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Piano Colao, la disabilità è uno “spunto di riflessione”

Il testo integrale dello specifico approfondimento dedicato alle persone con disabilità all’interno del Piano Colao, il Rapporto “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022”, consegnato al governo dal gruppo di lavoro guidato da Vittorio Colao

9 giugno 2020

Ecco il testo dello “spunto di riflessione” (così viene indicato nel testo) dedicato alle persone con disabilità all’interno del Rapporto “Iniziative per il rilancio – Italia 2020-2022”, redatto dalla task force guidata da Vittorio Colao e consegnato ieri alla Presidenza del Consiglio.
 
Spunto di riflessione – “Persone con disabilità”
Il tema della disabilità attraversa tutte le società, perché nell’arco di una vita tutte le persone hanno vissuto, vivono e/o vivranno condizioni di disabilità. Le persone con minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che in interazione con varie barriere possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su una base di eguaglianza con gli altri sono più di un miliardo nel mondo, 100 milioni nell’Unione Europea, più di 3,1 milioni secondo l’Istat in Italia. L’approvazione della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità (2006) dell’ONU, ratificata da 181 paesi (93,7% dei paesi membri dell’ONU) tra cui l’Italia, è uno standard internazionale che ha cambiato la visione su queste persone: da malati a cittadini, da segregati in luoghi separati ad inclusi nella società, da persone da trattare in modo “speciale” a titolari di diritti in condizione di eguaglianza e non discriminazione rispetto agli altri cittadini. La condizione di disabilità infatti è un prodotto sociale che ha creato barriere ostacoli e discriminazione a tante persone ritenute “diverse”, spesso invisibili e dimenticate, con modelli di welfare sono basati su una approccio protettivo e spesso caritativo. In realtà la diversità appartiene a tutti gli esseri umani, che proprio perché unici sono tutti diversi. Le persone con disabilità sono minori ed anziani, donne ed uomini, lavoratori e disoccupati, studenti e professori, sono parte del genere umano e titolari di tutti i diritti. Gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, documento di orientamento mondiale sul modello di sviluppo rispettoso dei diritti e dell’ambiente, inserisce in maniera trasversale le persone con disabilità nei temi dell’educazione inclusiva, dell’economia, delle diseguaglianza, dell’accessibilità della città, delle azioni sistemiche e del monitoraggio. Anche l’Unione europea e il Consiglio d’Europa sono impegnati ad applicare i principi della Convenzione.
 
Per costruire un‘Italia capace di uscire dalla pandemia, superando le criticità e migliorando le politiche, in modo da non lasciano indietro nessuno, rispettare i diritti delle persone con disabilità è una convenienza per tutti. Le proposte di questo documento sono impregnate dai principi di mainstreaming, accessibilità universale, superamento di diseguaglianze e discriminazioni. In ogni azione proposta vanno incluse le persone con disabilità che devono beneficiare dei diritti alla salute, all’educazione, al lavoro, alla mobilità, al turismo, al tempo libero, al sostegno alla partecipazione. In questa direzione il welfare italiano deve trasformarsi in un welfare di inclusione, capace di garantire i sostegni appropriati per la cittadinanza, la qualità della vita e la partecipazione. Ogni intervento deve garantire l’accessibilità e la fruibilità a tutti per consentire alle persone con disabilità di vivere nella maniera indipendente appropriata e di partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita, su base di uguaglianza con gli altri, come prevedono legislazioni europee e italiane in materia di superamento di ostacoli e barriere nel campo dell’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di informazione e comunicazione, e ad altre attrezzature e servizi aperti o forniti al pubblico, sia nelle aree urbane che in quelle rurali. Vanno superate diseguaglianze e discriminazioni, spesso create dalla società, che disabilita le persone che hanno caratteristiche considerate indesiderabili, creando vulnerabilità e limitazioni. L’approccio non discriminatorio, tutelato dalle leggi italiane ed internazionali, è alla base di tutte le proposte, per garantire equità, uguaglianza di opportunità e piena cittadinanza.

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