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In Normativa e Diritti


Inail prestazioni economiche, unioni civili tra persone dello stesso sesso

Inail regolamenta le prestazioni economiche previste per le unioni civili anche tra persone dello stesso sesso. Inps regolamenta permessi 104, congedi straordinari, reversibilità.

9 settembre 2020


L’ articolo 1, comma 20, della Legge 20 maggio 2016, n.76  equiparando le parti dell’unione civile ai coniugi, determina l’applicazione automatica alle parti stesse delle norme riguardanti i diritti alle prestazioni economiche erogate dall’Inail, precedentemente riservate solo ai coniugi.
 
Ciò premesso, ne consegue che all’ unito civilmente siano riconosciute:





 la rendita ai superstiti di cui all’articolo 85 del decreto del Presidente della Repubblica 30 giugno 1965, n. 1124; (Coniuge e figli dei lavoratori già titolari di rendita diretta, deceduti per cause  dipendenti dall’infortunio o dalla malattia professionale)

 la quota integrativa alla rendita ex art. 77 del sopracitato decreto; (Le quote integrative costituiscono parte integrante della rendita, di cui seguono le vicende e pertanto cessano quando vengono meno le condizioni o superati i limiti per le concessioni)

la prestazione aggiuntiva alla rendita per patologie asbesto-correlate per esposizione all’amianto di cui alla legge 24 dicembre 2007, n. 244 (finanziaria 2008);

lo speciale assegno continuativo mensile di cui alla legge 5 maggio 1976, n. 248; (Coniuge e figli dei lavoratori già titolari di rendita diretta, deceduti per cause indipendenti dall’infortunio o dalla malattia professionale)

l’assegno una tantum (cd assegno funerario o assegno di morte) ex art. 85 del sopracitato decreto

la prestazione del Fondo di sostegno per i familiari delle vittime di gravi infortuni sul lavoro di cui alla legge 27 dicembre 2006, n. 296;

la prestazione "assegno Una Tantum in caso di morte"
 
L’art. 1, comma 21, della legge 20 maggio 2016, n. 76 prevede, altresì, che alla parte unita civilmente si applichino le norme del codice civile sul diritto successorio riferite al coniuge; ne consegue, dunque, che l’unito civilmente ha diritto a qualunque prestazione economica Inail riconosciuta al coniuge iure hereditatis (per esempio, i ratei di rendita maturati ante mortem dall'assicurato e non riscossi dal medesimo).
"Ai sensi dell’art. 1, comma 21, della legge 20 maggio 2016, n.76 “Alle parti dell’unione civile tra persone dello stesso sesso si applicano le disposizioni previste dal capo III e dal capo X del titolo I, dal titolo II e dal capo II e dal capo V-bis del titolo IV del libro secondo del codice civile”.
 
Convivenze di fatto. In assenza di una espressa disposizione normativa in materia di equiparazione di status tra coniuge e convivente di fatto, quest’ultimo non può essere ritenuto beneficiario delle prestazioni economiche erogate dall’Inail.
 
Decorrenza
Le prestazioni economiche spettanti all’unito civilmente sono riconosciute a far data dall’entrata in vigore della legge 20 maggio 2016, n. 76.
 
Per approfondire

Nella Gazzetta Ufficiale n. 118 del 21 maggio 2016 è stata pubblicata la legge 20 maggio 2016, n. 76 recante la “Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”.
L’unione civile, ai sensi dell’articolo 1, comma 1, è definita alla stregua di una:
  • “specifica formazione sociale ai sensi degli artt. 2 e 3 Cost.”, costituita tra persone maggiorenni dello stesso sesso.
Di contro, i conviventi di fatto, ai sensi dell’articolo 1, comma 36,:
  • sono due persone maggiorenni, anche non dello stesso sesso, unite stabilmente da legami affettivi dicoppia e di assistenza reciproca morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile.

L’articolo 1, comma 20, della predetta legge stabilisce espressamente che:
  • “al solo fine di assicurare l'effettività della tutela dei diritti e il pieno adempimento degli obblighi derivanti dall'unione civile tra persone dello stesso sesso, le disposizioni che si riferiscono al matrimonio e le disposizioni contenenti le parole «coniuge», «coniugi» o termini equivalenti, ovunque ricorrono nelle leggi, negli atti aventi forza di legge, nei regolamenti nonché negli atti amministrativi e nei contratti collettivi, si applicano anche ad ognuna delle parti dell'unione civile tra persone dello stesso sesso”.

La diretta applicazione all’unione civile di tutte le disposizioni riferite al matrimonio e ai coniugi non vale però per le norme del codice civile non espressamente richiamate dalla legge in oggetto.

Diversamente, per quanto riguarda le convivenze di fatto la legge non prevede alcuna equiparazione di status tra coniugi e conviventi more uxorio, introducendo principalmente il contratto di convivenza , al fine della regolamentazione dei rapporti patrimoniali, nonchénonché il riconoscimento di alcuni diritti specifici.

Per ulteriori informazioni
  • numero verde superabile 800.810.810.
  • dall'estero e da mobile al numero 06 455 39 607 (il costo della chiamata è legato al piano tariffario del gestore utilizzato)
  • scrivi all'esperto: superabile@inail.it
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di Rosanna Giovedi

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