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Pensione di cittadinanza

Approvato, in via definitiva, il ddl di conversione del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4. La Pdc anche per nuclei familiari con componenti di età inferiore a 67 anni purché siano in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.

1 aprile 2019

AGGIORNAMENTO
Approvazione ddl di conversione del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4

E’stato approvato, in via definitiva, il ddl di conversione del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, recante disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni.

Secondo le modifiche apportate la Pensione di cittadinanza è concessa anche nel caso in cui il componente o i componenti del nucleo familiare di età pari o superiore a 67 anni (adeguata agli incrementi della speranza di vita) convivano esclusivamente con una o più persone in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza.
Per quanto riguarda la esatta definizione di “disabilità grave o di non autosufficienza”, sarà necessario aspettare la pubblicazione definitiva in Gazzetta Ufficiale, nel caso vengano apportate ulteriori modifiche rispetto a quanto stabilito nel recente ddl.

Infatti all'articolo 1, comma 2, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «La Pensione di cittadinanza può essere concessa anche nei casi in cui il componente o i componenti del nucleo familiare di età pari o superiore a 67 anni, adeguata agli incrementi della speranza di vita di cui al citato articolo 12 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, convivano esclusivamente con una o più persone in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza, come definite dall'allegato 3 al regolamento di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 5 dicembre 2013, n. 159, di età inferiore al predetto requisito anagrafico».

Destinatari
La Pensione di cittadinanza è concessa anche nel caso in cui il componente o i componenti del nucleo familiare di età pari o superiore a 67 anni, (adeguata agli incrementi della speranza di vita) convivano esclusivamente con una o più persone in condizione di disabilità grave o di non autosufficienza (modifiche apportate con il ddl di conversione del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4).

Quindi, per il diritto alla Pensione di cittadinanza tutti i componenti del nucleo familiare, e non solo il capofamiglia, debbono avere età pari o superiore a 67 anni, a meno che nella composizione del nucleo siano presente una o più persone con disabilità grave o non autosufficienza. In questo caso, i componenti disabili del nucleo possono avere un’età inferiore a 67 anni.  

In cosa consiste il beneficio
Per i nuclei familiari, composti da uno o più persone di età pari o superiore a 67 anni, il Reddito di Cittadinanza assume la denominazione di Pensione di Cittadinanza.
La soglia di reddito familiare base è di 7.560 euro (anziché i 6000 euro richiesti per il Reddito di cittadinanza). Per le famiglie che stanno in affitto la soglia viene elevata a 9.360 euro.
La Pensione di cittadinanza è rivolta  alle persone che rientrano in determinati requisiti e condizione reddituale, quindi è destinato a coloro che hanno redditi molto bassi.

Differenza del reddito di cittadinanza  con la Pensione di cittadinanza
Le regole generali e di funzionamento della Pensione di cittadinanza sono analoghe a quelle del Rdc, ma nel caso della Pdc si tratta di un sussidio economico rivolto alle famiglie di anziani in difficoltà. La misura risulta più semplice considerando che non sono previsti adempimenti legati al lavoro, ma è sufficiente la presentazione della domanda per poter accedere al beneficio, avendone i requisiti.

Le modalità di erogazione del beneficio saranno definite in sede di conversione del decreto istitutivo.
Se si è già beneficiari del Rdc, la pensione decorre dal mese successivo a quello del compimento del 67° anno del componente più giovane. In tal caso, il Rdc in Pdc viene trasformato d'ufficio.

Chi può presentare domanda di Pensione di cittadinanza
  • Cittadini italiani e dell’Unione Europea
  • Stranieri lungo soggiornanti (permesso di soggiorno a tempo indeterminato)
  • Stranieri titolari del diritto di soggiorno o diritto di soggiorno permanente, familiari di un cittadino italiano o dell’Unione Europea (per esempio: la moglie venezuelana  di un cittadino italiano)
Il richiedente deve essere residente in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi 2 anni in modo continuativo.

Chi non può presentare domanda di Pensione di cittadinanza
Sono esclusi dal beneficio i nuclei familiari in cui siano presenti soggetti disoccupati che hanno presentato dimissioni volontarie negli ultimi 12 mesi dalla presentazione della domanda, fatte salve le dimissioni per giusta causa (vedi nota in fondo pagina).

Come presentare domanda
La domanda può essere presentata:
  • in modalità cartacea, presso gli uffici postali avvalendosi del modello di domanda predisposto dall’Inps, a partire dal 6 marzo 2019 (e da ogni giorno 6 del mese). La domanda verrà inserita subito nel portale del Ministero del Lavoro dall’operatore di sportello di Poste
     
  • on-line, direttamente sul sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali al link https://www.redditodicittadinanza.gov.it/ tramite le credenziali SPID (informazioni sul sito https://www.spid.gov.it/)
     
  • la raccolta delle domande avverrà anche presso i Centri di Assistenza Fiscale (CAF), dalla data e con le modalità che saranno successivamente comunicate
     
Documentazione da presentare per la domanda
Non occorre ulteriore documentazione. Al momento della domanda è necessario soltanto aver presentato la Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) ai fini ISEE.
Sarà l’Inps ad associare l’ISEE alla domanda.

Cosa fare dopo aver presentato domanda
Il Reddito di cittadinanza è una misura volta a favorire l’inserimento nel mondo del lavoro e, quindi, dopo aver presentato domanda, entro 30 giorni dalla mail o sms da parte dell’ Inps che comunica l’accoglimento della domanda, tutti i componenti del nucleo familiare devono rendere la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro (DID).
Sono ESCLUSI, invece, dall’obbligo di presentazione della DID (Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro) i beneficiari di Pensione di cittadinanza.
 
Chi ha redditi, patrimoni oppure percepisce trattamenti assistenziali, può comunque accedere alla Pensione di cittadinanza?
SÌ. Il nucleo familiare del richiedente può possedere redditi e patrimoni, tuttavia entro i limiti previsti, come ad esempio:
  • patrimonio immobiliare non oltre 30.000 euro, senza considerare la casa di abitazione
  • patrimonio finanziario non superiore a 7.560 euro (6.000 euro per i Rdc), incrementabili in base alla composizione del nucleo familiare
Tutti questi requisiti sono verificati in automatico dall’Inps a partire dall’ISEE presentato.
Per il possesso di beni durevoli vi sono poi alcune disposizioni che limitano la disponibilità di: autoveicoli, immatricolati per la prima volta nei sei mesi antecedenti la richiesta; autoveicoli di cilindrata superiore a 1.600 cc, immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti; motoveicoli, di cilindrata superiore a 250 cc, immatricolati per la prima volta nei due anni antecedenti; navi e imbarcazioni da diporto.
Sono esclusi da queste disposizioni limitative gli autoveicoli e motoveicoli per persone disabili con agevolazioni fiscali.

Ammontare il beneficio economico
Il beneficio economico sia per il Reddito di cittadinanza che per la Pensione di cittadinanza è dato dalla somma di una componente ad integrazione del reddito familiare (quota A) e di un contributo per l’affitto o per il mutuo (quota B), entrambe calcolate dalla procedura Inps sulla base delle informazioni rilevate dall’ISEE e presenti nel modello di domanda. Nello specifico:

La quota A, ossia l’integrazione al reddito, può arrivare fino ad un massimo di 7.560 euro (oppure 6.000 euro annui in caso di Reddito di cittadinanza)

La quota B, in caso di locazione della casa di abitazione, il contributo viene concesso fino ad un massimo di 1.800 euro annui pari a 150 euro mensili per la Pensione di cittadinanza (3.360 euro annui pari a 280 euro mensili per il Reddito di cittadinanza). In caso di mutuo della casa di abitazione, la quota B è al massimo pari a 150 euro mensili sia per Reddito di cittadinanza che per Pensione di cittadinanza.
In ogni caso, complessivamente, non si potrà percepire un importo inferiore a 480 euro annui.
Il valore dell’ISEE (Ordinario oppure ISEE Corrente, qualora presente) dovrà comunque essere inferiore a 9.360 euro.

Modalità di erogazione
Il beneficio Reddito di cittadinanza (Rdc) è accreditato mensilmente sulla “Carta Rdc” (si tratta di una carta prepagata diversa da quelle rilasciate per altre misure di sostegno) a partire dal mese successivo a quello di presentazione della domanda. Per la prima mensilità, la somma accreditata è utilizzabile, in caso di Rdc, una volta ritirata la carta presso Poste nei tempi comunicati per l’appuntamento.

Nota
Dimissioni per giusta causa

Il lavoratore, che opera in contesto lavorativo tale da non consentire la prestazione lavorativa, può rassegnare le dimissioni per giusta causa. La giurisprudenza riconosce come giusta causa quelle che dipendono da comportamenti scorretti del datore di lavoro, come per esempio: mancato pagamento della retribuzione; mancata regolarizzazione della posizione contributiva e omesso versamento dei contributi previdenziali; molestie sessuali o il mobbing; comportamento offensivo o ingiurioso del datore di lavoro o del superiore gerarchico; demansionamento ingiustificato delle condizioni di lavoro a seguito di cessione d’azienda; spostamento del lavoratore da una sede all’altra senza che valide motivazioni tecniche, organizzative e produttive; mancato rispetto, da parte del datore di lavoro, della disciplina in materia di salute e sicurezza sul lavoro tale da compromettere lo stato di salute del lavoratore.


Fonte Inps
 
 

 
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Immagine tratta da pixabay.com
 
 

di Gabriela Maucci

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