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I contesti regionali. Il Sud. L'immigrazione in Basilicata.

Dossier Statistico Immigrazione 2017: presentazione dei dati statistici nel Rapporto Immigrazione 2017 per la Basilicata.

28 agosto 2018

Caratteristiche demografiche a inizio 2017

Nel corso del 2016 la Basilicata ha messo in atto una serie di iniziative per acquisire un ruolo di rilevanza tra quelle regioni che fanno la differenza per quanto riguarda le buone prassi in materia di accoglienza rivolta soprattutto ai richiedenti asilo e rifugiati.
Un tema importante accanto alla gestione del fenomeno dello spopolamento, un problema prioritario che vede attraverso la possibile integrazione dei migranti in questa regione, una possibilità di ripopolamento del territorio.
Ma la popolazione straniera in regione è costituita anche e soprattutto da una cospicua parte di cittadini stranieri presenti in regione, ormai radicato e stabile di origine comunitaria e non.
In base a tali premesse si osserva che al 31 dicembre 2016 risiedevano nel territorio lucano 20.783 persone nate all’estero, che rappresentavano il 3,6% della popolazione totale residente (570.365), a fronte di una media nazionale dell’8,3% (dato rimasto stabile dallo scorso anno).
I dati Istat sui residenti stranieri in Basilicata (pari allo 0,4% del totale nazionale), mostrano come le presenze siano aumentate progressivamente negli ultimi anni, pur non rilevando nel 2016, valori al di sopra della media (+6,9% rispetto al 2015).
Andando ad analizzare i contesti provinciali emerge che in provincia di Potenza risiede il 53% (11.020 dei quali 1.498 nel capoluogo) dei cittadini stranieri con un’incidenza sulla popolazione residente del 3%; mentre a Matera ne risiedono 9.763 (dei quali 2.504 solo in questa provincia), ove si riscontra un’incidenza molto più elevata (4,9%).
Tra i residenti stranieri si conferma la prevalenza dei cittadini comunitari (50,1%) e a seguire di cittadini stranieri provenienti dall’Africa  (21,2%) e dall’Asia (12,4%).
La collettività più numerosa è ancora una volta anche per questa regione quella romena (42,2%), seguita da quella albanese (8,3%), marocchina (7,8%), indiana (4,9%), cinese ed ucraina (entrambe al 3,8%).
Per quanto attiene le nuove iscrizioni anagrafiche tali risultano essere 3.319 (delle quali ben 2.090 sono iscrizioni dall’estero), mentre il saldo naturale dei migranti (+204) risulta più che positivo anche per  il 2016, anche se leggermente in calo rispetto al precedente anno, con 226 nuovi nati a fronte dei 239 del 2015.
Importante anche se in calo anch’esso il dato riferito alle acquisizioni di cittadinanza (279 “nuovi” italiani, rispetto ai 340 del 2015).
Assente invece il dato relativo al trend di sviluppo delle seconde generazioni, che in ogni caso sono in aumento in questa regione.
Per quanto riguarda invece l’appartenenza religiosa in base alle stime stilate dal Dossier Statistico Immigrazione per il 2017 si osserva che la Basilicata si conferma essere una delle regioni italiane dove i cittadini immigrati di fede cristiana sono quelli maggiormente rappresentati (ortodossi, cattolici, protestanti e altri cristiani).
Questi infatti rappresentano in regione il 60,9% del totale della popolazione straniera che pone la Basilicata in seconda posizione dopo il Lazio per numero di cristiani presenti nel territorio.
Più in dettaglio emerge che fra i cristiani predominano gli ortodossi (44%,contro una media nazionale del 29,8%), a seguire tra le altre confessioni i musulmani si attestano al 27,8% (un dato in crescita ma comunque al di sotto della media nazionale del 32,6%) e fanalino di coda gli induisti con il 4,1% delle presenze professanti.
Dal punto di vista invece della distribuzione della popolazione straniera per fasce d’età si evince che la maggior parte dei migranti presenti in questa regione sono adulti, in una fascia d’età compresa tra i 30 e i 44 anni e con una leggera prevalenza della componente femminile  (51,6% ossia 10.723 presenze).
I minori sono 3.632, il 17,5% del totale, mentre gli ultra 65 enni (540) permangono una quota assai ridotta (2,6%) anche se tendenzialmente in aumento.

Concludiamo con la descrizione degli arrivi e delle relative richieste dei diversi permessi di soggiorno erogati a cittadini stranieri regolarmente soggiornanti che sono 11.066 (dati Ministero dell’Interno), quasi equamente distribuiti nelle due province (5.685 a Potenza e 5.381 a Matera), con una leggera prevalenza dei titolari di permesso a termine (53,6%, mentre  i lungo soggiornanti  si attestano mal 46,4% , anche se in provincia di Matera a prevalere sono questi ultimi).
Il 45,5% dei permessi a termine è stato rilasciato per motivi di asilo/umanitari (di cui il 63,5% solo per richiesta di asilo).
Inoltre la stessa tipologia di permessi è stata rilasciata per la prima volta nel corso del 2016 (1.758 parte dei permessi a termine complessivi, ossia il 60,9% di questi).

Si tratta di dati che rispecchiano il progressivo aumento della presenza di richiedenti asilo sul territorio, alla luce dei nuovi continui sbarchi avvenuti fino allo scorso anno.

L’occupazione straniera in regione

Dopo una fase positiva avuta nel 2015, l’attività economica regionale è tornata a diminuire nel 2016, pur continuando a mantenere un tasso di crescita sempre positivo.
Questo lieve calo è stato dovuto soprattutto alla temporanea flessione della produzione registrata nel comparto estrattivo.
Mentre nel manifatturiero e nei servizi invece è proseguita la fase di crescita, mentre il comparto delle costruzioni è risultato ancora in flessione.
Per il 2016 è invece proseguita la fase di generale miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro, registrando un incremento dei livelli occupazionali e una riduzione del tasso di disoccupazione e di inattività.
In base ai dati Inail i cittadini nati all’estero che risultano occupati a fine 2016 sono stati 16.647, in leggero calo rispetto all’anno precedente, mentre l’incidenza dei lavoratori stranieri  sugli occupati complessivi in regione era stabile intorno al 10%.
Nel corso dello stesso anno sono stati assunti 10.864 lavoratori nati all’estero (dei quali 2.209 “nuovi assunti” ossia al primo contratto in Italia) a fronte dei 10.267 il cui rapporto di lavoro è cessato.
I settori di maggiore impiego per essi sono stati quello agricolo (per il 58,7%) e in piccole imprese con un massimo di 9 addetti (93,8%).
Le nazionalità maggiormente coinvolte soprattutto in agricoltura sono indiani, pakistani e afghani che nel 2016 hanno lavorato soprattutto in provincia di Potenza, impegnati anche nel settore zootecnico e lattiero caseario.

Ma i migranti sono stati occupati anche in provincia di Matera in modo particolare per quanto concerne la raccolta di frutta e verdura .
In tale contesto sono stati inoltre molti gli sforzi volti a realizzare maggiori controlli nell’ambito del settore agricolo, per una maggiore protezione degli occupati stranieri, attraverso le regolarizzazioni dei contratti, per la prevenzione del fenomeno del caporalato ma anche dello sfruttamento a fini sessuali, un fenomeno molto diffuso in questa regione.
Tutto questo è stato possibile attraverso un lavoro sinergico dei diversi organi competenti ed enti locali i quali grazie a processi di velocizzazione delle istruttorie per il riconoscimento della protezione internazionale, le attività di formazione e lavoro utile dei migranti e della pratica dell’accoglienza diffusa, si sta cercando di combattere forme diffuse di manifestazioni xenofobe e di razzismo.
Si tratta di un modello volto anche ma soprattutto grazie all’intervento degli organi di polizia e prefettizia allo smantellamento dei campi (si vedano i casi dei campi di Boreano e del Metapontino),  dove vengono praticate attività illecite a fini di sfruttamento lavorativo.
Infine dal punto di vista dell’attività auto imprenditoriale dall’elaborazione dei dati (Infocamere e Uninocamere) degli elenchi camerali della regione si osserva che le imprese gestite a titolo individuale o a maggioranza da cittadini nati all’estero nel 2016 sono stati  2.074, ossia il 3,5% del totale delle imprese attive, con una crescita pari al 4,3% sul 2015 e all’11,6% nell’arco degli ultimi 5 anni.
Inoltre il 34,7% delle imprese immigrate in regione  è gestito da donne, e per il 17,2% si tratta di imprenditori nati all’estero dediti all’artigianato.

Il sistema di accoglienza dei richiedenti asilo e gli aspetti critici

La Basilicata rappresenta una tra le prime tre regioni con il rapporto più alto in termini di presenze di migranti nei centri di accoglienza e popolazione residente (4,2 ogni 1.000 residenti a fine marzo 2017, seconda solo al Molise).
Ma questa regione rappresenta anche l’unica dove le autorità locali valutano effettivamente la presenza di centri di prima e seconda accoglienza per migranti come “un’opportunità”.
Inoltre si tratta di un territorio in cui si è risposto positivamente (la prima tra tutte le regioni d’Italia) alla richiesta di creare uno dei nuovi Cpr (Centri permanenti per i rimpatri, secondo la precedente legge Minniti-Orlando del 13 aprile 2017, n.46), riadattando il precedente Cie di Palazzo San Gervasio.
Il 2016 ha rappresentato per la Basilicata un anno decisivo per quanto ha riguardato le nuove politiche regionali in materia d’immigrazione e di accoglienza.
Infatti la Regione a tal proposito, ha emanato la legge regionale del 6 luglio 2016, n.13 “Norme per l’accoglienza, la tutela e l’integrazione dei cittadini migranti e dei rifugiati”, il cui obiettivo è quello di garantire il rispetto dei diritti fondamentali di tutti i rifugiati presenti sul territorio regionale, attraverso la promozione dell’accoglienza, della tutela, dell’integrazione e dell’inclusione sociale.
Purtroppo ad un anno dalla sottoscrizione dell’Accordo quadro sull’accoglienza diffusa tra Regione Basilicata, Prefetture di Potenza e Matera, Upi e Anci Basilicata del 29 settembre 2015, i tavoli di coordinamento regionali susseguitisi, pur aspirando ad un’implementazione del sistema di accoglienza diffusa, hanno visto disattesi la maggior parte degli obiettivi che si erano prefissati (quasi tutti tranne quello relativo all’innalzamento della presenza dei migranti sul territorio, avendo in una fase successiva riorganizzato il sistema di accoglienza sempre però, su una base di ospitalità che resta di tipo emergenziale e quindi poco inclusivo).
Così nel corso del 2016 i migranti accolti  sono stati 2.580 diminuiti a marzo 2017 a 2.408, con un’implementazione del numero delle strutture per ospitare i richiedenti asilo al di sotto delle aspettative prospettate  dai vari protocolli e intese in merito all’accoglienza diffusa.
Fino al 6 luglio del 2017 il territorio lucano accoglieva  circa 3.000 persone: 2.241 nei Cas, 438 nella rete Sprar e 250 nei progetti per Msna, distribuiti  su una sessantina di comuni lucani dei 131 previsti.

Alla stessa data infatti, i Cas presenti in regione sono risultati essere 45 (14 su Matera e 31 su Potenza), con una capienza di 2.054 posti, a fronte di una reale presenza di 2.241 persone, mentre sono dislocati 17 progetti Sprar (6 per Msna e 11 ordinari), con una capienza di 535 posti di cui in realtà ne sono occupati 438.
Dunque la Basilicata accoglie soltanto l’1% dei migranti sul totale nazionale e nonostante questa esigua percentuale permangono forti criticità, prima tra tutte  quella relativa al sovraffollamento nei Cas a causa di un sotto dimensionamento delle strutture Sprar e l’altra riguardante la prosecuzione in senso emergenziale della gestione dell’accoglienza.

(Fonte:Dossier Statistico Immigrazione 2017)
(Immagine tratta da Pixabay.com/© 2017 Pixabay)

di Antonietta Mastrangelo

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