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Emilia Romagna. Rsa, ora comitati vogliono commissione d'inchiesta

I comitati dei familiari dei morti da covid-19 nelle Rsa dell'Emilia-Romagna, insieme al Codacons, chiamano in causa tutte le forze politiche presenti in Assemblea legislativa. "Unica forma di impegno serio volto a coadiuvare anche il lavoro delle singole Procure"

14 luglio 2020

BOLOGNA - Il tavolo permanente sulle strutture per anziani in Regione non basta. "Serve una commissione d'inchiesta". A sostenerlo sono i comitati dei familiari dei morti da covid-19 nelle Rsa dell'Emilia-Romagna, che insieme al Codacons chiamano in causa tutte le forze politiche presenti in Assemblea legislativa. "Pur non sottraendosi a possibili tavoli di discussione, per tentare di eliminare le gravi criticità rilevate- avvertono i familiari e il Codacons- i comitati insistono nel chiedere una commissione d'inchiesta regionale come unica forma di impegno serio volto a coadiuvare anche il lavoro delle singole Procure" a cui sono stati presentati gli esposti. Per questo, i comitati "inizieranno nei prossimi giorni un giro di incontri con tutti i gruppi in Consiglio regionale disponibili, per capire come si pongono rispetto a questa richiesta". Secondo i familiari, infatti, "non si può tentare di superare questa ferita che ha riguardato migliaia di persone senza fare piena luce su quanto accaduto. E questo non è un compito demandato alla sola magistratura, ma anche alla politica". A conti fatti, dunque, l'incontro di venerdì scorso in Regione con l'assessore Raffaele Donini non sembra essere stato così soddisfacente, come gli stessi comitati avevano dichiarato in primo momento. E così oggi, insieme al Codacons, tornano all'attacco, parlando di "inidoneità e insufficienza delle risposte ricevute, assolutamente al di sotto delle aspettative". I dirigenti regionali presenti all'incontro, riferiscono i comitati, "non solo non hanno fornito alcun elemento utile alle indagini, ma hanno candidamente affermato che di ciò che è accaduto nelle strutture nulla sapevano, essendosi limitati a indicare le linee guida da tenere durante la pandemia".
 
I familiari delle vittime nelle Rsa hanno consegnato alla Regione "un primo dossier" sulle "manchevolezze registrate in diverse strutture", mentre viale Aldo Moro dal canto suo "non ha neppure consegnato ai comitati il documento con le linee guida adottate da marzo e l'elenco delle strutture a cui sono state notificate, come promesso". I comitati e il Codacons ritengono quindi il comportamento della Regione Emilia-Romagna "distante anni luce" dall'impegno che servirebbe per "comprendere con la massima celerità" le cause dei tanti decessi tra gli anziani nelle Rsa. I familiari temono che "la Regione, per non intaccare la propria immagine di sistema sanitario efficiente, eviti di individuare le mele marce o i vizi di una macchina che, certamente, ha funzionato meglio di altre Regioni, ma che non è riuscita a evitare un così elevato numero di decessi".
 
Secondo i comitati e il Codacons, "lo stupore con cui i dirigenti presenti all'incontro si sono posti di fronte alle prove di ciò che non è andato nelle strutture lascia alquanto attoniti sull'efficacia dell'attività ispettiva e di controllo della Regione e del sistema sanitario regionale, anche solo in termini di verifica di qualità del servizio", che non permette di "capire chi ha sbagliato e individuare le mele marce in un cesto con moltissime mele sane".

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