SuperAbile






In Normativa e Diritti

Notizie


Cannabis, Associazione Coscioni: Mattarella garantisca il diritto alla cura

L'associazione sul caso di Walter De Benedetto, uomo colpito da anni da artrite reumatoide. "Nonostante la regolare prescrizione, lo stato non garantisce la terapia. Nel tentativo di evitare il dolore viene indagato per coltivazione di cannabis"

22 ottobre 2020

ROMA - "Il paziente senza terapia si appella al presidente Mattarella perché sia garantito il diritto alla cura. Parlamentari e mondo della cultura a sostegno: nonostante la regolare prescrizione, lo stato non garantisce la terapia. Nel tentativo di evitare il dolore viene indagato per coltivazione di cannabis". C’è anche l'Associazione Luca Coscioni, realtà attiva a livello internazionale a tutela del diritto alla Scienza e al Salute, al fianco di Walter De Benedetto, affetto da anni da artrite reumatoide.

"Il paziente- si legge nella nota della Coscioni- nel corso di una conferenza stampa organizzata stamane alla Camera da Meglio Legale, ha lanciato un video appello al Presidente della Repubblica chiedendo che sia rispettato il diritto alle cure riconosciuto dalla Costituzione. Nonostante la regolare prescrizione di cannabis terapeutica, che gli permetterebbe di migliorare la qualità della vita, De Benedetto è stato costretto - come spesso accade per molti pazienti - a sopperire alle lacune pubbliche con l'auto-produzione dal momento che non riusciva a ottenere la quantità di cannabis riportata dalla prescrizione. Una scelta, quella di coltivare cannabis nel proprio giardino, che lo ha portato a essere indagato per coltivazione di sostanza stupefacente in concorso. Marco Perduca, che coordina Legalizziamo.it per l'Associazione Luca Coscioni ricorda come "Walter prosegua la militanza di chi come Luca Coscioni dal corpo dei malati lanciano richieste di riforme alla politica. Prima di scrivere a Mattarella Walter aveva scritto a Parlamento e Governo incontrando il Presidente della Camera il 23 ottobre 2019 per perorare la causa della legalizzazione della cannabis. Da allora le uniche mosse sulla pianta sono stati passi indietro".

In conclusione Perduca ha annunciato che "per il 23 ottobre decine di persone inizieranno un digiuno a staffetta di dialogo con le istituzioni "Per chiedere al Governo se quanto fatto da Di Benedetto è da ritenersi piccolo spaccio e quindi da perseguire duramente come auspicato dalla Ministra Lamorgese; per chiedere che fine ha fatto la Relazione al Parlamento sulle droghe e come l'Italia intende agire all'ONU per adottare la raccomandazione dell'OMS per ridurre le restrizioni sulla cannabis".

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati