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Coronavirus, Verì (Abruzzo): sull’autismo garantita continuità assistenziale

Il Comitato tecnico scientifico regionale per l'autismo sollecitato dall'assessore alla sanità ha elaborato le linee guida: dalle uscite alle prestazioni fino ai ricoveri

6 aprile 2020

PESCARA - Assicurare alle persone con disabilità, e in particolare agli autistici, la continuità assistenziale sebbene nella consapevolezza di dover muoversi entro i limiti imposti dai decreti nazionali per la salvaguardia della salute. Una priorità quella contenuta del documento elaborato dal Comitato tecnico scientifico regionale per l'autismo sollecitato dall'assessore della Regione Abruzzo alla sanità, Nicoletta Verì, e condiviso con i componenti del tavolo tecnico regionale che sarà ora recepito in una specifica ordinanza. Misure ad hoc per garantire la salute dei pazienti, ma anche facilitare i familiari. Per loro, "l'obbligo di permanenza nel domicilio - afferma Verì - rischia di comportare un severo peggioramento in termini di salute e qualità della vita, oltre che porre le famiglie sotto una pressione difficilmente sostenibile". Di qui la decisione di mettere in campo una serie di misure a cominciare dall'assistenza telematica, il monitoraggio e il consueling per la gestione del paziente, ma soprattutto la possibilità di uscire fuori di casa, sebbene solo in casi particolari e con apposito certificato medico rilasciato da parte delle Asl. Uscita nel caso consentita insieme ad un familiare purché fornito dei dispositivi di protezione individuale e per una passeggiata nei limiti della propria abitazione.
 
Essendo attualmente sospese le prestazioni ambulatoriali compresi i servizi extramurari e domiciliari, con un certificato medico si potranno garantire le "prestazioni indifferibili" sempre nel rispetto di sicurezza anti-contagio e dunque prevedendo anche la possibilità di uscite programmate del paziente. Stessa cosa sarà possibile nelle strutture semiresidenziali, ovvero i centri diurni, anch'essi al momento chiusi, ma anche in questo caso attivabili per le eventuali prestazioni soltanto previa valutazione e certificazione di uno specialista supportato, se richiesto, dalle Uvm, le unità di valutazione multidimensionali. Misure saranno prese anche nel caso in cui persone affette da autismo dovessero contrarre il Covid-19. Per loro, si chiede nel documento del Comitato tecnico scientifico regionale, le Asl dovranno individuare, nell'ambito delle strutture Covid, aree specifiche da riservare all'isolamento o al ricovero di pazienti con disturbi dello spettro autistico. Questo nel caso non sia possibile garantire la permanenza in sicurezza nelle loro abitazioni per la presenza di familiari risultati positivi al contagio.

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