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Rinvio Paralimpiadi Tokyo 2020, Martina Caironi: “Scelta condivisa per la sicurezza di tutti”

La campionessa paralimpica, portabandiera a Rio de Janeiro, aveva da poco ripreso ad allenarsi. Ora è a Bologna, frequenta grazie a una deroga il campo sportivo e si tiene in esercizio a casa, tra videochiamate, dirette Instagram e riflessioni: “Forse capiremo che siamo tutti vulnerabili e quindi tutti uguali”

26 marzo 2020

BOLOGNA – Un pizzico di delusione (“Ancora una volta ho avuto la conferma che i programmi possono cambiare molto facilmente”), ma anche assoluta condivisione della scelta, “innanzitutto per la sicurezza di tutti, perché bisogna evitare che si espanda la pandemia di coronavirus, e poi per permettere a noi atleti di presentarci fisicamente e mentalmente preparati a un evento così importante”: Martina Caironi, campionessa paralimpica sui 100 metri e il salto il lungo, specialità di cui detiene i record del mondo, portabandiera a Rio de Janeiro, commenta con serenità il rinvio al 2021 delle Paralimpiadi che avrebbero dovuto svolgersi a Tokyo dal prossimo fine agosto. “Era una decisione già nell’aria, ci aspettavamo che andasse così – dice – Ma cerco di vederla positivamente, come se avessi avuto un ‘extratime’ alla Super Mario Bros. che potrebbe consentirmi di raggiungere la forma migliore: ora sarei arrivata un po’ a filo, avendo potuto iniziare ad allenarmi tardi. Chiaramente il fisico deve tenere botta, ma ce la faremo”.
 
L’atleta bergamasca (“Ma sono a casa mia a Bologna, la mia famiglia per fortuna sta bene”) è da poco rientrata dalla squalifica per doping, ridotta a 4 mesi “per buona fede”, per aver utilizzato una pomata per la cura di un’ulcera al moncone della gamba amputata, che l’aveva fatta risultare positiva agli steroidi anabolizzanti. “La squalifica è finita esattamente il 9 marzo, proprio il giorno in cui per decreto sono stati chiusi gli impianti”, ricorda con sarcasmo. Ora una deroga, concessa a lei e ad altri atleti di interesse nazionale, le permette 3 volte a settimana di uscire e andare al campo di atletica: “Ma stiamo ben distanti”. Gli allenamenti continuano a casa: “Tanto corpo libero, ma ho anche un bilanciere e i pesi – spiega – Il mio allenatore mi ha preparato un circuito che faccio 2 volte a settimana: addominali, esercizi per le gambe e per tenere il tono muscolare del moncone”.
 
Il tempo passa quasi come se si fosse in vacanza: “Non ho una routine e mi tengo compagnia con le videochiamate agli amici, come tutti – racconta – Oggi ho avuto una diretta Instagram con un gruppo musicale reggae, per cui per un’ora ho fatto la personal trainer: mi sono divertita e mi sono impegnata a ripeterla”. Nei prossimi giorni, sempre su Instagram, sono in programma presentazioni di libri e concerti, con Martina Caironi nella veste di presentatrice. Ma l’autoisolamento stimola la riflessione, e Caironi non si tira indietro, lei che è spesso stata in prima fila per l’accoglienza e l’integrazione: “Forse capiremo che siamo tutti vulnerabili e quindi tutti uguali – è il suo auspicio – Forse miglioreranno le relazioni interpersonali, inizieremo ad apprezzare quello che abbiamo e a ‘empatizzare’ di più con i migranti: noi italiani ci siamo trovati dalla parte dei discriminati, ma non si sceglie mai dove si nasce”.

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