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Giornata infanzia e disabilità, verso il manifesto contro la discriminazione nel gioco

Fish presenta la bozza del documento, che ha l'obiettivo di garantire a tutti i bambini le stesse opportunità di sviluppo attraverso l'esperienza ludica. Speziale (Anffas): “Sottrarre possibilità ai bambini con disabilità è criminale”. Borghetto (L'abilità onlus) lancia l'hashtag “#nonhobisognosolodiparchi”

20 novembre 2020

ROMA - “Sottrarre opportunità di sviluppo ai bambini con disabilità è criminale”: lo ha detto forte e chiaro Roberto Speziale, presidente nazionale di Anffas e vicepresidente di Fish, intervenendo ieri mattina al seminario, promosso dalla stessa Fish, “Bambine e bambini con disabilità: combattere la discriminazione nel gioco, un manifesto per agire subito”. Un appuntamento particolarmente significativo, alla vigilia della Giornata internazionale per i diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, seconda tappa di un ciclo di eventi online proposti dalla Federazione nell’ambito del progetto “Disabilità: la discriminazione non si somma, si moltiplica. Azioni e strumenti innovativi per riconoscere e contrastare le discriminazioni multiple”, finanziato dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Obiettivo: lanciare un manifesto d’azione per combattere la discriminazione nei confronti dei bambini e delle bambine con disabilità. Un manifesto che parte dalla pratica naturale e tipica fra i più piccoli, ma che spesso viene compressa da pregiudizio, prassi e discriminazioni: il gioco. Il “Manifesto contro la discriminazione nel gioco per le bambine e i bambini con disabilità”, in lavorazione, ha quindi lo scopo di indicare azioni concrete che le istituzioni e soprattutto il terzo settore e l'associazionismo devono mettere in campo per garantire che a tutti i bambini siano offerte le stesse opportunità di sviluppo attraverso la fondamentale esperienza ludica. E contrastare, in questo modo, la multidisciminazione di cui i bambini con disabilità sono vittime quando il contesto inaccessibile si associa, come fattore discriminante, alle limitazioni dovute alla disabilità.

Lo ha chiarito Vincenzo Falabella, presidente della Fish: “La multidiscriminazione si ha quando all'essere bambini con disabilità si associano ulteriori fattori di rischio: un questo caso, l'ambiente sociale. Le due discriminazioni non si sommano – ha precisato - ma si moltiplicano e hanno un impatto devastante su bambini. Pensiamo all'esclusione dal momento ludico ricreativo: questa esperienza dolorosa lascia nel bambino una ferita difficile da rimarginare. Per questo, abbiamo pensato di elaborare un manifesto, che in questo momento è in lavorazione. La pandemia – ha aggiunto - ha evidenziato le criticità del sistema di welfare, che avrebbe dovuto proteggere chi era più vulnerabile ma si è rivelato a sua volta fragile: ne hanno pagato le conseguenze i cittadini e in modo particolare quelli con disabilità. L'auspicio è che il manifesto possa essere trampolino di lancio e sollecitazione per il raggiungimento di obiettivi nel costruire percorsi, che abbiano una ricaduta positiva sulle vite dei nostri bambini”, ha concluso Falabella.

Roberto Speziale ha innanzitutto messo in luce due assunti, dai quali l'iniziativa e il manifesto traggono ragion d'essere: “i bambini con disabilità ancora oggi sono discriminati e particolarmente in uno degli aspetti più importanti per il loro processo di sviluppo: il gioco, che è condizione essenziale per lo sviluppo armonico. Se questo è vero, ecco il secondo assunto: la nostra società non è inclusiva. Lo vediamo drammaticamente nell'emergenza sanitaria, dove proprio i bambini con disabilità sono tra le vittime principali. Pensiamo alla frattura nel contesto scolastico. Perché questo avviene? - ha domandato Speziale - Perché abbiamo un modello fortemente basato su quello medico e assistenziale, non biopsicosociale. Rendere il contesto inclusivo significa allora garantire a tutti pari opportunità e trattamenti. Il problema si sposta quindi sui sostegni che dobbiamo assicurare ad ognuno in relazione al proprio contesto personale familiare e sociale. La strada da percorrere è quindi quella del progetto personalizzato – ha affermato ancora Speziale - Sottrarre opportunità e possibilità di sviluppo a un bambino è criminale. Dobbiamo essere noi per primi attivatori, perché la società diventi inclusiva. E cominciare dai bambini è certamente una buona scelta”, ha concluso.

Laura Boghetto, presidente dell'associazione L’abilità onlus, coordinatrice della comunità di pratiche sui minori con disabilità nell’ambito del progetto Fish, ha raccontato due storie di discriminazione. La prima è quella di Francesco, un bambino con disabilità che rischiava di avere, nel suo paese, un parco a lui inaccessibile e che solo grazie alla battaglia dei genitori può giocare insieme agli altri. “La sentenza che i genitori hanno ottenuto ha dichiarato discriminatorio il comportamento del Comune. Il nostro manifesto vuole essere atto di denuncia anche per Francesco”, ha detto Borghetto. La seconda storia è quella di Sofia, denunciata da Aipd a luglio e raccontata anche su queste pagine: Sofia che ama le giostre ma a cui si voleva impedire di salire sulle montagne russe e che “urla la sua rabbia contro la discriminazione che ha sentito su di sé – ha detto Borghetto, mostrando il video della ragazza – Sono due storie significative di come i bambini con disabilità siano ancora discriminati nel loro accesso al gioco – ha precisato Borghetto -Voglio però anche lanciare una sorta di hashtag, “#nonhobisognosolodiparchi”, perché non possiamo pensare che basti costruire parchi accessibili per combattere la discriminazione. C'è molto lavoro da fare, in tante direzioni, con le idee e le risorse adeguate, a partire dalle nostre realtà associative. Il manifesto intende proprio indicare la strada da seguire e suggerire le diverse possibili azioni da compiere”, ha concluso.

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