SuperAbile






In Normativa e Diritti


Opzione donna – Rinnovata per il 2019

Rinnovato per il 2019 l’anticipo pensionistico denominato “Opzione donna”. Possono presentare domanda le lavoratrici che abbiano maturato i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2018.

10 luglio 2019

L’art. 16 del DL 4/2019 ha provveduto al rinnovo per il 2019 dell’anticipo pensionistico denominato “Opzione donna” (art. 16 del DL 4/2019) adeguando i requisiti anagrafici. Possono presentare domanda le lavoratrici che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2018, i requisiti richiesti (Circ. Inps 11/2019).

La cosiddetta “opzione donna” dà la possibilità, alle lavoratrici del settore pubblico e privato, di andare in pensione con 35 anni di contribuzione e con una età anagrafica di 58 anni per le lavoratrici dipendenti e 59 anni per le autonome, se hanno maturato entro il 31 dicembre 2018 i requisiti previsti dalla legge.

Il predetto requisito di età anagrafica non è adeguato agli incrementi alla speranza di  vita.  

Premessa
Con questo trattamento pensionistico, le lavoratrici del settore pubblico e privato, hanno la possibilità di andare in pensione con un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni, a condizione di accettare che la pensione venga calcolata interamente con il sistema contributivo.

La riforma Fornero del 2011 ha confermato, fino al 31 dicembre 2015, la possibilità per le donne di usufruire di questo trattamento pensionistico, a patto di scegliere per una pensione interamente calcolata con il sistema contributivo.

Questa possibilità di pensionamento anticipato (articolo 1, comma 9 della legge 243/2004),  consente di anticipare il pensionamento di diversi anni rispetto alle normali regole che richiedono per la pensione anticipata: almeno 41 anni e 10 mesi di contributi indipendentemente dall'età anagrafica o il raggiungimento di un'età anagrafica pari a 67 anni unitamente a 20 anni di contributi per la pensione di vecchiaia.

Destinatari
Il beneficio è riconosciuto alle lavoratrici iscritte all'assicurazione generale obbligatoria (AGO), ai fondi sostitutivi ed esclusivi della stessa (dipendenti del settore privato; pubblico impiego e lavoratrici autonome).

La facoltà di opzione non è invece esercitabile dalle lavoratrici iscritte alla gestione separata o che, comunque, intendano utilizzare tale contribuzione per perfezionare il requisito contributivo minimo di 35 anni.

Sono escluse:
  • le lavoratrici che abbiano perfezionato il diritto alla  pensione di vecchiaia o anzianità,  (in base ai requisiti che erano previsti per la generalità dei lavoratori vigenti alla data del 31/12/2011);
  • le lavoratrici che abbiano perfezionato il diritto alla pensione di vecchiaia o pensione anticipata, con i nuovi requisiti introdotti dalla Riforma Fornero, in vigore dopo il 2011;
  • le lavoratrici destinatarie delle disposizioni in materia di “salvaguardia”( introdotte dopo il 2011) in favore dei cd. Esodati (Messaggio Inps n. 219/2013).
     
Decorrenza
Le lavoratrici conseguono il diritto alla decorrenza del trattamento pensionistico trascorsi:
  • 12 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento pensionistico sia liquidato a carico delle forme di previdenza dei lavoratori dipendenti;
  • 18 mesi dalla data di maturazione dei requisiti, nel caso in cui il trattamento sia liquidato a carico delle gestioni previdenziali dei lavoratori autonomi (Circolare Inps 53/2011).
     
Le lavoratrici che hanno raggiunto i requisiti previsti entro il 31 dicembre 2018 possono conseguire il trattamento pensionistico anche successivamente alla prima decorrenza utile.

Le lavoratrici del comparto scuola e dell’Alta Formazione Artistica Musicale e Coreutica (AFAM), al raggiungimento dei requisiti, possono conseguire il trattamento pensionistico rispettivamente a decorrere dal 1° settembre e dal 1° novembre 2019.

La decorrenza del trattamento pensionistico non può essere comunque anteriore al 30 gennaio 2019.

Contributi utili 
La contribuzione utile al perfezionamento dei 35 anni sono calcolati, (nel limite di 52 settimane annue) i contributi a qualsiasi titolo:
  • obbligatori,
  • da riscatto e/o da ricongiunzione,
  • volontari,
  • figurativi.
     
Sono esclusi: i contributi accreditati per malattia, disoccupazione e/o prestazioni equivalenti.

Calcolo
Questo trattamento pensionistico prevede che l'applicazione del sistema contributivo venga limitata soltanto al calcolo della pensione. Di conseguenza per il calcolo della pensione si applicano le disposizioni sul trattamento minimo e non è richiesto il requisito dell'importo minimo, che invece è previsto quando si accede ad un trattamento pensionistico calcolato in base alle regole del sistema contributivo.

Approfondimento sulla decorrenza
A questo punto è necessario spiegare cosa s’intende per decorrenza della pensione. Infatti, per questa prestazione rimane in vigore le cd. finestre mobili.

Le finestre mobili sono un periodo di slittamento variabile che deve trascorrere tra il momento di maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi utili per il diritto alla prestazione pensionistica e l’effettiva decorrenza della pensione. Quindi, questo implica che l'assegno sarà erogato dopo 12 mesi, per le lavoratrici dipendenti, e 18 mesi per le autonome dopo la maturazione dei suddetti requisiti.

Questo sistema di decorrenza (finestre mobili) è stato superato, ma solo parzialmente, in seguito all'entrata in vigore del Decreto Legge 201/2011 (riforma Fornero).
Attualmente trovano applicazione le regole originarie previste dell'articolo 6 della legge 155/1981 secondo le quali le prestazioni pensionistiche decorrono dal 1° giorno del mese successivo al compimento dell'età pensionabile, oppure, nel caso in cui a tale data non risultino soddisfatti i requisiti assicurativi e contributivi, dal 1° giorno del mese successivo a quello in cui i requisiti vengono raggiunti.

Il regime delle decorrenze, cioè delle finestre mobili, (vigente alla data del 31/12/2011), rimane comunque ancora in vigore per quelle prestazioni pensionistiche che non sono state interessate dalla riforma Fornero. Infatti, alcune categorie di lavoratori e prestazioni rimangono,  in via eccezionale, ad esserne soggette anche per il periodo successivo al 2011.

E' il caso, ad esempio, delle lavoratrici dipendenti o autonome che decidono di accedere alla pensione, con il regime sperimentale (art. 1, comma 9 della legge 243/04),  la c.d. “opzione donna”.  Anche  i lavoratori salvaguardati (cd. esodati), continueranno con il precedente regime di decorrenza (c.d. finestre mobili) che varia tra i 12 e i 21 mesi, cosi come i lavoratori con un’invalidità non inferiore all’80% che accedono alla pensione di vecchiaia anticipata (nota Inps 145949/2015).

 
 
Riferimenti normativi e Inps
  • Circolare Inps del 29/01/2019, n. 11: Decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4. Nuove disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze della pensione anticipata. Pensione quota 100, pensione di cui all’articolo 24, comma 10, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, pensione c.d. opzione donna e pensione lavoratori c.d. precoci. Monitoraggio delle domande di pensione
  • Decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni (GU Serie Generale n.23 del 28-01-2019)
  • Messaggio del 04-01-2013, n. 219: Articolo 24, del d.l. n. 201 convertito dalla legge n. 214 del 2011: nuove disposizioni in materia di trattamenti pensionistici riguardanti i lavoratori iscritti all’assicurazione generale obbligatoria ed alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, nonché alla gestione separata di cui all’art. 2, comma 26, della legge 8 agosto 1995, n. 335. Chiarimenti.


  © Copyright SuperAbile Articolo liberamente riproducibile citando la fonte. 
Immagine tratta da pixabay.com 

di Gabriela Maucci

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati