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Anziani, i sindacati: il Veneto li protegga, no a una nuova conta dei mortiSpi Cgil, Fnp-Cisl e

Anziani, i sindacati: il Veneto li protegga, no a una nuova conta dei mortiSpi Cgil, Fnp-Cisl e Uilpensionati-Uil) tornano a lanciare l'allarme sulle case di riposo: "Va rafforzata subito la presenza di personale sanitario e assistenziale"

20 ottobre 2020

BOLOGNA - "La Regione non può più perdere tempo con annunci e promesse vane sulle case di riposo. Questo è il momento di agire, è finito il tempo degli spot. Va rafforzata subito la presenza di personale sanitario e assistenziale affinché gli ospiti siano seguiti al meglio, e affinché questi anziani non si ritrovino di nuovo chiusi senza l'affetto dei familiari all'interno delle strutture in questi momenti di rinnovata emergenza epidemiologica". E soprattutto, guai ad arrivare ad una nuova conta di decessi per via del Covid. I sindacati dei pensionati del Veneto (Spi Cgil, Fnp-Cisl e Uilpensionati-Uil) tornano a lanciare l'allarme sulle case di riposo per non rivedere ciò che è successo nei primi mesi di diffusione del virus, "quando più di 800 ospiti sono deceduti in totale solitudine". Un allarme dovuto al fatto che la Regione annuncia interventi, "ma non è trasparente sulla loro attuazione". Ad esempio: i test rapidi per i visitatori nelle case di riposo dovevano partire il 12 ottobre, ma "questa procedura non è ancora operativa in tutte le strutture", però "intanto è servita al presidente Zaia ad avere i soliti titoli a caratteri cubitali sui giornali. Non è più il momento della propaganda, la campagna elettorale è finita", dicono Fabio Osti (Uilpensionati), Elena Di Gregorio (Spi), Vanna Giantin (Fnp).

Ai sindacati risultato anche Rsa che ancora non attrezzate per la seconda ondata: "Strutture che non garantiscono i percorsi di isolamento per prevenire la diffusione del virus, che non hanno dispositivi di sicurezza in quantità sufficiente, che non si sono organizzate per consentire le visite dei famigliari", ma "se a febbraio eravamo impreparati, ora non ci sono più alibi e la Regione ha la responsabilità di quanto avviene nelle strutture per anziani".

Per Spi, Fnp e Uilpensionati, infine, la comunicazione tra ospiti e familiari "deve essere una priorità, anche utilizzando supporti tecnologici, perché le relazioni affettive sono indispensabili per l'esistenza delle persone anziane e dei loro familiari". In definitiva per i sindacati dei pensionati del Veneto, "non c’è più tempo da perdere: non possiamo permettere una nuova ecatombe. Infatti, nel trimestre marzo-aprile-maggio 2020, sono aumentati del 23% le morti di anziani veneti ultrasettantacinquenni rispetto allo stesso periodo del 2019. Un vero e proprio dramma che non possiamo dimenticare". Dunque, la Regione "intervenga subito in modo urgente, strutturato e soprattutto trasparente", concludono i sindacati, "non vogliamo ritrovarci ancora una volta a contare i morti fra i nostri anziani. Palazzo Balbi ci ascolti prima che sia troppo tardi”.

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