SuperAbile






In Normativa e Diritti

Notizie


Disabilità e anziani, dal lockdown alla ripartenza: “L'attenzione sia alta”

Audizioni sul tema in Commissione Affari sociali: l'emergenza dal punto di vista delle persone con disabilità, sclerosi multipla e Parkinson. Le priorità: investire su formazione, ripristino dei servizi e integrazione delle risorse. Ecco quello che la pandemia sta insegnando

9 settembre 2020

ROMA – Partire dall'emergenza, per migliorare l'esistente e integrarlo con nuove prassi: in sintesi, è questa la richiesta condivisa delle associazioni delle persone con disabilità che oggi sono state audite in Commissione Affari sociali, illustrando ricadute sociali dell’emergenza epidemiologica, con particolare riferimento alle problematiche di persone anziane e disabili.
 

Isolamento e abbandono durante il lockdown

Un'occasione per fare innanzitutto il punto su ciò che il lockdown ha rappresentato per le famiglie di persone con disabilità, rappresentate in Commissione dall'associazione Afad, che raccoglie circa 750 famiglie: “In alcuni casi, semplici misure di prevenzione son state intollerabili – ha detto Massimo Rolla, presidente dell'associazione – Pensiamo alle difficoltà nel tenere chiusi bambini con autismo, ma anche all'interruzione di relazioni e percorsi. Il cambiamento delle abitudini per molti è stato un trauma. In Umbria e in altre regioni ci sono state delibere che hanno permesso di uscire se indispensabile, alleggerendo in parte la situazione”, ha ricordato.
Grave l'impatto della pandemia anche sulle condizioni di vita delle persone con sclerosi multipla: “Abbiamo fatto un'indagine durante il lockdown, per capire l'impatto sulle persone con scelrosi multipla, in particolare per quanto riguarda l'accesso alle prestazioni di salute – ha riferito Paolo Bandiera di Aism – Abbiamo condensato i dati raccolti in un 'barometro': in sintesi estrema,la pandemia ha determinato difficoltà nell'accesso alle prestazioni di cura, soprattutto per la difficoltà di reperire farmaci (40%) e di mantenere l'attività di riabilitazione (70%). Ma il quadro è molto diverso da territorio a territorio”, ha precisato Bandiera. Particolarmente problematico l'impatto sul lavoro, per le persone con sclerosi multipla: “Il 64% denuncia un forte impatto sull'attività lavorativa, il 14% riferisce di averla persa”.
 
“Drammatico” poi l'impatto della pandemia sulle persone con Parkinson: “Il lockdown, come è stato utile per proteggerle, è stato disastroso per la qualità della loro vita – ha riferito Giangi Milesi, presidente della Confederazione Parkinson Italia – Parliamo di 230 – 240 mila persone, sempre più giovani. E di tanti che non risultano, sommersi per lo stigma e la paura. Per tutti questi il lockdown ha bloccato visite e terapie, rendendo molti medici irreperibili. Questo ha creato difficoltà, confinamento, immobilità. I sintomi motori si sono aggravati per la mancanza della passeggiata, i sintomi non motori sono diventati drammatici perché si è creato disorientamento, ansia. La riduzione rapporti sociali ha portato perdita di fiducia che ha aggravato la depressione”. Cruciale il ruolo delle associazioni, che hanno messo in campo la loro creatività: “Con la nostra rete abbiamo realizzato oltre 5 mila interventi in teleassistenza, di cui un migliaio circa risolutivi. Abbiamo così realizzato qualcosa che si è integrato con le attività del sistema sanitario, alleggerendolo. Chiediamo che questa esperienza sia acquisita, come possibile suggerimento per migliorare la qualità del servizio sanitario e renderlo più sostenibile”.
 

L'emergenza continua

L'emergenza, oltre che sanitaria, è economia e sociale e i suoi effetti sono tutt'altro che superati. “L'impatto sulle famiglie con disabilità drammatico – ha detto Massimo Rolla a nome di Afad – La disabilità è già tra le prime cause di impoverimento, per i costi diretti e indiretti che comporta: ora, la perdita lavoro della madre o padre , insieme alla mancanza di servizi assistenziali sufficienti, rischia di essere drammatica. Bisogna agire fin da subito per alleviare l'impatto economico della pandemia: implementare il Fondo non autosufficienza e forme di assistenza indiretta. Occorre investire su servizi domiciliari, individuali e coprogettati”. E la scuola? “Se si dovesse tornare alla didattica a distanza – ha detto Rolla – sarebbe opportuno pensare ad assistenti a domicilio, che garantiscano l'inclusione. Ma per ora non ci sono provvedimenti di questo genere. In classe, intanto, chiediamo che fin dal primo giorno ci siano tutti gli insegnanti, a partire da quelli di sostegno, così come il trasporto scolastico. E chiediamo che si vigili, affinché il distanziamento non penalizzi l'alunno con disabilità, facendolo allontanare dalla classe o riducendone l'orario di frequenza”. Infine, per ridurre l'impatto economico e sociale della pandemia, occorre “emanare i Libelli essenziali delle prestazioni, aggiornare i Lea, approvare la legge sul caregiver e predisporre il progetto individuale, monitorando anche l'applicazione della legge sul Dopo di noi”.
Per quanto riguarda in particolare le persone con sclerosi multipla, “il rischio è che in questa fase di ripartenza si attuino situazioni diverse a seconda dei territori, con inerzie nella riattivazione di alcuni servizi essenziali – ha riferito Bandiera di Aism - Chiediamo di monitorare eventuali ritardi e ripristinare i servizi. Occorre investire sul welfare territoriale di prossimità, in sostegno di caregiver rimasti soli, senza alcun supporto”. Per quanto riguarda il lavoro, occorre per Bandiera regolamentare lo smart-working; “Oggi la normativa non prevede un vero e proprio diritti ma una  'preferenza' per le persone con patologie. Occorre normare questo aspetto, assicurando che lo smart-working non sia un lavoro ghettizzante, ma processo inclusivo, con l'alternanza tra prestazione nel contesto lavorativo e a domicilio”.
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati