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In Normativa e Diritti


Trattamenti previdenziali e assistenziali per i lavoratori stranieri in Italia

I lavoratori stranieri, che sono in possesso dei requisiti richiesti, hanno diritto alle prestazioni pensionistiche e ai benefici economici, sia previdenziali che assistenziali, allo stesso modo dei cittadini italiani.

22 maggio 2019

Trattamenti economici previdenziali
Le prestazioni previdenziali presuppongono una posizione lavorativa dell’interessato e prevedono trattamenti economici erogati dalle diverse dagli enti di previdenza (Inps/ex Inpdap) o dagli Istituti assicurativi obbligatori (Inail).

Infatti, per accedere alle diverse prestazioni previdenziali è necessario essere in possesso degli anni di contribuzione e/o dell’età anagrafica richiesti per ogni trattamento pensionistico (pensiona anticipata, di vecchiaia, pensione d’inabilità, ecc). Per quanto riguarda la pensione di reversibilità sia pensione diretta come pensione indiretta, i familiari superstiti del pensionato o assicurato deceduto, devono  essere in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa vigente; tali requisiti sono gli stessi richieste per i lavoratori italiani.

Tutti i trattamenti pensionistici sopra indicati vengono denominati "prestazioni previdenziali", poiché presuppongo una posizione assicurativa e contributiva dell’interessato.

I lavoratori stranieri, che hanno versato in Italia i contributi necessari al raggiungimento dei requisiti previsti dai diversi trattamenti pensionistici previdenziali, hanno diritto alle prestazioni menzionate, allo stesso modo di un qualsiasi lavoratore italiano.
 
Trattamenti pensionistici per lavoratori stranieri rimpatriati
Sono previsti, inoltre, trattamenti pensionistici per i lavoratori stranieri rimpatriati, i quali devono raggiungere determinati requisiti stabiliti dalla legge italiana; tali requisiti sono in parte diversi rispetto a quelli dei cittadini italiani e comunitari.

Questi trattamenti pensionistici sono rivolti ai lavoratori stranieri che hanno versato in Italia i contributi necessari e che sono rimpatriati, cioè sono ritornati nel loro Paese di origine.
Quindi, nel caso di rimpatrio definitivo il lavoratore straniero, con contratto di lavoro diverso da quello stagionale, conserva i diritti previdenziali e di sicurezza sociale maturati in Italia e può usufruire di tali diritti anche se non sussistono accordi di reciprocità con il Paese di origine.

Convenzioni bilaterali
L'INPS ha messo a disposizione la documentazione relativa alle convenzioni bilaterali di sicurezza sociale che l'Italia ha stipulato con diversi Stati esteri.

Prestazioni economiche assistenziali
Le prestazioni assistenziali, invece, si distinguono dalle prestazioni previdenziali perché non comportano una posizione lavorativa dell’interessato e prevedono trattamenti economici a cui possono accedere tutti i cittadini, anche stranieri, indipendentemente da una attività lavorativa. In altre parole, le prestazioni assistenziali si distinguono da altre tipologie di prestazioni concesse per invalidità che presuppongono una posizione lavorativa dell’interessato e prevedono trattamenti economici erogati dalle diverse dagli enti di previdenza o dagli Istituti assicurativi obbligatori.
Rientrano in questa tipologia di benefici economici, per esempio, le prestazione concesse per invalidità civile (pensioni, assegni, indennità di accompagnamento, di frequenza, ecc.) e anche l’assegno sociale.

Esportabilità all’estero
Diversamente dai trattamenti pensionasti previdenziali i benefici assistenziali non sono esportabili all’estero. Si tratta, infatti, di prestazione economiche garantite solo nel territorio italiano, concesse a coloro che hanno la residenza in Italia, quindi non possono essere esportate all’estero.

Reversibilità
E’ importate precisare inoltre che le prestazioni economiche assistenziali, come per esempio quelle concesse per invalidità civile oppure l’assegno sociale, non sono reversibili ai superstiti.
Pertanto in caso di decesso dell'interessato, la prestazione economica di cui era titolare, non può essere corrisposta agli eredi, salvo il diritto di questi a percepire le quote già maturate alla data della morte



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di Gabriela Maucci

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