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Piano nazionale di ripresa e resilienza, le persone con disabilità chiedono la parola

Le proposte di Fish e Fand per il documento che il Consiglio dei ministri presenterà alla Commissione europea: tra queste, il “vincolo del rispetto dell’accessibilità e fruibilità” di edifici e servizi, l'aumento dei fondi per la vita indipendente e la legge sui caregiver

15 ottobre 2020

ROMA – Accessibilità e fruibilità, vita indipendente e budget di salute, livelli essenziali delle prestazioni sociali e codice della disabilità, legge sul caregiver e riforma del servizio sanitario: sono queste alcune delle proposte contenute e illustrate nel documento che Fish e Fand hanno consegnato al Consiglio dei ministri nell'elaborazione del “Piano nazionale di ripresa e resilienza”, che il governo dovrà presentare alla Commissione europea. “La pandemia riguarda tutti, riguarda i singoli Paesi, ma anche l’Unione e il mondo – spiegano Fish e Fand - In queste settimane il governo sta predisponendo, con la velocità e la determinazione che il momento impone, la doverosa programmazione preliminare per l’accesso ai sostegni dell’Unione ma anche occasione di profonde riforme del Paese. È il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che la Presidenza del Consiglio dei Ministri sta elaborando prima di presentarlo alla Commissione Europea”. Le federazioni hanno dunque raccolto in un documento “proposte concrete ed operative – ora sul tavolo del premier Conte – per integrare quel Piano prima che sia presentato: esso deve includere i diritti delle persone con disabilità – spiegano - applicando la Convenzione Onu sui Diritti delle persone con disabilità. I principi su cui basare le azioni devono coniugare le politiche, proprio per affrontare le criticità emerse nel periodo più acuto del Covid-19 e costruire una modalità migliore di tutelare i diritti delle persone con disabilità e dei loro familiari”.

Il documento “tiene conto di quanto è accaduto alle persone con disabilità durante il lockdown e di quanto sta ancora accadendo in delicati ambiti quali la scuola, il lavoro, l’inclusione delle società, ma dall’altro pone e richiama importanti sottolineature. Oggi è il momento migliore per attuare programmi e indicazioni già esistenti e consolidati (dal Programma d’azione biennale sui diritti delle persone con disabilità agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite), inserendo in maniera trasversale le persone con disabilità nei temi dell’educazione inclusiva, dell’economia, delle diseguaglianze, dell’accessibilità delle città, delle azioni sistemiche e del monitoraggio, della costruzione di società. Ma è anche il momento per incidere su carenze consolidate e nuove esigenze di riforma, ad iniziare dalla profonda revisione (e finanziamento) dei Livelli essenziali dell’assistenza e dei Livelli essenziali delle prestazioni sociali”.

Nel documento, Fish e Fand indicano, illustrano e declinano “gli obiettivi e le modalità per rendere ancora più condivisibile, equo ed efficace il Piano nazionale di ripresa e resilienza. Solo una convinta volontà politica potrà realizzare queste inequivocabili aspettative”. Tra gli interventi proposti, la “riforma del sistema di valutazione della condizione di disabilità, incentrandolo sul funzionamento della persona e sull’interazione con fattori ambientali, e sociali”, la “standardizzazione dei criteri e delle modalità di costruzione del Progetto di vita individuale e personalizzato”, la “revisione del sistema pensionistico e delle indennità”, la “riforma dei sistemi di interdizione e dell’amministratore di sostegno”. Tra le altre proposte, quelle relative ad accessibilità e fruibilità, vita indipendente e budget di salute, livelli essenziali delle prestazioni sociali e codice della disabilità, legge sul caregiver e riforma del servizio sanitario. Qui il documento integrale.

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