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Dipendenti pubblici - Pensione per inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa

Hanno diritto alla pensione di inabilità i lavoratori dipendenti pubblici, che abbiano un'inabilità permanente e assoluta a svolgere qualsiasi attività lavorativa.

26 marzo 2019

Hanno diritto alla pensione di inabilità (art. 2, 12° comma, Legge 335/95), i lavoratori dipendenti pubblici, che abbiano un'inabilità permanente e assoluta, fisica o mentale, a svolgere qualsiasi attività lavorativa, non derivante da causa di servizio.

La richiesta di concessione del trattamento di pensione d'inabilità richiede che l'iscritto, indipendentemente dall'età anagrafica, sia in possesso di:
  • 5 anni d'anzianità contributiva, anche non continuativi, di cui almeno 3 versati nei 5 anni precedenti la decorrenza del trattamento pensionistico;la cessazione dal servizio (Circolare INPDAP 24 ottobre 1997, n. 57).
Concorrono alla formazione della suddetta anzianità contributiva eventuali periodi di riscatto o ricongiunzione.

Calcolo della pensione 
Il trattamento di pensione è calcolato sulla base dell'anzianità contributiva maturata aumentata di un ulteriore periodo compreso tra l' età alla cessazione ed il compimento dell'età pensionabile.

In ogni caso l'importo del trattamento di pensione non può superare né l'ottanta per cento della base pensionabile, né l'importo spettante nell'ipotesi d'inabilità dipendente da causa di servizio e, l'anzianità di servizio da computare non può superare il limite di 40 anni, previsto per legge.

L'art 2, comma 12 della Legge 335/95 stabilisce:
12. Con effetto dall'1 gennaio 1996, per i dipendenti delle Amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1 del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, iscritti alle forme di previdenza esclusive dell'assicurazione generale obbligatoria, nonché per le altre categorie di dipendenti iscritti alle predette forme di previdenza, cessati dal servizio per infermità non dipendenti da causa di servizio per le quali gli interessati si trovino nell'assoluta e permanente impossibilità di svolgere qualsiasi attività lavorativa, la pensione è calcolata in misura pari a quella che sarebbe spettata all'atto del compimento dei limiti di età previsti per il collocamento a riposo. In ogni caso non potrà essere computata un'anzianità utile ai fini del trattamento di pensione superiore a 40 anni e l'importo del trattamento stesso non potrà superare l'80 per cento della base pensionabile, né quello spettante nel caso che l'inabilità sia dipendente da causa di servizio. Ai fini del riconoscimento del diritto alla pensione di cui al presente comma è richiesto il possesso dei requisiti di contribuzione previsti per il conseguimento della pensione di inabilità di cui all'articolo 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222. Con decreto dei Ministri del tesoro, per la funzione pubblica e del lavoro e della previdenza sociale saranno determinate le modalità applicative delle disposizioni del presente comma, in linea con i principi di cui alla legge 12 giugno 1984, n. 222, come modificata dalla presente legge. Per gli accertamenti e i controlli dello stato di inabilità operano le competenze previste dalle vigenti disposizioni in materia di inabilità dipendente da causa di servizio. 

Reversibilità
La prestazione è reversibile ai superstiti nel caso la persona deceduta fosse già titolare di pensione  d'inabilità (art. 1, comma 2, D.M. 187/97).
Altrimenti, se il decesso avviene prima della concessione della pensione, la prestazione può assumere la connotazione di trattamento indiretto e reversibile solo nell'ipotesi in cui la richiesta di concessione di tale prestazione sia stata, a suo tempo, presentata dal pensionato, vale a dire dal lavoratore successivamente deceduto. In tale caso gli organi competenti procederanno all'accertamento postumo dello stato d'inabilità.

Quindi, nel caso in cui il decesso  del lavoratore avvenga prima di aver ottenuto il riconoscimento della pensione d’inabilità, la concessione della pensione reversibilità ai superstiti presuppone sempre che la domanda sia stata presentata dal lavoratore, in quanto ai superstiti del medesimo non è concessa questa facoltà.

Incompatibilità
Deve esservi risoluzione del rapporto di lavoro per infermità non dipendente da causa di servizio. Infatti il trattamento pensionistico d'inabilità è incompatibile con lo svolgimento di qualsiasi attività di lavoro dipendente ed autonomo, sia in Italia che all'estero.
Nel caso venga intrapresa un’ attività lavorativa autonoma o subordinata successiva alla decorrenza della pensione di inabilità, il trattamento è revocato a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello in cui si è verificata la causa di incompatibilità, con conseguente recupero delle somme indebitamente percepite

Incumulabilità con la rendita Inail
Non è cumulabile con l'eventuale rendita vitalizia in caso di infortunio sul lavoro o malattia professionale erogata dall'INAIL, se riferita allo stesso evento o causa.

Come
Per richiedere la pensione di inabilità è necessario presentare domanda all'amministrazione presso la quale il dipendente o l'ex dipendente presta o ha prestato attività lavorativa. All’istanza va allegato il certificato medico attestante lo stato di inabilità assoluta e permanente a svolgere qualsiasi attività lavorativa.

Liquidazione  della pensione
Per la verifica del diritto alla prestazione, l'ente di appartenenza deve inviare il verbale di visita medico-collegiale attestante lo stato d'inabilità e la delibera di collocamento a riposo per inabilità (risoluzione del rapporto di lavoro).
La domanda per la liquidazione della pensione di inabilità deve essere presentata online all'INPS.
 
Durata della prestazione
La prestazione, salvo eventuale revisione, è a carattere vitalizio.


RIFERIMENTI NORMATIVI
  • Legge 8 agosto 1995, n. 335: Riforma del sistema pensionistico obbligatorio e complementare  (G. U. 16 agosto 1995. n.190)
  • Ministero del Tesoro - Decreto Ministeriale 8 maggio 1997, n. 187 Regolamento recante modalità applicative delle disposizioni contenute all'articolo 2, comma 12, della L. 8 agosto 1995, n. 335, concernenti l'attribuzione della pensione di inabilità ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche iscritti a forme di previdenza esclusive dell'assicurazione generale obbligatoria (Pubblicato in G.U. 30 giugno 1997, n. 150).
     
  • Legge 12 giugno 1984, n. 222Revisione della disciplina dell'invalidità pensionabile (Pubblicata nella G. U. del 16 Giugno 1984 , n. 165)
  • Legge 8 agosto 1991, n. 274: Acceleramento delle procedure di liquidazione delle pensioni e delle ricongiunzioni, modifiche ed integrazioni degli ordinamenti delle Casse pensioni degli istituti di previdenza, riordinamento strutturale e funzionale della Direzione generale degli istituti stessi (G.U. 26 agosto 1991, n. 199, S.O.)
  • Circolare INPDAP 29 marzo 1996, n. 21 : Legge 8 agosto 1995, n. 335 - Modifiche al calcolo della pensione
  • Circolare INPDAP 24 ottobre 1997, n. 57 : Decreto ministeriale 8 maggio 1997, n. 187. Regolamento recante modalità applicative delle disposizioni contenute all'art. 2, comma 12, della legge 8 agosto 1995, n. 335, concernente l'attribuzione della pensione di inabilità ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche iscritti a forme di previdenza esclusive dell'assicurazione generale obbligatoria.



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     Immagine tratta da pixabay.com
 

di Gabriela Maucci

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