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Invalidi civili - Incompatibilità dell'assegno mensile di assistenza

Incompatibilità e incumulabilità dell'assegno mensile di assistenza, concesso agli invalidi civili parziali, con altre prestazioni pensionistiche erogate a titolo d'invalidità.

6 aprile 2021

Hanno diritto all'assegno mensile di assistenza gli invalidi civili a cui è stata riconosciuta una  percentuale d’invalidità pari o superiore al 74% fino al 99%.

L'assegno mensile è incompatibile con:
  • le pensioni dirette di invalidità erogate a qualsiasi titolo dall'assicurazione generale obbligatoria per la invalidità, vecchiaia e superstiti dei lavoratori (INPS), e da altri enti, ai lavoratori dipendenti e autonomi (art. 9, Legge 26 febbraio 1982, n. 54 ; art. 1, comma 12, Legge 12 giugno 1984, n. 222 );
  • le pensioni dirette di invalidità per causa di guerra, di lavoro (INAIL) o per causa di servizio;
  • la rendita INAIL (Circolare INAIL, n. 54/93 - Art. 3 Legge 407/90 - Art. 12, Legge n. 412/91 - Decreto 553/92);
  • indennità di accompagnamento INAIL, INPS e altri Enti.

Scelta fra diverse provvidenze economiche opzionabili:
Nel caso di incompatibilità con altre provvidenze economiche, è possibile operare una scelta fra le diverse provvidenze economiche opzionabili: è infatti data facoltà all'interessato di optare per il trattamento economico più favorevole. La facoltà di opzione deve essere esercitata entro trenta giorni dalla notifica del provvedimento del trattamento pensionistico incompatibile (D.M. 553/92).
Solo nel caso di pluriminorazioni, l'assegno è cumulabile con:

Pluriminorazioni 
A questo punto è importante precisare cosa s’intende per pluriminorazioni. La pluriminorazione può definirsi come quella condizione sanitaria caratterizzata dalla compresenza di distinte minorazioni invalidanti (ad esempio cecità e cardiopatia, sordità e problemi motori, ecc). Quindi, qualora sussistano diverse minorazioni, ciascuna relativa a differenti status di invalidità (invalido civile, cieco civile o sordo civile), è possibile ottenere un riconoscimento per ognuna di esse, in quanto l’appartenenza ad una determinata categoria di invalidi non esclude la possibilità di appartenere contemporaneamente ad un’altra.

Il riconoscimento di più condizioni di invalidità non comporta però automaticamente il diritto all’erogazione di tutte le provvidenze economiche per esse spettanti, potendo intervenire, in tali circostanze, specifici divieti di cumulo imposti dal legislatore, come per esempio succede con l’indennità di frequenza.

Questo non significa che per la stessa patologia si possa ottenere contemporaneamente due riconoscimenti diversi, per esempio uno come sordo civile e un altro come invalido civile per lo stesso problema di ipoacusia. In altre parole, per la stessa patologia non è possibile avere due diversi riconoscimenti, cioè appartenere a due categorie diverse di invalidità civile. La diversità di riconoscimento è possibile solo nel caso di patologie diverse, come sopra indicato: cecità e cardiopatia/ cecità e problemi motori, problemi motori e sordità, ecc. La cecità entrerebbe nella categoria di ciechi civili, mentre la cardiopatia in  quella di invalidi civili.

Da quanto esposto si desume che le patologie non possono essere sommate, all’interno di una stessa categoria, per arrivare ad una invalidità del 100%, poiché, lo ribadiamo, tali patologie sono già state valutate come appartenenti a due o più categorie differenti. Di conseguenza, solo nel caso di pluriminorazioni, l’assegno mensile è cumulabile con altre prestazioni economiche concesse per cecità e sordità civili.

Differenza tra assegno mensile per invalidità civile e assegno ordinario di invalidità (categoria IO)
L'assegno mensile per invalidi civili, pur essendo materialmente erogato dall'INPS, non è subordinato alla presenza di requisiti contributivi, trattandosi di una prestazione assistenziale. In altre parole, è indipendente dall’attività lavorativa. La visita medica per l'accertamento dell'invalidità civile è effettuata dalle commissioni mediche dell'ASL mentre quella per la concessione dell’assegno ordinario d’invalidità è effettuata dalle commissioni mediche dell’Inps ed è necessario un determinato numero di anni di contribuzione per poter presentare domanda per il riconoscimento di questo beneficio.

Infatti, invalidi civili sono considerati tutte le persone, indipendentemente dall'età e dall'attività lavorativa, in presenza di una qualsiasi menomazione, perdita o anomalia di una struttura o di una funzione, sul piano anatomico, fisiologico, psicologico.

L'assegno ordinario di invalidità (Categoria IO), invece, pur basandosi sugli stessi requisiti di stato di salute (infermità fisica o mentale tale da provocare una riduzione permanente della capacità di lavoro, non inferiore a due terzi), è subordinato alla presenza del seguente requisito: contribuzione pari a 5 anni, di cui almeno 3, versati nei cinque anni precedenti la domanda ed essere assicurato presso l'INPS da almeno 5 anni. Si tratta, dunque, di una prestazione previdenziale e la visita per di accertamento viene effettuata dalla commissione medica dell'INPS. In altre parole, questo beneficio può essere richiesto soltanto da coloro che svolgono, o hanno svolto, attività lavorativa nel settore privato.

Incompatibilità tra le due provvidenze economiche
Si tratta, dunque, di due prestazioni economiche distinte e incompatibili fra loro. Pertanto, chi percepisce l'assegno mensile come invalido civile non ha diritto all'assegno ordinario di invalidità (IO), così come chi percepisce l'assegno ordinario di invalidità non ha diritto all'assegno mensile concesso per invalidità civile. Resta salvo il diritto di opzione.

 
RIFERIMENTI NORMATIVI
  • Circolare INAIL del 09 dicembre 1993 n. 54: 29 dicembre 1990, n. 407, articolo 3 - Decreto Ministeriale n. 553 del 31 ottobre 1992. Incompatibilità dell'assegno mensile erogato dal Ministero dell'interno agli invalidi civili parziali con le prestazioni ed i trattamenti pensionistici di invalidità erogati da Enti e gestioni previdenziali. Facoltà di opzione.
  • Legge 26 febbraio 1982, n. 54: Conversione in legge e modifica del Decreto Legge 22.12.1981, n. 791, art. 9: Disposizioni in materia previdenziale (G.U. del 01.03.1982, n. 58)
  • Legge 12 giugno 1984, n. 222Revisione della disciplina dell'invalidità pensionabile (Pubblicata nella G. U. del 16 Giugno 1984 , n. 165)
     
  • Legge 29 dicembre 1990, n. 407: Disposizioni diverse per l'attuazione della manovra di finanza pubblica 1991-1993 (G.U. del 31 dicembre 1990, n. 303)
  • Legge 30 dicembre 1991, n. 412: Disposizioni in materia di finanza pubblica (G.U. del 31 dicembre 1991, n. 305)
     
  • Ministero dell’Interno - Decreto Ministeriale 31 ottobre 1992, n. 553: "Regolamento recante disposizioni per l’accertamento delle condizioni reddituali e degli obblighi di comunicazione da parte dei mutilati ed invalidi civili, dei ciechi civili e dei sordomuti, nonché per l’eventuale revoca delle prestazioni e per la disciplina del diritto di opzione, in attuazione dell’art. 3, comma 2, della legge 29 dicembre 1990, n. 407" 
    (Pubblicato nella G.U. 30 gennaio 1993, n. 24)
 


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Immagine tratta da pixabay.com 

 

di Gabriela Maucci

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