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Disabilità, segregazione e violenza: Fish incontra il garante Palma

La federazione ha chiesto l'incontro dopo gli ultimi episodi, tra cui l'arresto di tre operatori di un centro residenziale per persone spastiche di Brancaccio per maltrattamenti verso i pazienti assistiti. “Basta segregazione: bisogna promuovere la deistituzionalizzazione e garantire il rispetto dei diritti”

30 aprile 2021

ROMA - “Diciamo basta alla segregazione, in linea con le battaglie condotte con insistenza negli ultimi anni dalla nostra federazione, poste a garanzia della dignità e della vita piena e indipendente delle persone con disabilità”: è quanto dichiara e ribadisce Vincenzo Falabella, presidente Fish, dopo l'incontro con Mauro Palma, Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale. Un incontro voluto dalla federazione, dopo i ripetuti episodi di violenza nei confronti delle persone con disabilità, riportati dalle cronache nelle ultime settimane: l'ultimo qualche giorno fa a Roma, dove una bambina di 12 anni è stata aggredita da venti compagni di scuola. “Da Palermo a Milano è una escalation di terrore”, riferisce Falabella. L’ultimo episodio denunciato è avvenuto qualche giorno fa a Palermo, dove tre operatori del centro residenziale per soggetti spastici Ben Haukal di Brancaccio, sono tutti accusati di “reiterate condotte di maltrattamenti in danno dei pazienti assistiti”.

Nell'incontro con Palma, lunedì scorso, “abbiamo posto all’attenzione dell’autorità di garanzia il tema della segregazione, riferendoci, in particolare, a quanto è accaduto nei primi mesi della pandemia nelle Rsa e nelle Rsd, ma non soltanto. Siamo andati ben oltre – riferisce Falabella - Ciò di cui abbiamo discusso, proseguendo in tal modo la collaborazione della federazione con il Garante, è di come assicurare la dignità e l’integrità fisica e morale delle persone con disabilità, nelle strutture e nella società tutta. Occorre che la politica si assuma le adeguate responsabilità – continua Falabella - costruendo un dettato legislativo che sia in linea con la Legge Basaglia, ma che possa andare oltre quelle previsioni normative che sono state concepite ormai quarant’anni fa, in un preciso momento storico. I tempi sono cambiati – conclude - nel senso che oggi bisognerebbe considerare la variante dello strapotere dei social network nel contrastare adeguatamente questi comportamenti”.

Prosegue, dunque, anche se nella diversità delle funzioni svolte, la sintonia tra la Fish e il Garante per la privazione delle libertà: nella volontà di monitorare il variegato mondo delle strutture per persone vulnerabili, nella necessità di promuovere la deistituzionalizzazione delle strutture segreganti, nell’urgenza di garantire il rispetto dei diritti umani per tutte le persone con disabilità.

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