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Covid 19 e comunicazione in emergenza: le difficoltà per le persone sorde

Analisi di Jessica Mannari (Osservatorio disabilità sensoriali di Opi Firenze – Pistoia) e Roberto Petrone (Ens Firenze): dalle criticità dei numeri d'emergenza alla mascherina, ecco tutto quello che bisognerebbe risolvere presto

2 giugno 2020

FIRENZE - L’emergenza sanitaria legata alla diffusione del Covid-19 ha reso più complessa la quotidianità di tutti i cittadini. Ma ancor di più ha complicato quella delle persone con disabilità sensoriale, in particolar modo i sordi. Dall’inizio dell’emergenza quando i messaggi del Presidente del Consiglio dei Ministri non erano tradotti in Lingua dei Segni Italiana (LIS), criticità fortunatamente poi superata, al problema delle mascherine che invece si protrarrà, con ogni probabilità, per diverso tempo. Ma l’emergenza Coronavirus ha messo in standby anche un progetto importantissimo: l’invio automatico dell’ambulanza se la chiamata al 118 arriva da un numero registrato a nome di una persona sorda. A fare il punto sono Jessica Mannari, referente dell’Osservatorio disabilità sensoriali di Opi Firenze Pistoia, e Roberto Petrone, presidente dell’Ente nazionale sordi della Sezione provinciale di Firenze.

Chiamare l'ambulanza

“L’avvio del progetto che permette al 118 di inviare l'ambulanza se la chiamata arriva da una persona sorda è un traguardo importante anche per familiari e figli di genitori sordi – spiega Mannari -. Fino ad oggi un sordo non poteva chiamare il 118: dopo il “Forum sistema salute” dello scorso ottobre il problema è stato messo in evidenza ed è stato attivato un tavolo nella sede operativa del 118. In pratica il servizio di emergenza raccoglie in una banca dati i numeri delle persone sorde. In questo modo all’arrivo della chiamata l’operatore sa già che la richiesta di intervento arriva da un sordo, conosce le sue patologie: non fa quindi le domande di rito e manda direttamente l’ambulanza”.
Il Coronavirus ha però rallentato il progetto, ormai in procinto di partire. “Il progetto è purtroppo capitato in un periodo sfortunato – chiarisce Petrone -. Un ostacolo che si poteva superare ma al momento, a causa dell’emergenza sanitaria è tutto in standby. Però la Sede Centrale Ens è formalmente entrata nel gruppo di lavoro e tavolo di coordinamento del 112 europeo in Italia, presso il Ministero dell’Interno, a cui partecipano, tra gli altri, tutte le forze dell’ordine, il 118, il Ministero per lo sviluppo economico e Invitalia per rendere il 112 accessibile alle persone sorde”.

La comunicazione in emergenza

“Sul tema della comunicazione in questa fase di emergenza Covid, il problema, per i sordi, è più ampio delle sole mascherine – spiega Mannari -. Quando è iniziata l’emergenza queste persone non avevano nessun mezzo per avere informazioni: i discorsi del Presidente Conte o le conferenze stampa della Protezione Civile non avevano l’interprete, ma solo i sottotitoli. Solo dopo una serie di proteste da parte dell’Ente Nazionale Sordi le conferenze stampa istituzionali hanno previsto la presenza dell’interprete in Lingua dei Segni. La Sede Centrale Ens si è mossa da subito per avere un interprete durante le conferenze stampa istituzionali – aggiunge Petrone – per garantire la piena e totale accessibilità all’informazione da parte delle persone sorde come previsto dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (art. 9 Accessibilità e art. 21 Libertà di espressione e opinione e accesso all’informazione). Devo dire che c’è stata grande attenzione da parte di Conte e riconosciamo che ha provveduto in tempi brevi. Su Firenze invece abbiamo cercato più volte un contatto con il sindaco Nardella per la stessa ragione, ossia la necessità di rendere accessibili i videocomunicati del sindaco con la presenza di un interprete LIS oltre ai sottotitoli. Purtroppo non c’è stata una risposta immediata da parte del Comune di Firenze a seguito della nostra lettera di protesta, così l’ENS di Firenze ha dovuto provvedere grazie ai collaboratori volontari del Centro Multimedia dell’ENS di Firenze, che hanno cercato di montare i videocomunicati del sindaco rendendoli pienamente accessibili e al servizio d’interpretariato con due interpreti professionali. Per fortuna siamo stati contattati dal Comune di Firenze e abbiamo chiarito il problema, prevedendo a fine emergenza un incontro per definire soluzioni adeguate”.

Le mascherine

Quello delle mascherine invece è “un problema grande e non risolto - spiega Mannari - Le persone sorde per interagire con le persone udenti che non conoscono la Lis devono avere la possibilità di leggere il labiale e avere un dispositivo che taglia fuori questa possibilità significa tagliar fuori questa fetta della popolazione dall’inclusione sociale,. Sarebbe importante che fosse più diffusa la lingua dei segni oppure che si utilizzassero mascherine trasparenti di cui però non esiste ancora una versione omologata”.
La comunicazione con la bocca coperta da parte di persone udenti che non conoscono un’altra lingua come la Lis crea “una barriera comunicativa per le persone sorde – spiega Petrone –. Lo è soprattutto per chi lavora ed è a contatto col mondo esterno. In alcune città italiane sono state utilizzate delle mascherine trasparenti che però non so se siano omologate, quindi per la provincia di Firenze non è arrivata nessuna proposta di mascherine trasparenti e omologate. La Sede Centrale Ens ha già scritto una lettera di richiesta all’Istituto Superiore della Sanità per considerare la produzione di mascherine trasparenti e omologate così da permettere alle persone udenti e sorde di utilizzarle al fine di abbattere la barriera di comunicazione. Fino a oggi non ci è arrivata nessuna comunicazione in merito e speriamo di avere una risposta presto, per poi procedere a diffonderle in tutte le istituzioni pubbliche e private, nei luoghi di lavoro, di vendita e dove ci sono contatti con il pubblico”.

La sede chiusa

Un ulteriore problema, per Petrone, è rappresentato dalla “chiusura della nostra Sede Ens di Firenze, situata in via Alessandro Manzoni, 13. Abbiamo già sanificato tutti i locali – riferisce - e non possiamo farlo tutti i giorni come nei luoghi di lavoro a causa dei costi insostenibili per la nostra Sezione che è una Associazione Onlus e di promozione sociale. Per tale motivo diffondiamo informazioni attraverso i nostri canali, per tenere informate tutte le persone sorde fiorentine. Sappiamo che i nostri soci Ens di Firenze, dai bambini agli anziani, sentono la mancanza della nostra sede perché rappresenta un punto di aggregazione e di riferimento, senza i quali gli anziani rischiano di essere ancor più emarginati e soli. Il Consiglio Provinciale Ens si augura di poter riaprire prima possibile per riprendere tutti i contatti umani e sociali al fine di promuovere e portare avanti le attività culturali, formative e ricreative”.

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