiace dover aspettare ancora un anno per poter prender parte alla Paralimpiade ma la salute viene prima di tutto – osserva il nuotatore Antonio Fantin, un oro ai Mondiali in Messico nel 2017, due ori a quelli di Londra del 2019 – in questo momento lo sport può passare in secondo piano”.
 
“Una scelta sofferta ma necessaria per tutelare soprattutto la salute di noi atleti – commenta Oxana Corso, due medaglie d’argento, tra le tante del suo lungo palmares, ai Giochi Paralimpici di Londra del 2012 – questa decisione ci permetterà di riprogrammare in sicurezza il cammino verso Tokyo”.
 
“Una scelta assolutamente necessaria – spiega la campionessa mondiale in carica di paradressage Sara Morganti – la salute è al primo posto e in un momento come questo non era possibile pensare di organizzare i Giochi. Al di là dell’evidente rischio per la salute che avrebbe comportato per tutti noi il fatto di perseverare nel voler raggiungere il sogno delle Paralimpiadi – continua l’amazzone toscana – il pensiero ora non può non andare verso quello che sta accadendo e verso la sofferenza delle persone. L’obiettivo numero uno per tutto il mondo adesso è guarire – assicura - così che le Olimpiadi e Paralimpiadi del prossimo anno possano essere la festa per aver superato tutti insieme questo momento. Per vincere questa guerra dobbiamo necessariamente proteggere noi stessi e gli altri da possibili contagi – spiega la Morganti – facendo dei sacrifici immensi che costeranno molto a tutti ma se staremo tutti uniti nello stare a distanza potremo uscire da questo momento così buio”. (a cura del Cip)

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