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Cura Italia e disabilità, Fish chiede “ulteriore attenzione”

In occasione dell’inizio dell’iter di conversione del decreto, la Federazione ha predisposto una serie di emendamenti: aumento di 150 milioni del Fondo non autosufficienza e monitoraggio delle strutture

28 marzo 2020

ROMA – Aumento del fondo per la non autosufficienza e monitoraggio delle strutture per persone con disabilità: sono le due misure che Fish chiede al governo di inserire nel decreto Cura Italia, nel momento in cui questo ha iniziato il suo iter di conversione al Senato. “Il Governo, nella sua ampia e veloce produzione normativa sull’emergenza che sta attanagliando il Paese e il mondo intero, ha previsto alcune misure di protezione e di sostegno per le persone con disabilità e per le loro famiglie – osserva il presidente della Fish Vincenzo Falabella - Sono misure importanti ma che devono essere affinate e potenziate e soprattutto devono prestare ulteriore attenzione a situazioni di estrema fragilità e rischio”.
 
Per questo, Fish ha predisposto alcuni emendamenti, anche sulla base delle segnalazioni ed emergenze dai diversi territori tramite i suoi organi. Tra questi, due proposte: primo, “il potenziamento da subito del Fondo nazionale per la non autosufficienza (+ 150 milioni) per fronteggiare le situazioni di maggiore isolamento e rischio e aiutare con interventi concreti anche le persone con disabilità che vivono da sole o con un proprio assistente o con un caregiver familiare, magari anziano”. Secondo, “interventi immediati di monitoraggio meticoloso nelle strutture per disabili e non autosufficienti (circa 270 mila persone) ed eventuali trasferimenti in altri luoghi per garantire il contenimento del contagio; anche per questo Fish prevede uno specifico stanziamento”.

Per Fish, si tratta di “interventi improrogabili e inderogabili e che in molti casi potrebbero anche scongiurare il peggio. Sicuramente ci sono situazioni in cui su un isolamento preesistente si innesta questo nuovo dramma generando condizioni inumane e intollerabili. Per questi motivi – aggiunge Falabella – chiediamo al Parlamento di fare proprie queste proposte e al Governo di sostenerle”.

E' vero infatti che “siamo di fronte ad una situazione straordinaria e parzialmente imprevedibile, con un sistema di servizi sociali non certo orientato e strutturato alla gestione delle emergenze”. E in tale contesto “la partecipazione della nostra rete e di tanto volontariato è indispensabile”, Ma è vero anche che nel frattempo “le emergenze vanno riconosciute e gestite al meglio iniettando nuove risorse, orientando l’azione delle regioni e dei territori, supportando ulteriormente le famiglie e le persone”.

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