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In Normativa e Diritti


Invalidità derivanti da cause diverse

Esclusione dall'invalidità civile: gli invalidi di guerra, gli invalidi del lavoro (INAIL) e gli invalidi per servizio; non vedenti e i sordomuti, per i quali provvedono altre leggi

20 febbraio 2019

L'ultimo comma del art. 2 della Legge 30 marzo 1971, n. 118 esclude dal concetto di invalido civile gli invalidi di guerra, gli invalidi del lavoro (INAIL) e gli invalidi per servizio, così come i ciechi civili e i sordi civili, per i quali provvedono altre leggi.

Detta valutazione è dovuta al fatto che per queste categorie l'invalidità deriva da una causa specifica, cioè dalla guerra, dalla prestazione di un lavoro (INAIL) o per servizio. In questo senso anche per i ciechi civili e i sordi civili, considerata la specificità della patologia, la tutela assistenziale è regolata da leggi diverse.

Invalidi di guerra, del lavoro e per servizio
Quando una menomazione causata dalla guerra, dal servizio o dal lavoro (INAIL), non ha dato luogo a nessun riconoscimento di invalidità è possibile ottenere il riconoscimento per invalidità civile.

E' possibile, comunque, per una stessa persona già dichiarata invalida per causa di guerra, di lavoro o di servizio, ottenere il riconoscimento di invalidità civile qualora subentri una menomazione non attribuibile a dette cause, neppure sotto il profilo dell'aggravamento o dell'interdipendenza con la patologia che ha determinato il riconoscimento per servizio o Inail.

Ciechi civili e dei sordi civili
Per queste categorie verrà effettuata una valutazione come invalidi civili solo in caso che:

  • si verifichi una minorazione dell'apparato visivo di grado inferiore a quello previsto per lo status di cieco civile
  • se la minorazione riguardante l'apparato uditivo è subentrata dopo l'età evolutiva, ( da 0 a 12 anni), non sia dimostrabile l'età d'insorgenza dell'ipoacusia o il grado di perdita uditiva sia inferiore a quello richiesto per appartenere alla categoria di sordi civili

Nota
E' opportuno sottolineare che negli accertamenti per invalidità civile si distinguono tre diverse categorie: invalidi civili, ciechi civile e sordi civili, per ognuna delle quali i benefici economici sono diversi, anche se la modalità di accertamento è la stessa.

Cumulo delle prestazioni pensionistiche - Regime previgente - Regime attuale
La pensione di invalidità, come tutte le altre prestazioni pensionistiche previste per gli invalidi civili, era incompatibile con le pensioni dirette concesse a seguito di invalidità contratta per causa di guerra, di lavoro (INAIL) o di servizio, nonché con gli altri trattamenti pensionistici diretti erogati a titolo di invalidità (art. 3, Legge 407/90)

Il divieto di cumulo è stato abrogato dall'art. 12 della Legge del 30 dicembre 1991, n. 412, ma limitatamente agli invalidi civili totali, ai ciechi civili e ai sordi civili, i quali quindi possono cumulare la pensione conseguita per invalidità civile con gli altri trattamenti pensionistici sopra specificati.


Riferimenti normativi
  • Legge 30 marzo 1971, n. 118: "Conversione in legge del D.L. 30 gennaio 1971, n. 5 e nuove norme in favore dei mutilati ed invalidi civili" (G.U. 2 aprile 1971, n. 82)
     
  • Legge 29 dicembre 1990, n. 407: Disposizioni diverse per l'attuazione della manovra di finanza pubblica 1991-1993 (G.U. del 31 dicembre 1990, n. 303) 
     
  • Legge 30 dicembre 1991, n. 412: Disposizioni in materia di finanza pubblica (G.U. del 31 dicembre 1991, n. 305)



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di Gabriela Maucci

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