SuperAbile






In Normativa e Diritti

Notizie


Stop a spose bambine e mutilazioni genitali, "servono 3,4 miliardi dollari l'anno"

Mutilazioni genitali femminili, matrimoni precoci e preferenza per i figli maschi sono i temi su cui si concentra il rapporto sullo stato della popolazione nel mondo 2020 "Contro la mia volontà"

1 luglio 2020

ROMA - Mutilazioni genitali femminili, matrimoni precoci e preferenza per i figli maschi.È su questi tre temi che si concentra Unfpa-Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione nel Rapporto sullo stato della popolazione nel mondo 2020 'Contro la mia volontà'. Affrontare le pratiche dannose per il raggiungimento dell'uguaglianza di generèche, a 25 anni dalla Conferenza delle donne di Pechino, fa il punto sul diritto alla salute sessuale e riproduttiva. Il Rapporto, presentato in contemporanea mondiale, in Italia è stato lanciato da Aidos-Associazione italiana donne per lo sviluppocon l'Agenzia di stampa nazionale Dire nel corso di una conferenza stampa. "I matrimoni infantili, precoci e forzati e le mutilazioni genitali femminili sono gli esempi più noti ed evidenti delle pratiche dannose generate da rapporti di potere diseguali e negazione dei diritti di donne e bambine, violazioni che aggravano il divario tra i generi- si legge nel Rapporto- Pur con molte varianti, queste pratiche sono estremamente diffuse e si incontrano in diverse regioni del pianeta. Non c’è Paese che possa dichiararsi del tutto esente". Per mettervi fine e prevenire le sofferenze di 84 milioni di ragazze nel mondo, secondo le stime, occorrerebbe spendere dal 2020 al 2030 compresi una media di 3,4 miliardi di dollari l'anno. Negli ultimi anni le Mgfe il fenomeno delle spose bambine hanno ricevuto un'attenzione sistematica e cominciano a diminuire nei Paesi in cui erano maggiormente diffusi. Tuttavia, se non ci sarà nel futuro immediato un drastico calo dei tassi di diffusione, la crescita demografica porterà comunque a un aumento del numero effettivo di donne e bambine sottoposte a tali prassi nei prossimi decenni.
 
Ad oggi in 57 Paesi solo il 55% delle donne sposate o conviventi tra i 15 e i 49 anni decide liberamente in merito a rapporti sessuali e ricorso a contraccettivi o a servizi di salute riproduttiva. Secondo una recente valutazione del World EconomicForum ci vorranno quasi 100 anni, in media, per colmare il gapdi genere, che salgono a 257 anni se si considera il settore della partecipazione alle attività economiche. Un sondaggio Undp(Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo) che ha coperto l'80% della popolazione mondiale, ha poi svelato che il 90% degli uomini - e anche delle donne - ha pregiudizi di qualche tipo contro le donne. Ma la mentalità dell'opinione pubblica sta cambiando e nuovi studi rivelano che nei Paesi dove le Mgfsono diffuse sette donne e ragazze su dieci ritengono che questa pratica debba finire e alcune analisi indicano che le adolescenti hanno almeno il 50% di probabilità in più, rispetto alle donne adulte e anziane, di opporsi al suo proseguimento.
 
"Mettere fine alle pratiche dannose entro il 2030 in ogni Paese e comunità locale, un obiettivo di Unfpa nonché uno dei target chiave degli obiettivi per lo sviluppo sostenibile- si legge ancora nel Rapporto- richiederà rapidi cambiamenti di quelle mentalità che tuttora giustificano la violenza contro donne e bambine, di cui negano i diritti e l'autodeterminazione".

Commenti

torna su

Stai commentando come



Procedure per

Percorsi personalizzati