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Fish Calabria ai candidati governatori: “Non azzerate la riforma del welfare”

In un documento per gli aspiranti presidenti di Regione l’invito a concludere il processo di riordino del sociale. Tra le proposte il “dopo di noi” e i progetti di vita indipendente. Ripartire dal linguaggio: "Non siamo persone affette da disabilità ma con disabilità"

14 gennaio 2020

LAMEZIA TERME – Avviare la prossima legislatura regionale mantenendo ferme le nuove regole per il sociale e per i servizi assistenziali, “senza ripartire da zero” e “senza perdere ciò che di positivo è stato fatto”. Tra i punti del documento di proposte che la sezione calabrese della Fish (Federazione italiana per il superamento dell’handicap) rivolge ai candidati a presidente della Regione c’è la necessità di dare piena attuazione alla riforma del welfare. “Una riforma che comporta la rivisitazione dei bisogni e un riequilibrio tra i territori di una regione dove i servizi sono presenti a macchia di leopardo”, dice a Redattore Sociale la presidente della Fish calabrese, Nunzia Coppedè. Un riordino che riguarda anche la modifica delle rette “ferme al 1987” e classificate “le più basse d’Italia”.
 
La preoccupazione è che dopo il voto del 26 gennaio per il rinnovo del consiglio regionale e per l’elezione del presidente della Regione la politica rimescoli le carte per tornare ai nastri di partenza: “La cosa che ci occorre di meno è quella di ricominciare daccapo. Siamo preoccupati perché questo capita a ogni elezione”, si legge nel documento. “Abbiamo pertanto bisogno di andare avanti e di portare a termine il processo mettendo i Comuni in condizioni di svolgere al meglio il proprio lavoro”, prosegue il testo. In sostanza “due cose sono state avviate e rimaste sospese”: il nuovo piano del sociale e le linee guida per i piani di zona. Un vuoto da colmare perché senza questi strumenti “si rischia di annullare tutto il lavoro precedente”.


In pratica si tratta di andare avanti per l’attuazione di una legge nazionale di vent'anni fa e della conseguente legge regionale approvata nel 2003. Un riordino - sottolinea Coppedè - che riconosce agli ambiti comunali poteri gestionali e di vigilanza. Un traguardo che “sia pur migliorabile e frutto di compromessi non può essere cancellato, perché questi ritardi ci mettono in difficoltà e fanno male”. Da qui l’invito a proseguire lungo la strada tracciata e di accantonare i ritardi dettati in ultima battuta “dal clima di campagna elettorale e dalle divisioni politiche”.


Il documento viene consegnato nelle mani del candidato indipendente a presidente Carlo Tansi, unico presente all’incontro di sabato scorso organizzato a Lamezia Terme dalla Fish Calabria “per il bisogno di un confronto” con gli aspiranti governatori. Secondo quanto si apprende dalla Fish, assenti per altri impegni elettorali i restanti candidati a presidente della giunta regionale: Jole Santelli, candidata del centrodestra, l’imprenditore del tonno Pippo Callipo, sostenuto dal centrosinistra, e il candidato scelto dai cinquestelle, Francesco Aiello.


Tansi ascolta storie, suggerimenti, testimonianze di persone che vivono sulla propria pelle la disabilità e trae conclusioni in termini di programma: “Innanzitutto - dice a margine del faccia a faccia - serve una legge regionale che metta al centro di ogni procedura burocratica le associazioni delle persone con disabilità che devono avere la possibilità di vigilare sull’uso dei fondi. Necessaria inoltre una piattaforma telematica per tracciare i percorsi delle pratiche”.
 
Anche Coppedè esprime la necessità di maggiori controlli: “Siamo stanchi dei ghetti - avverte - e non è possibile vivere in situazioni di morte civile”. Un tema, quello del “non vogliamo ghetti”, ripreso nel documento che affronta molti altri aspetti. A partire da una richiesta di fondo per il prossimo governo regionale: la ratifica della Convenzione delle Nazioni unite sui diritti delle persone con disabilità.


Le proposte nel testo riguardano inoltre il “Dopo di noi” per dare garanzie, protezione sociale e autonomia a persone con disabilità che non possono contare sulla presenza e sul sostegno dei loro famigliari. Un insieme di tutele e opportunità previste da una legge rimasta sostanzialmente inattuatain Calabria e non solo. Uno strumento che “va sostenuto” mettendo in conto che le persone cui si rivolge “hanno bisogno non solo di servizi sociali o socio-sanitari, ma di tante altre componenti per affermare “il diritto a una vita il più possibile normale”.


Spazio poi all’assistenza domiciliare “da garantire in continuità”. E “stessa cosa” vale per i progetti di vita indipendente: opportunità spesso rallentate da “Comuni che non spendono i fondi”, aggiunge Rita Barbuto, del direttivo regionale Fish, che racconta le vicissitudini personali fatte di attese e lungaggini burocratiche.


“Il testo - si legge nel documento - non è il libro dei sogni”, ma “sono tutti diritti che hanno già la copertura economica per essere garantiti”. Di base c’è l’esigenza di considerare la disabilità per tutte le politiche, non solo per quelle più specifiche: “La disabilità non è da delegare esclusivamente alla sanità e alle politiche sociali”; la vita delle persone, di ogni persona, “coinvolge tutti gli assessorati: scuola, lavoro, mobilità, trasporto, turismo, sport”. Quindi il monito: “Si parta sempre dalla persona che non esprime solo bisogni, ma anche passioni, desideri e il diritto a essere rispettata nella sua complessità”.


La sanità è tra i punti più ricorrenti: torna ad esempio a proposito della riabilitazione, che “deve essere garantita in base ai bisogni”, cioè potenziata. E torna rispetto alle cure fuori regione, i cosiddetti “viaggi della speranza” che vanno frenati. Mentre di treni accessibili parla il coordinatore della Fish per la città metropolitana di Reggio Calabria, Angelo Marra, persona con disabilità motoria che tocca l’argomento con una testimonianza diretta: “Per essere qui stamattina (incontro fissato alle 10,30, nda) sono partito da Reggio Calabria alle sei. Sono solo due i treni accessibili che mi consentono di arrivare al mattino a Lamezia”, dice Marra spingendo per una regione che garantisca la piena accessibilità “per tutti i treni e tutte le stazioni”.


Oltre alle questioni al centro delle proposte c’è il nodo dei servizi per le persone con malattie rare: “In Calabria i presidi per la diagnosi e la cura delle malattie rare esistono sulla carta mentre nella realtà stentano a decollare”, dice Domenico Posterino, a capo dell’associazione “Prader Willi” che prende il nome della malattia genetica rara con cui convive sua figlia.
 
L’iniziativa dà inoltre l’occasione per riflettere sul ruolo del linguaggio: “Noi - osserva ancora Marra - non siamo ‘persone affette da disabilità’, noi siamo ‘persone con disabilità’.  La disabilità non è sinonimo di malattia. Se non cambiamo prospettiva tutti i servizi saranno orientati solo alle patologie, non a tutto il resto”.

di Francesco Ciampa

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