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Disabilità, Fish e Fand portano a Palazzo Chigi le loro 18 proposte

I rappresentanti delle federazioni sono stati ricevuti dal premier Conte e dai ministri Azzolina e Manfredi, in occasione della Giornata internazionale della disabilità. Consegnato il documento con le proposte: 7 generali, 11 a breve termine. Dalla scuola al lavoro, dal fondo non autosufficienza ai Lea

4 dicembre 2020

ROMA - “Le politiche future per la disabilità: un nuovo welfare per non lasciare indietro nessuno”: + questo il titolo del documento in 18 punti che ieri i presidenti di Fish e Fand, Vincenzo Falabella e Nazaro Pagano, hanno portato a Palazzo Chigi, dove a riceverli, in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità, c'erano il premier Conte e i ministri Azzolina e Manfredi. Obiettivo generale è il ripensamento necessario del welfare, che si è rivelato “inadatto a dare risposte flessibili alle persone con disabilità, visto che esso per anni è stato basato su servizi standardizzati non idonei nel fornire risposte personalizzate alle persone ed ai lori bisogni differenti, in base ai loro specifici contesti di vita e al loro progetto di autonomia ed indipendenza”, si legge nel documento.

La quattro priorità

Quanto gli interventi prioritari: “lotta alla segregazione e supporto alla domiciliarità”; “supporto ai caregiver familiari affinché possano operare all’interno di un sistema integrato di interventi e servizi di sostegno”; “necessità di ripensare la costruzione degli interventi, in un’ottica di percorsi di vita indipendente”; “definizione di piani nazionali per avviare processi di de-istituzionalizzazione e di contrasto ad ogni forma di segregazione con sostegni alla vita autonoma, indipendente e alla domiciliarità”. Si rendono necessari dunque, “la definizione e l’adozione dei Livelli essenziali di prestazioni sociali, anche tramite la ricomposizione complessiva della spesa occorrente in capo ad un capiente Fondo nazionale”; “la definizione di percorsi di concreta inclusione nel mondo del lavoro”, “la garanzia del pieno godimento del diritto ai percorsi di inclusione scolastica” e “il sostegno anche ai servizi semiresidenziali e residenziali, che rischia ormai in pochissimi mesi di crollare e di lasciare centinaia di migliaia di persone con disabilità, soprattutto grave e non autosufficiente, prive di protezione”. E' intorno a questi nodi che si articolano le proposte, sia generali che a breve termine, portate dalle federazioni a Palazzo Chigi.

Le 7 proposte “generali”

Partecipazione. “In ottica di mainstreaming, le federazioni ritengono prioritario rafforzare il ruolo e le competenze dell’Osservatorio Nazionale sulla condizione di vita delle persone con disabilità – istituito dalla legge 18/2009 – e del suo Comitato Tecnico Scientifico, anche ipotizzando che sia il luogo futuro di confronto e di discussione del Codice sulla disabilità”.

Consultazione. Le federazioni sollecitano “l'istituzione di un organo permanente che consulti in modo efficace e significativo le persone con disabilità attraverso le loro organizzazioni, nella realizzazione di tutte le leggi, le politiche e i programmi” e che “con apposita delega alle due principali federazioni nazionali e con apposita attribuzione di risorse per il suo costante funzionamento, convocato dal governo esprima posizioni e contributi in modo trasversale ad ogni area di intervento possa determinare effetti sulla condizione di vita delle Persone con disabilità e dei loro familiari”.

Riforma del welfare. Questo, attualmente basato “principalmente sul sistema di protezione, deve essere profondamente modificato in favore di un nuovo modello basato sui diritti umani, civili e sociali”.

Definizione. “Introduzione della definizione normativa di disabilità e superamento di tutte le certificazioni e definizioni parziali”.

Integrazione. “Costruzione di supporti e sostegni nei percorsi di vita delle persone con disabilità, ricomponendo gli interventi settoriali. Integrazione socio-sanitaria e costruzione di un budget di salute e di progetto”

Lep. “Costruzione dei livelli essenziali degli interventi e delle prestazioni sociali per le persone con disabilità e non autosufficienti”

Lea. “Revisione dei Lea sanitari, assistenza socio-sanitaria, integrazione sociale e sanitaria, ricerca e salute come ecosistema integrato”.

Le 11 proposte “specifiche a breve termine”

Accanto alle proposte generali, Fish e Fand avanzano proposte specifiche, che richiedono un tempestivo e circoscritto intervento. Nell'ordine: incremento del Fondo non autosufficienza fino a 1 miliardi di euro; incremento del Fondo caregiver, che “potrà per il momento aggirarsi a circa 100 milioni di euro (+ 75 milioni di euro); Fondo per la vita indipendente, stabile e separato da quello del Fondo non autosufficienza, “almeno pari a 100 milioni di euro”; ricollocamento delle risorse del Fondo per il Dopo di noi, visto che “l’articolo 9 della Legge n. 112/16 aveva previsto una copertura delle minori entrate per la fruizione di agevolazioni fiscali e tributarie per 51,958 milioni per l’anno 2017 e però, in base a quanto dichiarato nella seconda Relazione al Parlamento sull’attuazione della Legge, in tale anno sono state fruite agevolazioni solo per 946.000 euro, con 51,012 milioni che vanno riallocati sul Fondo, dandogli per l’anno 2021 una dotazione di 127,112 milioni di euro”; incremento del Fondo politiche sociali, che “occorre potenziare prevedendo uno specifico capitolo di spesa aggiuntivo per un importo pari ad almeno 200 milioni di euro da destinare al sostegno ai servizi semiresidenziali, domiciliari e residenziali (+ 300 milioni di euro)”.

Particolare attenzione deve essere poi riservata, soprattutto in questo momento, all'accesso alle cure e alla salute: “Deve essere garantito il pieno accesso alle cure e alla salute in condizione di sicurezza ed agibilità anche rispetto alle diverse disabilità, a partire dai futuri vaccini che dovranno essere garantiti per tutte le persone con disabilità e non solo per coloro in stato di ricovero”.

Per quanto riguarda l'inclusione scolastica, è “urgente attuazione al Dlgs n. 66/2017 costruendo il nuovo profilo di funzionamento, quale analisi del funzionamento di un dato alunno all’interno del contesto scolastico, e il nuovo modello di Pei che consideri come lavorare sui contesti e come individuare chiari obiettivi di apprendimento e di sviluppo educativo dell’alunno con specifici indicatori di esito, che permettano sia il monitoraggio costante nel corso dell’anno scolastico sia la valutazione finale circa l’andamento del raggiungimento degli obiettivi stessi”.

Viene poi sollecitata “l'approvazione e conclusione del Codice per la disabilità”, così come “la definizione di percorsi di concreta inclusione nel mondo del lavoro completando le riforme e interventi previsti dal Programma Governativo per l’attuazione dei diritti delle persone con disabilità e prorogando, consolidando e strutturando gli istituti, le misure e le soluzioni sperimentate durante il periodo emergenziale atte a garantire l’effettività nell’accesso e mantenimento dell’occupazione”, tra cui l'emanazione delle Linee guida.

Ultimi due punti del documento, sui cui le federazioni sollecitano il governo a intervenire, sono la tutela della parità di genere e il diritto all'accessibilità e alla mobilità, anche attraverso “l’erogazione della European Disability Card quale strumento di riconoscimento della persona e dell’invalidità per l’accesso a servizi gratuiti o a costo ridotto in materia di trasporti, cultura e tempo libero sul territorio nazionale in regime di reciprocità con gli altri Paesi della Ue”.

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