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Soggetti irreperibili e senza fissa dimora: prestazioni a sostegno del reddito, assistenziali e previdenziali

L’Inps, con Messaggio n. 689/2019 ha comunicato le istruzioni operative per la gestione delle domande relative alle prestazioni a sostegno del reddito, assistenziali e previdenziali, riferite ai soggetti irreperibili e senza fissa dimora.

16 novembre 2020

L’Inps, con il messaggio del 4 luglio 2018, n. 2702 ha dato le indicazioni relative alla gestione dell’informazione di soggetto “irreperibile” e “senza fissa dimora” che sono visualizzabili nell’Archivio Anagrafico Unico (ARCA).

La dichiarazione di irreperibilità effettuata dai Comuni, nei confronti delle persone residenti nel proprio territorio, comporta la cancellazione di un soggetto dall’anagrafe comunale e, conseguentemente, la perdita di una serie di diritti civili, quali il diritto al voto, l’impossibilità di ottenere certificazioni anagrafiche e documenti di riconoscimento, nonché la cancellazione dall’assistenza sanitaria.

In alcuni casi, dal fatto che una persona si trovi in tale condizione, può discendere anche la perdita del diritto ad alcune prestazioni a sostegno del reddito, se la prestazione è stata già concessa ed è in corso di pagamento oppure il mancato riconoscimento, nel caso di presentazione di nuova domanda.

A tale proposito, occorre preliminarmente distinguere, nell’ambito delle prestazioni a sostegno del reddito, tra le prestazioni previdenziali, che normalmente non prevedono tra i requisiti di accesso quello della residenza, e le prestazioni assistenziali, che generalmente sono erogate solo a color che risultano residenti nel territorio nazionale.

Pertanto, alla luce di quanto già disposto con il citato messaggio n. 2935/2018, sono state fornite le istruzioni operative per la corretta gestione dell’istruttoria delle domande e dei pagamenti delle prestazioni a sostegno del reddito, ove riferiti a soggetti dichiarati irreperibili e senza fissa dimora.

Prestazioni a sostegno del reddito a carattere assistenziale
Tra i requisiti necessari per il riconoscimento del diritto alle prestazioni a sostegno del reddito di carattere assistenziale è prevista la residenza effettiva del beneficiario nel territorio dello Stato italiano, requisito che viene meno in caso di dichiarazione di irreperibilità.

In generale, al fine di evitare il riconoscimento di prestazioni a soggetti non aventi diritto, (messaggio Inps n. 2935/2018), qualora il richiedente di una delle prestazioni in esame risulti registrato in ARCA come “irreperibile” o “senza fissa dimora”, la domanda deve essere posta in sospensione e, per poter perfezionare e completare l’invio, l’assicurato deve essere invitato a regolarizzare la propria situazione presso il Comune. Nel caso in cui ciò non avvenga, si procederà recupero di tutte le somme eventualmente già erogate dal momento della comunicazione pervenuta dal Comune, così come rilevabile in ARCA.

Prestazioni previdenziali non soggette alla condizionalità
Per tutte le altre prestazioni previdenziali, rientranti nell’ambito degli ammortizzatori sociali, la condizione di irreperibilità/senza fissa dimora non è di ostacolo al riconoscimento del diritto e dei relativi pagamenti.

Rientrano in tale categoria le seguenti prestazioni: le integrazioni salariali, le prestazioni erogate dai Fondi di solidarietà, le prestazioni di maternità/paternità, i congedi parentali e i riposi giornalieri, i permessi riconosciuti (ai sensi della legge 5 febbraio 1992, n. 104) e il congedo straordinario (ai sensi dell’articolo 42, comma 5, decreto legislativo 26 marzo 2001, n. 151), gli assegni familiari e gli assegni per il nucleo familiare, le prestazioni di TBC, l’indennità di malattia e le prestazioni per gli assicurati ex IPSEMA.

In questi casi, infatti, qualora l’interessato risulti “irreperibile” o “senza fissa dimora”, si farà riferimento all’indirizzo di domicilio obbligatoriamente indicato nella domanda dal soggetto richiedente.

Nel caso dell’indennità di malattia, invece, dal momento che non è prevista alcuna domanda di prestazione, l’indirizzo è quello indicato nel certificato medico telematico o, nei casi residuali, nella certificazione cartacea.

Ciò vale anche con riferimento alle specifiche prestazioni ex Ipsema e alla relativa documentazione medica prescritta, ancora prevalentemente cartacea (cfr.Messaggio Inps del 31 maggio del 2018, n. 2184)

Nei casi di indennità di malattia e indennità di degenza ospedaliera per i lavoratori iscritti alla Gestione separata (per cui l’Istituto procede al pagamento diretto), per i quali è prevista la presentazione di un’apposita domanda, ai fini dell’individuazione del domicilio e ove ritenuto opportuno, potranno essere utilizzati i dati presenti nel certificato, in alternativa all’indirizzo indicato nella domanda.

L’unica eccezione è costituita dall’assegno di maternità per lavori atipici e discontinui (c.d. assegno di maternità dello Stato) per il quale, nonostante rientri tra le prestazioni a carattere previdenziale, la residenza nel territorio dello Stato italiano costituisce un requisito di accesso alla prestazione che deve sussistere al momento dell’evento nascita o dell’adozione/affidamento e in assenza del quale non si ha diritto alla prestazione stessa. Pertanto, se alla data dell’evento il soggetto, a seguito di preventiva verifica in ARCA, risultasse irreperibile o senza fissa dimora, la domanda, analogamente a quanto già avviene in presenza di residenza in uno Stato diverso da quello italiano, sarà respinta.
Sono state date in questo messaggio Inps le indicazioni per quanto riguarda: il bonus asili nido e assegno di natalità, ANF Comuni e assegno maternità Comuni, NASpI / DIS-COLL e soggetti deceduti.

 
Testo integrale del messaggio:

Messaggio del 20-02-2019,  n. 689:    Prestazioni a sostegno del reddito, assistenziali e previdenziali, riferite a soggetti irreperibili e senza fissa dimora. Istruzioni operative per la gestione delle domande.




 
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