SuperAbile






In Paralimpiadi

Notizie


Tokyo 2020: le reazioni del mondo paralimpico al rinvio dei Giochi

Luca Pancalli: “Orgoglioso di far parte di un movimento che antepone la tutela della vita umana agli interessi economici”. “Alex Zanardi: “Ci riproverò anche l’anno prossimo”. Assunta Legnante: “Il rinvio era inevitabile”

26 marzo 2020

ROMA - Olimpiadi e Paralimpiadi Tokyo 2020 rimandate di un anno: è unanime il consenso del mondo sportivo alla decisione presa da CIO e IPC di spostare al 2021 l’inizio dei Giochi Olimpici e Paralimpici. Tutti d’accordo, quindi, nel mettere la salute al primo posto e nel considerare lo sport, in questo momento di emergenza legato alla diffusione del COVID-19, in secondo piano rispetto alle vite umane. Tanti i commenti dei protagonisti del movimento paralimpico che hanno voluto sottolineare la loro vicinanza alla scelta dei due massimi organismi sportivi mondiali, a cominciare dal numero uno del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli: “Sono orgoglioso di far parte di un movimento che antepone la tutela della vita umana agli interessi economici”.
 
“Rinviare i Giochi di Tokyo 2020 è un segno di rispetto nei confronti di chi sta piangendo i cari e soffrendo a causa del COVID-19 – sottolinea Pancalli -  il mio augurio è che i Giochi possano diventare un momento di rinascita. La salute e la sicurezza – conclude il presidente del CIP – devono essere la priorità anche nello sport”.
 
“Il rinvio era inevitabile – dichiara Assunta Legnante, oro alle Paralimpiadi di Londra 2012 e Rio 2016 nel getto del peso di categoria F11-12 – sono convinta che, dopo aver vinto la battaglia contro questo virus, sarà ancora più bello riunirsi per da vita a un evento come le Olimpiadi e Paralimpiadi e lottare per il nostro Tricolore”.
 
“La decisione più giusta – assicura Martina Caironi, oro a Londra 2012 e Rio 2016 nei 100 piani T42 e argento a Rio nel salto in lungo – in questo periodo ognuno ha potuto toccare con mano la precarietà della vita. L’incidente che ho avuto nel 2007 mi ha fatto capire che, nella vita, tutto può cambiare da un momento all’altro – racconta – quello che possiamo è rimboccaci le maniche e affrontare questa situazione”.
 
“Premesso che la ragione per cui si è giunti a questa decisione riguarda in modo molto più grave altre persone e che a loro deve andare la nostra solidarietà più grande, è ovvio che ho un po’ di rammarico – ammette Alex Zanardi, quattro medaglie d’oro e due d’argento ai Giochi Paralimpici di Londra e Rio nella disciplina dell’handbike – l’orologio dell’età continua a fare tic-tac e per me sarà ancora più complicato ma sto già pensando a come fare per esserci. Ci riproverò anche l’anno prossimo – assicura il campione bolognese – e se consideriamo la parte bella del gioco abbiamo un anno in più per divertirci. Spero che questa emergenza finisca presto – conclude – e quando finirà ho tutta l’intenzione di farmi trovare pronto”.
 
“Sicuramente era la decisione da prendere velocemente in nome di un interesse superiore da tutelare: la salute – commenta Simone Ciulli, nazionale di nuoto paralimpico, due bronzi, per lui, agli Europei di Funchal del 2016 e un bronzo ai Mondiali del 2019 a Londra – sicuramente dispiace e non poco, perché non è facile, dopo otto anni di preparazione, accettare di dover rinunciare all’evento più importante per ogni sportivo. Da atleta è pesante rinunciare a tutto il lavoro svolto fin qui – prosegue il nuotatore fiorentino – pensare ai tre allenamenti giornalieri, alle quindici sedute settimanali, alle corse periodiche per allenarsi, lavorare, allenarsi e tornare a lavorare . Senza dubbio noi atleti abbiamo fatto il nostro sacrificio più grande rinunciando, per il momento, a rappresentare la nostra Nazione alle Olimpiadi e Paralimpiadi – osserva – mi auguro che ogni singolo individuo possa contribuire alla lotta contro il virus rimanendo a casa e che gli specialisti possano trovare una cura”. (a cura del Cip)

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati