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Rapporto Immigrazione 2018. Il Sud: la Basilicata

Dossier Statistico Immigrazione 2018: in esame la dimensione del fenomeno migratorio nei contesti regionali italiani. I dati di riferimento per il 2018 su presenza, gruppi nazionali, lavoro, seconde generazioni e accoglienza per la Basilicata.

31 ottobre 2019

I residenti stranieri in regione

La Basilicata possiede per molti aspetti diverse similitudini per quanto concerne la questione collegata al decremento demografico ma anche alle difficoltà lavorative, soprattutto ravvisate tra i giovani, fenomeno che ne determina la scelta di emigrare fuori dal contesto nazionale, in maniera specifica per quella quota di giovani neolaureati della regione.
Si prevede così che per il 2065 la popolazione lucana scenderà sotto la soglia dei 400.000 residenti.
In tale contesto però, i migranti se pur a fatica, cercano di costruire un avvenire proprio in queste difficili terre.
A tal proposito, erano 22.500 i cittadini stranieri residenti al 31 dicembre 2017, i quali incidevano per il 4% del totale degli stranieri residenti in regione (567.118) e rappresentano lo 0,4% di tutti quelli presenti a livello nazionale.
I residenti stranieri sono in aumento rispetto al 2016, registrando il più alto ritmo di crescita tra le regioni italiane (+8,3%).
In provincia di Potenza risiede il 54,2% dei cittadini stranieri (12.195, dei quali 1.939 nel capoluogo) e l’incidenza è del 3,3%.
A Matera invece ne risiedono 10.305 (dei quali 2.591 solo a Matera e 1.407 a Policoro e 1047 a Bernalda, si tratta in questi casi di presenze collegate al lavoro agricolo nella piana del metapontino), con un’incidenza del 5,2%.
Per quanto concerne i nuovi iscritti nell’anagrafe della popolazione residente, questi sono 4.148 (di cui ben 2.725 iscritti dall’estero), mentre i cittadini stranieri cancellati sono stati 2.431 (di cui 332 per trasferimento all’estero).
Il saldo migratorio che riguarda l’estero è quindi positivo per 2.393 unità.
La comunità straniera più numerosa resta quella romena (il 40,5% con una netta predominanza della composizione femminile), seguita da quella albanese (8,2%), marocchina (7,4%), nigeriana (4,5%), indiana (4,4%), cinese (3,7%) e ucraina (3,5%).
I residenti stranieri sono equamente ripartiti tra uomini e donne, ognuno con una percentuale del 50%; da rilevare che la comunità bulgara, quella ucraina e quella polacca, riscontrano una netta prevalenza della componente femminile, legata al lavoro svolto nell’ambito dell’assistenza domiciliare.
Altro aspetto importante rilevato che riguarda la compagine femminile di origine nigeriana, è quello relativo al continuo diffondersi in questa regione, del fenomeno della tratta, del quale la maggior parte di esse sono vittime.

Il grado di radicamento dei migranti in Basilicata

I cittadini stranieri regolarmente soggiornanti in regione al 2017 sono stati 11.806 (dati del Ministero dell’Interno), maggiormente distribuiti nella provincia di Potenza (6.315, a fronte dei 5.491 su quella di Matera); si tratta per la maggioranza dei casi di uomini (60,7%) non coniugati, provenienti da Albania, Marocco, India, Cina e Nigeria.
Il 78,3% di essi ha un’età compresa fra i 18 e i 64 anni, mentre la restante parte si compone di minori e di ultra 65 enni.
Per quanto attiene i titolari di un permesso a termine, questi rappresentano il 53,6% del totale, mentre i lungo soggiornanti si attestano al 46,4%.
Il 48% dei permessi a termine rilasciati per la prima volta nel 2017, è per motivi di asilo e umanitari, con un buon numero di permessi di soggiorno concessi anche per motivi di famiglia (23,6%) e lavoro (23%).
Il saldo naturale risulta essere positivo (+233) e in aumento rispetto allo scorso anno, con 257 nuovi nati stranieri.
Il dato riferito invece alle acquisizioni di cittadinanza italiana registra 258 nuovi italiani, a fronte dei 279 dello scorso anno.
Per quanto riguarda le iscrizioni di alunni stranieri per l’a.s. 2016/2017, risultavano essere 2.803 gli studenti stranieri iscritti, un terzo dei quali nato in Italia (941 alunni), prevalentemente figli di cittadini romeni, albanesi e marocchini.
La maggior parte degli iscritti si concentra nella scuola primaria (31,6%), seguita dalle scuole secondarie di II grado (27,1%) e di I grado (23,8%) e della scuola dell’infanzia (17,6%).
I nuovi iscritti all’ultimo anno scolastico in tutte le scuole di ogni ordine e grado sono stati 146, concentrati soprattutto nella scuola secondaria di I grado.
Per quanto concerne invece l’orientamento scolastico di II grado, la scelta degli studenti stranieri ricade in modo particolare, sulle scuole professionali (40,4%) e tecnica (32,4%) e solo in ultima analisi su un liceo (27,1%).

Occupazione e inserimento lavorativo in regione

Nonostante la crescita economica registrata in Basilicata nel 2017, soprattutto veicolata dai settori industriale e dei servizi, ciò non ha comunque favorito l'occupazione, proseguendo inoltre, l'invecchiamento della forza lavoro regionale.
Questo fenomeno è dovuto a diversi fattori:
•          spopolamento demografico;
•          invecchiamento demografico;
•          riforme pensionistiche;
•          migrazioni dei giovani neolaureati;
•          diminuita propensione dei giovani rimasti in regione, a partecipare al mercato del lavoro.
 
Altro aspetto non meno importante, l'incremento del numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale, sebbene in flessione, permane comunque, al di sopra della media nazionale.
In tale scenario dalle rilevazioni continua sulle forze di lavoro (Rcfl) in base ai dati Istat, emerge che, i residenti stranieri che risultavano occupati a fine 2017 erano poco più di 8.600 persone (nel 47,3% dei casi donne) e rappresentavano il 4,6% degli occupati complessivi in regione.
Il loro tasso di occupazione era del 51,4% e quello di disoccupazione del 6,5% (la metà rispetto a quella degli italiani).
Per quel che concerne i settori e i comparti occupazionali, si osserva che i lavoratori stranieri risultano maggiormente occupati nell'ambito dei servizi (55%, tra cui il 17,4% nel commercio e il 26,8% nel lavoro domestico) e per la restante parte nell'agricoltura (30,6%) e nell'industria (14,4%, tra cui il 10,6% nelle costruzioni).
In tale contesto rimane evidente il differenziale retributivo tra migranti e autoctoni: i primi guadagnano in media 794 euro, mentre i secondi 1.300.
Interessante osservare inoltre che, sono molti gli occupati stranieri che svolgono lavori anche solo per una giornata lavorativa (circa 44 mila) i quali sono stati impiegati in ambito agricolo, nell'edilizia e nell'ambito del lavoro di cura e domestico, quasi tutti con un regolare contratto (il 90% dei casi), in tutto il territorio lucano.
Per quanto attiene invece l'ambito auto imprenditoriale si osserva che, le imprese create e gestite da cittadini nati all'estero sono in continuo aumento, anche rispetto a quelle italiane che invece sono diminuite nel tempo.
Dai dati emessi da Unioncamere/Infocamere risulta che le imprese gestite a titolo individuale o a maggioranza da cittadini nati all'estero sono 2.128 (il 3,5% del totale delle imprese attive in regione), con una variazione del +2,6% rispetto al 2016.
Oltre il 67% delle imprese individuali con titolare straniero svolge mansioni nel settore dei servizi e circa il 50% nel comparto del commercio.
Le nazionalità che investono nelle attività imprenditoriali sono soprattutto quella marocchina (23,1%), quella svizzera (20,7%) e quella tedesca (15,4%) e solo dopo quella cinese e romena (rispettivamente 7,2% e 6,3%), inoltre tra i titolari d'impresa individuale le donne rappresentano il 35,3% del totale.

L'accoglienza ai rifugiati e profughi in regione

Al primo dicembre 2017 sono stati 2.519 i migranti ospitati nelle strutture di accoglienza (dei quali 2.005 nei Cas e 514 negli Sprar), pari all'1,4% delle presenze nel sistema di accoglienza nazionale, in leggero calo rispetto al 2016.
Sono stati 70 su 131 in totale, i Comuni impegnati nell'accoglienza, con 21 strutture Sprar (13 ordinarie, 7 per Msna e 1 per Dm/Ds).
Le rimanenti strutture invece (circa una quarantina), sono di tipo prefettizio (Cas).
Nonostante si sia registrato un incremento delle strutture di accoglienza di secondo livello, con un conseguente aumento anche dei posti disponibili (605 nel 2017, a fronte dei 520 nel 2016), il modello di accoglienza rimane purtroppo di tipo emergenziale.
A riprova di ciò infatti il dato che registra la sola presenza di Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr), piuttosto che Centri di prima accoglienza (hub regionali) oppure hotspot.
Un esempio di un Centro di permanenza per il rimpatrio quello di San Gervasio, che ha ripreso purtroppo, la sua piena attività ove fin da subito ha mostrato forti lacune e criticità sia nella gestione che nelle pessime condizioni dei detenuti.
Per quanto concerne l'accoglienza dei lavoratori stagionali nell'area del Bradano e del Metapontino, per il 2017 il Coordinamento politiche migranti della Regione Basilicata ha reso noto che 4.500 braccianti sono stati assunti regolarmente, 1.600 sono stati ospitati nei centri temporanei, circa 350 sono stati visitati e curati dall'ambulatorio predisposto nell'Asp, mentre 400 hanno utilizzato il trasporto a navetta finanziato dai datori di lavoro e dalle organizzazioni sindacali, primo caso sperimentale in Italia.
Per quanto attiene invece la questione relativa alla presenza in regione di minori stranieri non accompagnati si è reso noto nel  primo Report in progress (30 settembre 2017) grazie alla pubblicazione realizzata nell'ambito del Piano d'azione dell'Unicef Basilicata 2016-2020 in collaborazione con la Prefettura di Potenza, la Prefettura di Matera e l'Istat Basilicata, che i msna ospitati in regione sono stati 231, l'1,3% del totale nazionale distribuiti in 56 strutture di accoglienza di vario tipo (Sprar per Msna e varie case famiglia), l'81,8% dei quali in provincia di Potenza e il 18,2% in provincia di Matera.
Questi minori provengono soprattutto dall'Africa (Gambia, Guinea, Mali, Senegal, Nigeria, Costa d'Avorio, Egitto e Ghana) e dall'Asia (Bangladesh e Pakistan) e solo in minima parte dall'Albania.
La loro età generalmente varia tra i 16 e i 17 anni, ma non sempre è facile accertarla.

L'inclusione sociale dei migranti in Basilicata: i progetti

In Basilicata scarseggiano purtroppo esempi di applicazioni concrete e di lungo respiro nell'ambito di politiche volte all'accoglienza e inclusione sociale dei migranti presenti nelle diverse realtà provinciali del territorio lucano.
Le numerose iniziative intraprese infatti, sebbene valide, risultano spesso essere operazioni non strutturali, piuttosto finalizzate alla realizzazione del progetto fine a sé stesso, progetti finanziati con fondi di varia natura, insufficienti a condurre una progettualità a lungo termine, questo perché non vi è una mentalità dell'accoglienza radicata nel territorio e così si fatica ad estendersi ad una rete collaborativa stabile a livello regionale.
Questa ben nota frammentarietà del territorio lucano si riflette in quella delle relazioni, così come pure l'emergenzialità nell'accoglienza riduce molte misure inclusive a mera "eccezionalità".
Sono diverse però le iniziative intraprese, tra cui alcune di una certa rilevanza ai fini dell'inclusione nei territori della regione lucana tra questi ricordiamo:
il progetto Tuttun-la non-scuola a San Chirico Raparo (Potenza), nato con l'obiettivo di attivare processi di inclusione sociale e di sviluppo di comunità all'interno del comune, che dal 2012 ospita una comunità di alloggio per msna.
Nell'ambito di questo progetto, attraverso alcuni laboratori teatrali, è stato realizzato lo spettacolo "Le Argonautiche", ispirato all'opera di Apollonio Rodio, coinvolgendo i minori migranti e gli adolescenti del territorio, sotto la guida della cooperativa "Il Sicomoro" di Matera, in collaborazione con Q Academy e Teatro delle Albe-Ravenna.
Altra importante iniziativa è stata quella relativa alla sigla nel luglio del 2017 del protocollo d'intesa tra l'Anci Basilicata e l'Asgi (Associazione per gli studi giuridici sull'immigrazione) al fine di coinvolgere tutti i comuni lucani sul tema delle migrazioni e della tutela dei diritti, per sviluppare specifiche professionalità in materia d'immigrazione, protezione internazionale e accoglienza, attraverso alcuni cicli di seminari che coinvolgano amministratori e dipendenti comunali.
Un altro importante progetto di volontariato, è stato quello approvato e denominato " Il lavoro utile", predisposto dal Comune di Potenza e rivolto ai migranti accolti nei Cas del capoluogo.
Il progetto in questione ha visto il coinvolgimento di 240 migranti nell'arco di un anno, impiegando i richiedenti asilo in attività finalizzate alla valorizzazione e manutenzione del verde pubblico.
Nell'ottobre del 2017 è invece partito un altro progetto intitolato "Com.In 3.0", cofinanziato dall'Unione europea e dal Ministro dell'Interno, nell'ambito del Fami, al quale la Basilicata ha partecipato per la prima volta, con l'obiettivo di programmare e realizzare, in modo congiunto e coordinato, interventi innovativi in tema di immigrazione e migliorare gli interventi di inclusione socio-lavorativa dei migranti, insieme alla partecipazione di altre regioni tra cui la Sicilia, la Campania, la Calabria e la Puglia.
Ultimo ma non meno importante progetto è stato quello realizzato e presentato a giugno del 2018 intitolato la "Silent Academy".
Si tratta di un progetto di carattere sociale del programma culturale di Matera capitale europea della cultura 2019, coprodotto dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 e il Sicomoro.
Grazie ai 200 mila euro concessi è stata istituita una sorta di accademia, dove circa 400 migranti presenti in Basilicata possono insegnare alle comunità locali i mestieri di cui erano "abili" nei loro paesi d'origine.
Un vero esempio d'integrazione sociale e fusione culturale, progetti volti all'accoglienza per eliminare, isolamento ed emarginazione di queste persone già afflitte dalla povertà.

(Fonte:Dossier Statistico Immigrazione 2018)
(Immagine tratta da Pixabay.com/© 2017 Pixabay)

di Antonietta Mastrangelo

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