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I contesti regionali. Il Sud. L’immigrazione in Abruzzo: dati economici e demografici (1 parte)

Dossier Statistico Immigrazione 2017: presentazione dei dati statistici nel Rapporto Immigrazione 2017 per l’Abruzzo.

14 agosto 2018

La ripresa economica regionale e i dati demografici dei migranti nel territorio abruzzese

Dal 2014 in poi si collocano i primi segnali di una ripresa economica in Abruzzo, proseguita anche negli anni successivi, con un Pil regionale che nel 2016 ha mostrato un buon dinamismo, proseguendo sulla scia degli anni precedenti.
Tra i settori economici  l’industria manifatturiera ha trainato la crescita, facendo segnare un aumento della produzione pari al 5%, circa, ma sono stati soprattutto i comparti dei mezzi di trasporto e della meccanica, a far registrare gli incrementi più evidenti.
Crescite importanti inoltre hanno riguardato anche il settore alimentare e quello tessile, l’abbigliamento e le calzature, mentre in genere i ricavi sono risultati più consistenti per le imprese orientate verso l’esportazione.
Per quanto ha riguardato invece il settore edile nel 2016 tale ha beneficiato delle attività realizzate in seguito al sisma, con un’espansione dei lavori per le grandi imprese impegnate nella ricostruzione dell’Aquila e degli altri comuni circostanti, mentre la produzione è diminuita per le imprese più piccole.
In particolare si è trattato di attività di recupero del patrimonio edilizio, con attività di ricostruzione degli immobili danneggiati dal terremoto del 2009; a tal proposito nel 2016 sono stati concessi infatti, 700 milioni di euro in finanziamenti per la ricostruzione di edifici privati e circa 94 milioni di euro per la sistemazione degli edifici pubblici.
Per quanto attiene i servizi, anche il settore terziario ha ricominciato a crescere, sebbene a ritmi più lenti, restando comunque più debole l’attività nei rami del commercio al dettaglio, della grande distribuzione e della ristorazione, dove si è registrato un calo dell’1,6% nel fatturato.
Mostra invece una forza maggiore il comparto turistico, grazie ad un aumento dei visitatori stranieri, al sostegno fornito dai parchi naturali della regione, nei quali si concentra oltre il 25% delle strutture ricettive alberghiere ed extra-alberghiere.
Infine le attività nel settore dell’agricoltura sono rimaste sostanzialmente stabili rispetto al 2015.
Più in generale si osserva che nel 2016 il numero delle imprese in Abruzzo (per un quarto condotte da donne), ha subito un lieve calo, anche se vi è stata una crescita delle aziende impegnate nel terziario immobiliare, sulla spinta di una nuova intensificazione della domanda nel terziario immobiliare.

L’aumento della produzione nell’insieme dell’economia abruzzese ha prodotto benefici aspetti sul mercato occupazionale e sulle ore lavorate  (cresciute dell’1,7% per addetto).
L’incremento più deciso si è verificato tra i lavoratori autonomi (1,8%, con un’incidenza importante dell’occupazione femminile), ma hanno di nuovo cominciato a crescere le assunzioni a tempo determinato fra i lavoratori subordinati.
Gli aumenti più significativi nei livelli occupazionali si sono avuti nei servizi e nell’industria in senso stretto, mentre sono diminuiti nell’edilizia.

Presenza straniera in Abruzzo

In base ai dati Istat a fine 2016 i residenti stranieri in Abruzzo erano 86.556, ossia il 6,5% della popolazione totale, con un’incidenza cresciuta di quasi 2 punti percentuali in 8 anni (4,6% nel 2008).
La maggiore quota di migranti risulta essere quella registrata nella provincia dell’Aquila (24.504), con un’incidenza sui residenti (8,1%), che sfiora quella nazionale (8,3%) ed è ampiamente superiore a quella del complesso delle regioni del Sud Italia.
Si tratta nel complesso di una popolazione in prevalenza femminile (54,7%), mediamente più giovane di quella autoctona e geograficamente distribuita in modo piuttosto omogeneo tra le quattro province: dopo quelli dell’Aquilano vengono i cittadini stranieri del Teramano (23.850, il 7,7% dei residenti), del Teatino (20.823, il 5,4%) e del Pescarese (17.379, il 5,4%).
La classe d’età maggiormente rappresentativa sul territorio regionale (in linea con il trend nazionale), è quella compresa tra i 30 i e 44 anni (29.437), a seguire la seconda fascia d’età più consistente  è quella compresa tra i 45 e i 64 anni (21.032), seguita dai minorenni (16.546), da coloro i quali hanno tra i 18 e i 29 anni (15.708) e dagli ultra 65enni (3.833).
Per quanto attiene gli aumenti della presenza migrante in regione si osserva che tale si è verificato in minima parte con un aumento di sole 193 unità rispetto all’anno precedente.
Nella fattispecie emerge che 11.938 cittadini stranieri si sono iscritti come nuovi residenti (di cui 5.425 dall’estero), mentre 11.745 risultano cancellati (dei quali 1.038 per l’estero).
Per quel che riguarda invece i nuovi nati tali sono stati 1.055 (112 decessi) e le acquisizioni di cittadinanza 3.611 ottenute per la maggior parte nel Teramano (1.334) e nella provincia dell’Aquila (1.098).
Dal punto di vista delle provenienze poi, la media regionale del 2016 vede una netta prevalenza dei migranti europei (69,7%), in particolare comunitari (41,2%), seguiti  dagli africani (15,2%), dagli asiatici (10,2%) e dai cittadini  del continente americano (4,8%).
Più in dettaglio si osserva che a livello provinciale hanno un’incidenza più marcata gli africani all’Aquila (20,2% di cui circa 9 su dieci di origine maghrebina), gli asiatici a Teramo (16,6%), gli europei a Chieti (78,1%) e i cittadini stranieri delle Americhe a Pescara (5,9%).
I principali gruppi nazionali corrispondenti a queste provenienze sono i romeni (27.031), gli albanesi (12.196), i macedoni (4.526), gli ucraini (3.853), i polacchi (2.732), i kosovari (1.778), i bulgari (1.470), questo per quanto attiene l’area geografica europea.
Mentre per quanto concerne le provenienze dal continente africano tra i più importanti gruppi presenti in Abruzzo troviamo i marocchini (7.323), i senegalesi (1.996), i nigeriani (1.198), i tunisini (807); tra le nazioni appartenenti all’area asiatica si collocano i cinesi (4.266), i bangladesi (944), gli indiani (916), i pakistani (811) i filippini (681) ed infine per le provenienze dalle Americhe, come gruppi nazionali troviamo annoverati i brasiliani (870), i dominicani (618), i cubani (606), i venezuelani (525).
Tra tutti i gruppi nazionali finora citati il primo posto in graduatoria spetta ancora una volta alla Romania i cui cittadini sono presenti in tutte le province: a Chieti (con 8.330 migranti, il 40% della popolazione straniera presente in provincia), all’Aquila (8.210, il 33,5%), a Teramo (5.502, il 23,1%) e a Pescara (4.989, il 28,7%).
A seguire troviamo collocata l’Albania tra le nazioni di maggiore importanza a Teramo (4.696, il 19,7%), a Teano (3.725, il 17,9%) e a Pescara (1.916, l’11%), mentre all’Aquila sono secondi in graduatoria i cittadini del Marocco (3.989, il 16,3%), seguiti dai macedoni (2.603, il 10,6%, dediti alla pastorizia sulle montagne dell’Abruzzo, ma occupati anche nell’edilizia).
Nella provincia di Teramo che i cinesi occupano il terzo posto tra le più importanti nazionalità presenti sul territorio (2.587, il 10,8%), mentre in quella di Pescara vi è una netta prevalenza di ucraini (1.521, l’8,8%): in realtà qui si tratta soprattutto di donne (1.209) impegnate nell’assistenza familiare e nel lavoro domestico.
Infine nella provincia di Teano sono terzi in graduatoria i marocchini (1.033, il 5%).

(Fonte:Dossier Statistico Immigrazione 2017)
(Immagine tratta da Pixabay.com/© 2017 Pixabay)

di Antonietta Mastrangelo

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