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Mutilazioni femminili, Unfpa: a rischio 4,1 milioni di donne e bambine nel 2020

Report "Contro la mia volontà". Nel mondo hanno subito questa pratica 200 milioni di donne in 31 paesi, ma cresce l'opposizione: negli ultimi 20 anni raddoppiata la percentuale di donne e ragazze nei paesi a maggiore incidenza che ne chiedono l'abolizione

2 luglio 2020

ROMA - Solo nel 2020 sono ancora 4,1 milioni le donne e bambine che rischiano di subire Mutilazioni genitali femminili (Mgf): un numero molto grande che potrebbe crescere fino a 4,6 milioni entro il 2030. È quanto emerge dal Rapporto Unfpa sullo stato della popolazione 2020 presentato oggi in contemporanea in tutto il mondo, che fa il punto sul diritto alla salute sessuale e riproduttiva di donne e ragazze. Le azioni per mettere fine alle Mgf stanno portando a una drastica riduzione di percentuali già in calo, ma, laddove la popolazione è in rapido aumento, cresce in termini assoluti anche il numero delle ragazze colpite. Si stima che le donne che hanno subito la pratica siano oggi circa 200 milioni in 31 Paesi. Donne che spesso soffrono anche in seguito, per la mancanza di strutture e servizi che rispondano alle loro esigenze.
 
Le Mgf sono procedure invasive praticate su tessuti sani senza alcuna ragione terapeutica e consistono nella parziale o totale rimozione o lesione dei genitali esterni femminili in bambine e ragazze tra l'infanzia e i 15 anni di età. In circa 30 Stati una ragazza su tre tra i 15 e i 19 anni viene sottoposta a Mgf, una tendenza in calo se si pensa che alla fine degli Anni 80 la proporzione si attestava a una su due.
 
La pratica è presente in alcune zone del continente africano, ma è diffusa anche in Paesi come Iraq, Yemen e Indonesia, dove secondo una stima il 49% delle bambine entro gli 11 anni è stato sottoposto a Mgf. Le donne tra i 15 e i 49 anni sottoposte a Mgf sono l'1% in Camerun e Uganda, mentre arrivano al 90% e oltre in Egitto, Guinea, Gibuti e Mali. Casi di Mgf si verificano anche in Australia, Stati Uniti, Regno Unito, Giappone, Nuova Zelanda e nei Paesi Ue. Nel 2012 sul territorio statunitense erano presenti 513mila donne e bambine che avevano subito Mgf, nel 2015 erano 137mila in Inghilterra e Galles, in Australia nel 2017 vi sarebbero state sottoposte 50mila donne e ragazze.
 
Le Mgf sono di norma più diffuse tra le famiglie più povere appartenenti a contesti rurali: in Egitto colpisce il 90% delle donne residenti nelle campagne, contro il 77% delle abitanti delle aree urbane, così come in Mauritania oltre il 90% delle donne delle famiglie più povere a fronte del 35% di quelle più benestanti. Il trend si inverte in Burkina Faso, dove la diffusione riguarda il 18% delle famiglie più povere contro il 36% di quelle più ricche. Spesso, per sfuggire alle leggi che perseguono la pratica, donne e ragazze si spostano nei Paesi limitrofi. Su 22 Paesi che vietano per legge le Mgf solo tre prevedono clausole che criminalizzano la pratica anche oltre confine (Guinea Bissau, Kenya e Uganda).
 
I RISCHI PER LA SALUTE DELLE RAGAZZE - Le Mgf non comportano alcun beneficio per la salute. Anzi, posso avere diverse conseguenze negative e rappresentano "una forma di violenza di genere approvata dalla società". Tra le complicanze, a volte letali, possono insorgere emorragie, infezioni (come quelle da Hiv), setticemia, e, nel lungo periodo, depressione, perdita del piacere e della funzionalità sessuale, infertilità, dolori e cicatrici invalidanti, disturbi dell'apparato urinario, complicanze ostetriche e perinatali. Anche per limitare i danni cresce la frequenza della 'medicalizzazionè della pratica: si calcola che siano 52 milioni le donne e le ragazze che le hanno viste eseguire da medici, infermieri e levatrici. Ma "nessuna forma di Mgf- spiega Unfpa- può essere sicura". Anzi, "eseguire la pratica in uno studio medico serve solo a normalizzarla e a indebolire gli sforzi per eliminarla".
 
CRESCE L'OPPOSIZIONE ALLE MGF - Ma L'opposizione alle Mgf è in aumento: negli ultimi 20 anni è raddoppiata la percentuale di donne e ragazze residenti nei Paesi a maggiore incidenza che ne chiedono l'abolizione. Su dieci colpite da Mgf, cinque pensano che la pratica dovrebbe essere abbandonata, con un'opposizione più forte tra le adolescenti. In 12 dei 19 Paesi per cui esistono dati sull'atteggiamento di uomini e ragazzi, oltre la metà degli intervistati è contrario alla sua prosecuzione.
 
PER ELIMINARLA ENTRO 2030 2,4 MILIARDI PER DIECI ANNI - Per mettere fine alle Mgf è necessario "operare un cambiamento nelle norme sociali", da realizzare con un "approccio olistico che interagisca con famiglie, personalità autorevoli a livello locale, istituzioni e sistema politico", spiega Unfpa. Fondamentale è accelerare i progressi, che pure ci sono stati. Gli interventi più efficaci per promuovere l'abbandono della pratica si sono dimostrati quelli finalizzati all'empowerment delle donne e ragazze e delle singole comunità locali. Se aumentassero e fossero maggiormente finanziate le azioni, la pratica verrebbe abbandonata da 31 paesi entro il 2030. In particolare, servirebbero 2,4 miliardi di dollari l'anno per dieci anni per raggiungere questo obiettivo (il quinto dell'Agenda per lo sviluppo sostenibile Onu 2030), di cui 2,1 andrebbero a programmi di prevenzione delle Mgf, 225 milioni a quelli di protezione e 130 milioni verrebbero spesi per assistenza medica e terapie.

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