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Case riposo e centri disabili, regione Friuli Venezia Giulia stanzia 25 milioni

Approvata la graduatoria del bando sul contributo regionale per interventi edili impiantistici per strutture destinate a servizi residenziali per anziani non autosufficienti e servizi per disabili

25 giugno 2020

"Oggi si compie un passaggio importante per le strutture pubbliche e private senza fini di lucro che in Friuli Venezia Giulia ospitano le persone più fragili, un passaggio che questa Regione aspettava da tempo". Il vicegovernatore con delega alla Salute e alla disabilità Riccardo Riccardi ha annunciato nell'Aula del Consiglio regionale l'approvazione della graduatoria del bando per la presentazione delle domande di contributo regionale per interventi edili impiantistici per strutture destinate a servizi residenziali per anziani non autosufficienti e servizi per disabili. Sono messi a disposizione 25,4 milioni, di cui 3,7 destinati a 11 strutture per la disabilità. "È un impegno finanziario importante con cui la Regione dà certezze a un arcipelago di soggetti pubblici e onlus- così Riccardi-, coprendo tutte le spese ritenute ammissibili a seguito dell'istruttoria amministrativa e tecnica". I 21,7 milioni esaudiscono le richieste di 34 strutture per anziani non autosufficienti.
 
Per la disabilità i 3,7 milioni sono ripartiti tra la Fonte Comunità Famiglia Onlus, la Comunità Rinascita - società cooperativa Reale, l'Anffas di Pordenone, l'Associazione Insieme si può onlus, la Comunità Piergiorgio, la Comunità collinare del Friuli e i Comuni di Tolmezzo, Spilimbergo, Porcia, Ragogna e Gemona.
 
Gli interventi che saranno finanziati riguardano l'adeguamento o il miglioramento sismico, l'adeguamento alle norme di sicurezza antincendio, alle norme antinfortunistiche e alle norme per il superamento e l'eliminazione delle barriere architettoniche. A questi si aggiungono gli interventi per la riclassificazione delle strutture ai sensi del regolamento di cui all'articolo 31 della legge regionale 6 del 31 marzo 2006, in immobili dedicati alle attività assistenziali di proprietà dei Comuni, delle aziende per l'assistenza sanitaria, delle aziende di servizi alla persona e dei soggetti di cui all'articolo 14, commi 2 e 3, sempre della legge regionale 6 del 31 marzo 2006 a esclusione dei soggetti privati aventi scopo di lucro. "Questo stanziamento, che migliora le strutture e permetterà a molte persone di lavorare- ha concluso Riccardi-, si inserisce in una riflessione molto profonda sulle condizioni delle nostre strutture residenziali nel solco della riforma e di quella risposta tra ospedale e domicilio che è la vera sfida del sistema regionale e di tutto il Paese, se consideriamo il livello di anzianità della nostra popolazione".

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