SuperAbile






In Normativa e Diritti


Indennità di accompagnamento: ricorso anche con certificato medico incompleto o negativo

La Corte di Cassazione si è pronunciata in particolare sul problema di un’eventuale incompleta compilazione della domanda amministrativa per l’accertamento dell’invalidità civile risolvendo in favore della possibilità di presentare ricorso ugualmente.

21 luglio 2021

In seguito alle recenti pronunce della Corte di Cassazione riguardanti l’eccezione di improponibilità della domanda giudiziale per inidoneità del certificato medico o per certificato medico negativo (ordinanze n. 24896 del 4 ottobre 2019 e n. 25804 del 14 ottobre 2019), l’Inps, con Messaggio del 25-10-2019, n. 3883, ha  ritenuto necessario integrare i precedenti messaggi n. 4818 del 16 luglio 2015 e n. 968 dell’8 marzo 2019, per fornire ulteriori elementi utili alla presentazione di ricorso e alla liquidazione della prestazione economica.

E’ importante ricordare che per presentare domanda di accertamento  dell’invalidità civile è necessario, in primo luogo, che venga compilato da parte del medico di famiglia un certificato (denominato certificato introduttivo). Su questa certificazione, tra altre voci, compaiono le caselle da sbarrare per l richiesta dell’indennità di accompagnamento con le diciture “persona impossibilitata a deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore” oppure “persona che necessita di assistenza continua non essendo in grado di compiere gli atti quotidiani della vita”.
In seguito va inoltrata all’Inps, sulla base della certificazione medica rilasciata, la domanda per la visita di accertamento dell’invalidità.

Secondo l’Inps la mancata richiesta esplicita dell’indennità di accompagnamento (con la conseguente spuntatura di una delle due caselle) era equiparabile alla mancata presentazione della domanda amministrativa per questa prestazione e, quindi, rendeva improponibile un eventuale ricorso, da parte dell'interessato, in tribunale. Questo perché, secondo l’Inps, non era possibile desumere dalla sola domanda amministrativa la necessità dell’indennità di accompagnamento nel caso non fosse stata richiesta esplicitamente.

IL d.l. n. 78 del 2009, (conv. con modif. dalla legge n. 102 del 2009) stabilisce all'art. 20, comma 3,  la nuova modalità di presentazione di domanda, a partire del 1° gennaio 2010,  per l’accertamento dell’invalidità civile. Tuttavia, norma, nel richiedere che sia allegata la certificazione medica con le indicazioni delle infermità, nulla aggiunge con riferimento all'indennità di accompagnamento e la spuntatura di una delle caselle per la richiesta specifica di tale prestazione non sembra costituire affatto un requisito imprescindibile ai fini della domanda amministrativa.

La Suprema Corte di Cassazione si è infatti pronunciata in particolare sul problema di un’eventuale incompleta compilazione della domanda amministrativa per l’accertamento dell’invalidità civile – sia nel caso in cui nel certificato medico introduttivo manchi il segno di spunta sulle condizioni richieste per beneficiare dell’indennità di accompagnamento, sia nel caso in cui il segno di spunta sulla sussistenza di tali condizioni sia negativo – risolvendo in favore della possibilità di presentare ricorso ugualmente. Si precisa che per certificato medico negativo s’intende l’eventualità in cui il medico di base abbia espresso giudizio negativo sul beneficio e rifiuti di effettuare la richiesta dell’indennità di accompagnamento considerando che  la condizione sanitaria dell’interessato non dà luogo alla concessione di tale indennità.

Nel ricorso all'esame non è in discussione la presentazione della domanda amministrativa ma ciò di cui si discute è se il certificato medico negativo  rilasciato sul modulo predisposto dall'INPS, possa condizionare la stessa domanda amministrativa e renderla equiparabile alla mancata presentazione della domanda, con la conseguente improponibilità della successiva domanda giudiziaria.

Considerando quanto sopra, la Cassazione, con ordinanza n. 24896/2019 ha precisato che all'Inps non spetta individuare il contenuto delle domande ma soltanto le modalità di presentazione delle istanze: " il requisito di proponibilità della domanda di accertamento delle condizioni sanitarie per ottenere l'indennità di accompagnamento è soddisfatto dalla presentazione della domanda di invalidità civile, con allegata la certificazione medica attestante la natura delle infermità; il giudizio di invalidità derivante dal quadro patologico rappresentato dall'istante è valutazione rimessa alla Commissione medica incaricata del relativo accertamento".

Alla luce di tali pronunce, dunque, il requisito di proponibilità della domanda giudiziale di accertamento delle condizioni sanitarie per ottenere l’indennità di accompagnamento deve considerarsi soddisfatto dalla semplice presentazione della domanda di invalidità civile con allegata la certificazione medica attestante la natura delle infermità invalidanti.
Pertanto, fermo restando altre cause di inammissibilità, il funzionario difensore dell’Istituto – nel caso in cui il certificato medico introduttivo non siano state sbarrate le relative caselle per la richiesta dell’indennità di accompagnamento - avrà cura di non sollevare l’eccezione di improponibilità per l’eventuale mancanza nella domanda amministrativa, né di formulare dissenso avverso la perizia definitiva del C.T.U.

Allo stesso modo, i funzionari preposti alla liquidazione dell’indennità di accompagnamento dovranno tener conto del decreto di omologa emesso dal giudice, provvedendo al pagamento della prestazione nel rispetto delle modalità di decorrenza indicate nel decreto medesimo.


 
Messaggio Inps del 25-10-2019, n. 3883

Ordinanza del 4 ottobre 2019, n. 24896 

Ordinanza  del 14 ottobre 2019, n. 25804

di Gabriela Maucci

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati