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Pensione invalidità, ecco la circolare su “incremento al milione”

L'Inps fornisce chiarimenti e indicazioni in merito all’attuazione della sentenza della Corte costituzionale n. 152, che estende l'aumento, finora riservato agli over 60, a tutti i maggiorenni invalidi civili totali, titolari di pensione di inabilità

24 settembre 2020

ROMA – La Corte Costituzionale l'ha deciso, il governo ne ha preso atto con un decreto e ora l'Inps lo recepisce e lo traduce in pratica, fornendo tutte le indicazioni sulle procedure. L'Istituto ha infatti pubblicato ieri la circolare n. 107/2020, che ha per oggetto il “riconoscimento dell'incremento al milione dal compimento del diciottesimo anno di età nei confronti dei soggetti invalidi civili totali, sordi o ciechi civili assoluti titolari di pensione o che siano titolari di pensione di inabilità di cui all’articolo 2 della legge 12 giugno 1984, n. 222”.

La storia dell'incremento

Nella prima parte, l'Inps ricorda la genesi di questa misura, attesa e invocata da tempo dall'associazionismo delle persone con disabilità: “La sentenza della Corte Costituzionale n. 152 del 23 giugno 2020 ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’articolo 38, comma 4, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, nella parte in cui, con riferimento agli invalidi civili totali, dispone che l’incremento sia concesso 'ai soggetti di età pari o superiore a sessanta anni”e non anche “ai soggetti di età superiore a diciotto anni'. La citata norma – ricorda Inps - riconosceva un incremento del trattamento pensionistico fino a 516,46 euro al mese per tredici mensilità (c.d. “incremento al milione”) ai titolari di pensione di inabilità (invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi) o di pensione di inabilità di cui alla legge n. 222/1984, non prima del compimento del sessantesimo anno di età. Secondo la Corte Costituzionale il requisito anagrafico di sessanta anni è irragionevole e discriminatorio perché il soggetto totalmente invalido, pur se di età inferiore ai sessanta anni, si trova in una situazione che non è certo meritevole di minor tutela rispetto a quella in cui si troverebbe al compimento del sessantesimo anno di età”.

Il decreto “agostano” sulle “Misure urgenti per il sostegno e il rilancio dell’economia” ha preso atto della sentenza, prevedendo all'articolo 15 che “con effetto dal 20 luglio 2020 all'articolo 38, comma 4, della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e successive modificazioni, le parole 'di età pari o superiore a sessanta anni' sono sostituite dalle seguenti: 'di età superiore a diciotto anni'.

I requisiti

La circolare indica poi i requisiti reddituali necessari per beneficiare dell'incremento: “Requisiti reddituali: mentre “il beneficiario non coniugato deve possedere redditi propri non superiori a 8.469,63euro (pari all’importo massimo moltiplicato per tredici mensilità)”, nel caso in cui il beneficiario sia coniugato, “deve possedere redditi propri di importo non superiore a 8.469,63 euro” e “redditi cumulati con quello del coniuge di importo annuo non superiore a 14.447,42 euro”. Precisa l'Inps che “ai fini della valutazione del requisito reddituale concorrono i redditi di qualsiasi natura, ossia i redditi assoggettabili ad Irpef, sia a tassazione corrente che a tassazione separata, i redditi tassati alla fonte, i redditi esenti da Irpef, sia del titolare che del coniuge”. Al contrario, “non concorrono al calcolo i seguenti redditi: il reddito della casa di abitazione, le pensioni di guerra, l’indennità di accompagnamento, l’importo aggiuntivo di 154,94 euro previsto dal comma 7 dell’articolo 70 della legge 23 dicembre 2000, n. 388, i trattamenti di famiglia, l’indennizzo previsto dalla legge 25 febbraio 1992, n. 210, in favore dei soggetti danneggiati da complicanze di tipo irreversibile a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni e somministrazioni di emoderivati”. L'entità dell'incremento è proporzionale al reddito percepito.

Come si fa

Per quanto riguarda l'accesso al beneficio, non sarà necessario presentare alcuna domanda, ma l'incremento avverrà automaticamente, nel caso degli invalidi civili totali, ciechi civili assoluti e sordi che ne abbiano diritto. Dovranno invece presentare domanda e relativa documentazione i titolari di pensione di inabilità (previdenziale) di cui alla legge n. 222/1984. Testualmente: “Considerato che l’articolo 38, comma 4, della legge n. 448/2001 prevede l’applicazione dell’incremento di cui all’articolo 38, comma 1, alla maggiorazione di cui alla legge n. 544/1988 che, ai sensi dell’articolo 1, comma 10, della medesima legge, può essere riconosciuta solo a domanda, gli interessati di età inferiore ai sessanta anni, ricorrendo i prescritti requisiti, devono presentare istanza per ottenere congiuntamente la maggiorazione ed il relativo incremento, secondo le consuete modalità”.

I tempi

Riguardo le tempistiche, precisa Inps che “il beneficio viene attribuito dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda, sempreché ricorrano le condizioni reddituali e il compimento dell’età stabilita dalla disposizione. Si precisa che la decorrenza non può comunque essere anteriore al 1° agosto 2020. Per i titolari di pensione di inabilità che presentino la domanda di beneficio entro il 9 ottobre 2020, può essere riconosciuta la decorrenza dal 1° agosto 2020, ove espressamente richiesto.

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