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Anziani, Regione Friuli: nei prossimi mesi la riforma delle strutture di residenza

Il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, lancia la sfida della riforma delle case di riposo e residenze per la cura della persona in regione, uscite dall'emergenza Covid

7 agosto 2020

ROMA - "Abbiamo 11mila posti letto che sono suddivisi in maniera completamente diversa. In provincia di Udine abbiamo 4mila posti letto in 50 strutture, a Trieste ne abbiamo 4mila in 100 strutture". "I Comuni devono fare un esame di coscienza sulla solidità delle loro strutture, sull'espressione della loro classe dirigente, sulla competenza che sono in grado assicurare, sulla solidità delle strutture dal punto di vista economico, finanziario e patrimoniale". Con queste parole espresse oggi all'Itis, residenza socio-sanitaria per anziani del Comune di Trieste, il vicegovernatore con delega alla Salute del Friuli Venezia Giulia, Riccardo Riccardi, lancia la sfida della riforma delle case di riposo e residenze per la cura della persona in regione, uscite dall'emergenza Covid, che è tuttora in corso precisa Riccardi.
 
Un percorso complicato, continua il vicegovernatore, che inizierà nei prossimi mesi. E aggiunge: "Io non posso pensare che a gennaio del prossimo anno non ci sia un sistema definito con delle regole; alcune ci sono, ma alcune devono essere riviste". Secondo Riccardi infatti l'esperienza con il Covid, che ha colpito duramente le case di riposo, ha confermato le preoccupazioni su un servizio che comunque è stato garantito. "C’è un grande lavoro sulla sicurezza, la crescita e la riqualificazione del personale, che ha fatto un lavoro straordinario in particolare in queste strutture- spiega, riferendosi alle residenze più grandi- che sono state duramente colpite. C’è un problema su quale risposta sanitaria autonoma debba essere garantita all'interno di queste strutture. Un problema di quali risorse destinare. Un problema di rapporto tra quello che noi chiamiamo 'territorio’ in cui queste strutture stanno al centro, e il dato ospedaliero".
 
In particolare viene posto il problema delle cosiddette "residenze promiscue", piccole case di riposo inserite dentro i condomini residenziali, una forma molto diffusa proprio a Trieste, dove una simile struttura -la "Primula"- è stata chiusa per contagio che ha coinvolto anche alcuni condomini. "Pongo questo problema con rispetto di coloro che hanno investito importanti risorse- spiega Riccardi- che garantiscono a delle persone di avere un luogo nel quale poter vivere. Credo che a pieno titolo anche queste strutture devono far parte di quel percorso che secondo me deve ridisegnare dove mettere l'asticella per la soglia minima delle prestazioni", conclude il vicegovernatore.

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