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Dalle politiche familiari alla disabilità: il sociale nel Pnrr

L’analisi di Franco Pesaresi su Welforum.it. Family act, il "codice" per la disabilità e la riforma degli interventi per gli anziani non autosufficienti: tre grandi aree strategiche che rappresentano "una piattaforma riformatrice di straordinaria importanza". Il nodo risorse

22 luglio 2021

ROMA - Politiche familiari, legge quadro per la disabilità e riforma degli interventi per gli anziani non autosufficienti: tre “grandi aree strategiche” del settore sociale, contemplate nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, all’interno della Missione 5 “inclusione e coesione” e Missione 6 “salute”, che secondo Franco Pesaresi, direttore generale dell’Azienda servizi alla persona «Ambito 9» di Jesi (AN), rappresentano “una piattaforma riformatrice di straordinaria importanza”. La sua analisi del settore sociale nel Piano è stato pubblicata sulle pagine di Welforum.it e apre un'ampie riflessione su investimenti e aree di intervento sociale, in riferimento alle "Missioni" previste.

Family act

Il Pnrr prevede l’approvazione del disegno di legge, attualmente all’esame della Commissione affari sociali della Camera (A.C. n. 2561), recante “Deleghe al Governo per il sostegno e la valorizzazione della famiglia”, che contiene misure per il sostegno alle famiglie con figli, per la promozione della partecipazione al lavoro delle donne, per il sostegno ai giovani. “Si tratta – sottolinea Pesaresi - del primo progetto organico di riforma delle politiche per la famiglia, che fa leva su un potenziamento del sistema del welfare, tramite l’introduzione dell’assegno unico e universale (avviato a partire dall’1/7/2021 e che andrà a regime dall’1/1/2022), la revisione dei congedi parentali e il sostegno ai percorsi educativi dei figli, la sicurezza lavorativa, attraverso le misure di sostegno al lavoro femminile e una revisione moderna dei meccanismi che consentono una conciliazione dei tempi di lavoro e di cura dei figli a carico di entrambi i genitori”. Il Piano introduce delle detrazioni fiscali per le spese sostenute per acquistare libri universitari per i figli maggiorenni a carico e agevolazioni fiscali per le spese sostenute dalle famiglie relativamente a contratti di locazione di abitazioni per i figli maggiorenni iscritti a corsi universitari. Inoltre, viene prevista l’introduzione di agevolazioni fiscali per la locazione dell’abitazione principale per le giovani coppie composte da soggetti aventi ambedue età non superiore a trentacinque anni alla data di presentazione della domanda.

Legge quadro sulla disabilità

La riforma è finalizzata all’adozione di un “Codice” sulla disabilità, pensato per “ridisegnare la tutela della disabilità nei diversi ambiti e, allo stesso tempo, prevedere processi più efficienti di erogazione degli interventi e dei servizi”. Rafforzamento e qualificazione dell’offerta dei servizi sociali da parte degli Ambiti territoriali; semplificazione dell’accesso ai servizi sanitari e sociali; revisione delle procedure per l’accertamento delle disabilità;  promozione dei progetti di vita indipendente; promozione delle unità di valutazione multidimensionale sui territori, in grado di definire progetti individuali e personalizzati anche attraverso l’implementazione territoriale dei Punti Unici di Accesso per le persone con Disabilità (PUA) quali strumenti per la valutazione multidimensionale: questi i 4 obiettivi della riforma. “La legge quadro non verrà finanziata dal Pnrr ma è già finanziata dalle risorse del nuovo Fondo disabilità e non autosufficienza creato con la legge di bilancio 2020 che prevede complessivamente 800 milioni per il triennio 2021-2023. - spiega Pesaresi - Non si riesce a comprendere come questo fondo, con i suoi 800 milioni, potrà finanziare una legge i cui decreti legislativi attuativi saranno approvati entro il 2024 e cioè successivamente alla vigenza di tali finanziamenti”.

Riforma della non autosufficienza

La terza riforma viene proposta nella Missione 6 "Salute", ma in realtà è a cavallo fra le competenze sanitarie e sociali. "Si tratta della riforma volta ad introdurre un sistema organico di interventi in favore degli anziani non autosufficienti. - spiega - Il provvedimento è finalizzato anche alla formale individuazione di livelli essenziali delle prestazioni per gli anziani non autosufficienti". L'approvazione della legge delega è prevista entro marzo 2023 e decreti legislativi entro giugno 2024.
I principi fondamentali della riforma sono quelli della semplificazione dell’accesso mediante punti unici di accesso sociosanitario, dell’individuazione di modalità di riconoscimento della non autosufficienza basate sul bisogno assistenziale, di un assessment multidimensionale, della definizione di un progetto individualizzato che individui e finanzi i sostegni necessari in maniera integrata, favorendo la permanenza a domicilio, nell’ottica della deistituzionalizzazione. Agli stessi fini, saranno potenziate le infrastrutture tecnologiche del sistema informativo della non autosufficienza.

"Il Pnrr non prevede finanziamenti diretti ed espliciti a supporto delle tre leggi di riforma, - avverte Pesaresi - ma non vi è dubbio che le azioni contemplate nel Piano siano spesso complementari o di supporto all’attuazione delle leggi strategiche di settore, che appaiono comunque di grande interesse per le grandi potenzialità di innovazione e completamento del sistema di welfare italiano".

Risorse (complessive) per il sociale 

Investimenti per contrastare il digital divide, rimozione delle barriere fisiche e cognitive in musei, biblioteche e archivi, il piano per asili nido e e servizi di educazione prima infanzia, interventi per i senza dimora, accessibilità per le persone disabili, rigenerazione urbana, lotta alla povertà educativa. Tanti gli ambiti di intervento previsti dal Pnrr in diverse Missioni. Secondo l'elaborazione di Welforum.it i finanziamenti complessivi del Pnrr per il settore sociale, distribuiti in tre diverse “missioni”, ammontano a 11.725 milioni. "Occorre però tener conto che non tutte le risorse indicate saranno totalmente destinate al settore sociale - spiega Pesaresi - dato che i progetti di rigenerazione urbana, gli interventi per le aree interne e quelli di valorizzazione dei beni confiscati alle mafie per complessivi 4.325 milioni possono essere dedicati anche ad altri settori, per cui le risorse complessive per il settore sociale, a consuntivo, saranno inferiori a quelle quantificate".

A queste risorse si dovrebbero aggiungere quelle del REACT-EU (Pacchetto di Assistenza alla Ripresa per la Coesione e i Territori d’Europa) per ulteriori per 380 milioni  a livello nazionale, da gestire attraverso i Piani Operativi Nazionali (PON).

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