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Eutanasia, la regione Marche frena: su Mario decide il Tribunale di Ancona

Il Comitato Etico ha sollevato dubbi sulle modalità e sulla metodica del farmaco letale che il tetraplegico marchigiano, immobilizzato da 10 anni, ha chiesto per porre fine alle sue sofferenze

24 novembre 2021

ANCONA - "Sarà il Tribunale di Ancona a decidere se il paziente tetraplegico di 43 anni potrà avere diritto al suicidio medicalmente assistito. Il Comitato Etico da parte sua ha sollevato dubbi sulle modalità e sulla metodica del farmaco che il soggetto avrebbe chiesto (il tiopentone sodico nella quantità di 20 grammi, senza specificare come dovesse essere somministrato ndr)". Lo chiarisce la Regione Marche in una nota diffusa oggi sul caso di "Mario", nome di fantasia per indicare il paziente marchigiano tetraplegico, immobilizzato da 10 anni, che ha chiesto all'Asur di verificare le sue condizioni di salute per poter accedere legalmente in Italia ad un farmaco letale, per porre fine alle sue sofferenze e che ha ottenuto ieri il via libera del Comitato etico. La vicenda risale al 15 giugno scorso quando il Tribunale di Ancona ha ordinato all'Asur Marche di provvedere, previa acquisizione del relativo parere del Comitato etico territorialmente competente, ad accertare se la patologia fosse irreversibile, se fosse in grado di intendere e volere e se il farmaco fosse appropriato a garantirgli una morte senza sofferenza.

"La direzione dell'Area Vasta 2 ha attivato quindi la procedura di richiesta di parere al Comitato etico scientifico Regione Marche- continua la nota- Comitato che ha chiesto all'Area Vasta 2 di istituire una equipe multidisciplinare per visitare il 43enne, verificare la situazione domiciliare allo scopo di ricercare una relazione di cura, di potenziare l'offerta di cure palliative, di ottimizzare la terapia del dolore al fine di ridurre una sofferenza ritenuta insopportabile e contemporaneamente di valutare le condizioni richieste dal Tribunale".

La equipe era composta da: un medico palliativista, un neurologo esperto della patologia dalla quale è affetto il paziente, uno psichiatra, uno psicologo, un medico specialista nel trattamento dei sostegni vitali ai quali il paziente è sottoposto ed un infermiere esperto nelle cure domiciliari integrate. "Il Comitato etico ha rilevato che l'interessato ha piena capacità di intendere e volere- conclude la nota- Non motiva quali siano i presupposti per i quali è stato richiesto il dosaggio indicato di 20 grammi (quantità non supportata da letteratura scientifica) non spiega se e con quali modalità si debba procedere tecnicamente alla somministrazione e se, in via preventiva, per conculcare lo stato d'ansia derivante dall'operazione, si voglia avvalere di ansiolitici, non risulta chiaro se debba essere utilizzato solo il farmaco indicato dal paziente, nell'ipotesi in cui non si riesca a portare a compimento la procedura di suicidio medicalmente assistito". Il Comitato etico ha inoltre ritenuto "di non essere di sua competenza l'eventuale individuazione di altre modalità".

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